La luce della tua vita illumina l’oscurità!

Omega Click 12/01/2024

La luce della tua vita illumina l’oscurità. Ti sei mai chiesto in che modo vieni influenzato dalle forze invisibili che dominano la tua mente? Il concetto del terzo occhio è molto profondo e solo facendo un analisi approfondita dei nostri pensieri possiamo capire fino in fondo che cosa significa. Dobbiamo cominciare ad avere fiducia nella conoscenza interiore e nell’intuizione. Hai mai avuto la sensazione che la tua consapevolezza sia più forte di quella degli altri? Come se fossi completamente sveglio mentre loro sono ancora in un sonno profondo. Questo ti suona familiare? Guarda il nuovo video e scopri la natura della realtà.

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1 commento su “La luce della tua vita illumina l’oscurità!”

  1. Bel video.
    Ti consiglio i libri di Robert Monroe e di Barbara Brennan, quest’ultima specialmente, nella sua trilogia (Mani di Luce, Luce Emergente, Light Healing), ha fatto un eccellente lavoro di descrizione della realtà energetica e delle dinamiche che si instaurano tra le persone, oltre naturalmente a indicazioni per proteggersi e guarire. Monroe, invece, come probabilmente saprai, ha dettagliato ottimamente la “stratificazione” (termine un po’ improprio) della realtà non-fisica.
    Entrambi comunque hanno apportato contributi di grande valore, forse proprio perché erano fondamentalmente tecnici (Monroe è stato un tecnico radiofonico, e la Brennan ha lavorato come scienziata alla NASA) che si sono messi a indagare la realtà spirituale con una mentalità razionale molto occidentale – una specie di unione del meglio dei due mondi.
    Sul tema della sensibilità, la Brennan mostra che non c’è solamente un terzo occhio responsabile di ciò (che comunque descrive e identifica con il sesto chakra, al centro della fronte), ma tutti quanti i chakra sono di fatto gli organi di senso del campo energetico. Ognuno di essi è responsabile dell’assorbimento di particelle di energia dall’ambiente circostante: ogni chakra specifico è associato a una “banda di frequenza” specifica della realtà energetica, e i “petali” della tradizione orientale sono in effetti, secondo lei, vortici più piccoli che compongono il chakra, ognuno che assorbe energia a una specifica frequenza entro la banda di frequenza del chakra di cui è parte.
    La percezione “coscienziale” (non solo emozionale) vera e propria dell’energia è determinata dai recettori, che sono strutture microscopiche nelle profondità del chakra: è grazie a questi recettori (che visivamente descrive simili a lenti, e che funzionano in modo simile a barriere elettroniche) che abbiamo una percezione dell’energia. Con un po’ di allenamento è possibile imparare ad aprire, chiudere e modulare questi recettori, in modo da riuscire a schermarsi in maniera estremamente efficace dalle energie sgradite.
    Mi risuona tantissimo quando hai detto della presenza calmante che conferisce sicurezza, perché è qualcosa che mi diceva spesso mia madre. Dopo due interventi ai polmoni nel 2012, le dicevo spesso di prendersi il suo tempo, di prendere la vita con calma, e di respirare, senza fretta. Più che “pilastro”, diceva lei, ero la sua colonna, e aggiungeva, in modo molto autoironico, la sua stampella.
    Tra parentesi, la sua morte, per quanto mi abbia colpito duro, è stato anche un punto di svolta per me a livello profondo. Tra i libri che ho letto fin da giovane sulla realtà spirituale e i problemi di vita, ho sempre sofferto di un impulso suicida che, benché non si sia mai concretizzato in azioni, ho sempre covato nel profondo. Quando è morta mia madre, invece, stavo già pianificando tempo, luogo e modalità (per scrupolo, avevo perfino controllato le dosi letali di cose come sale e zucchero). Non c’erano persone che mi odiavano, ma non avevo neppure nessuno con cui mi sentissi in sintonia; nessuno con cui avessi un rapporto bello come con lei. Sostanzialmente, una fortissima solitudine. È stato come essere gettato nella più buia e fredda notte d’inverno. Circondato da un mondo con cui non risuonavo davvero, volevo semplicemente farla finita con questa esperienza, per la quale non vedevo prospettive, e seguire mia madre in un posto migliore (e so che è migliore per via di un’esperienza che ho avuto alcuni anni fa). Come dice spesso Malanga, però, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e per una serie di circostanze ho dovuto affrontare la realtà che una cosa del genere non potevo farla, non tanto per paura o ripensamenti, non tanto per un dovere più o meno astratto (che io interpreto come un obbligo esterno), ma per un senso di responsabilità (che personalmente sento come qualcosa che nasce da dentro). È stato come se fosse scattato un interruttore nella mia coscienza, ed è come se quell’impulso suicida latente fosse stato del tutto spazzato via da questa nuova consapevolezza – e forse non solo in questa mia vita, ma in tutte le altre passate, presenti e future.
    Per quanto riguarda i sogni, qualche sogno interessante l’ho fatto, in effetti. Uno che mi ricorderò sempre è quando ho sognato di essere in un negozio di erboristeria e cristalli in cui ero stato, e c’era uno spirito (o almeno così lo identificavo nel sogno) che me ne indicava uno in un angolo di un mobiletto di vetro, dal caratteristico colore bruno con striature azzurre, e spiegandomi che era utile a livello di introspezione. Vado qualche giorno dopo, e ci trovo davvero quel cristallo, esattamente dove doveva essere, anche se nel sogno stranamente aveva una forma diversa i colori erano esattamente quelli, e serviva, tra le altre cose, anche all’introspezione (era un’agata corniola).
    Ho imparato a percepire l’aura fin da ragazzo, proprio grazie a Mani di Luce: è quasi come se il libro di fatto mi avesse ricordato, più che insegnato, che queste percezioni sono possibili. Ultimamente sono un po’ arrugginito, ma quando ci sono squilibri energetici rilevanti li percepisco senza problemi. Per esempio, la mattina della Vigilia era passato mio zio per le ultime direttive prima di cena, e avevo notato che il suo chakra del cuore era fortemente scarico. La notte, prima di rincasare, mi ha confessato privatamente che era depresso. Un altro caso interessante: poco più di tre anni fa stavo vegliando su mia nonna durante i suoi ultimi giorni, e una sera ho percepito, molto chiaramente, una sfera di energia bianca guizzare con un moto un po’ erratico verso di lei, ed entrarle in testa. A quel punto si è agitata sul letto, come se si fosse risvegliata da un lungo sonno. Un nesso causale tra un evento visto e uno percepito; la dinamica mi fa sospettare che quella sfera di luce bianca fosse proprio lei che rientrava nel corpo dopo averlo temporaneamente lasciato, qualcosa che a quanto pare accade non di rado con i morenti, come descritto anche dagli stessi Monroe e Brennan nei loro libri.
    Fine della storia.

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