MEGASTRUTTURA ALIENA? Le variazioni di luminosità di questa stella preoccupano gli scienziati

Omega Click 21/02/2024

lo sapevi che con il telescopio spaziale Kepler, che doveva osservare la variazione di luminosità delle stelle per determinare se alcune diminuzioni di luminosità erano dovute dall’orbita degli esopianeti, ha forse scoperto una stella intorno alla quale, probabilmente, hanno ipotizzato, si trovano strutture artificiali? La Stella di Tabby, nota anche come KIC 8462852, è una stella che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica e del pubblico per le sue insolite e drastiche variazioni di luminosità. Questa stella si trova nella costellazione del Cigno, a circa 1.470 anni luce dalla Terra. Le sue variazioni di luminosità sono state scoperte grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA, che aveva il compito di cercare esopianeti tramite il metodo del transito, osservando le diminuzioni di luminosità causate quando un pianeta passa davanti alla sua stella ospite. Noi è così che identifichiamo gli esopianeti. Cosa nasconde questa strana scoperta? Guarda il video completo per tutti i dettagli del caso.

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1 commento su “MEGASTRUTTURA ALIENA? Le variazioni di luminosità di questa stella preoccupano gli scienziati”

  1. Video interessante. Ci sono alcune considerazioni da fare in merito, però.
    Andiamo in ordine cronologico. Concetti come la scala di Kardashev e la sfera di Dyson sono stati partoriti ormai 60 anni fa, e sono modelli fondamentalmente datati, ispirati a quello che era il pensiero dell’epoca, e fortemente antropocentrici. All’epoca, come mi raccontava a volte mia madre, nelle scuole veniva anche insegnata l’assurdità che un giorno saremmo stati macrocefali e non avremmo più lavorato… e questo era qualcosa che veniva insegnato nelle scuole, non da Jimmy il Transumanista dietro l’angolo.
    Per curiosità ho chiesto all’intelligenza artificiale la fattibilità di una megastruttura artificiale come una sfera di Dyson. Mi ha risposto che un’impresa del genere richiederebbe sforzi coordinati forse per secoli secoli o addirittura millenni, con un quantitativo di materiale reperibile solo in potenzialmente centinaia o addirittura migliaia di pianeti di tipo terrestre. Se l’analisi è realistica, è un po’ come passare anni a progettare e costruire un razzo interstellare per usarlo per andare al lavoro a qualche isolato di distanza…
    Peraltro una struttura artificiale posta in orbita attorno alla stella produrrebbe ugualmente una periodicità a livello degli oscuramenti, che non è riscontrata.
    Al di là di questo c’è la questione che, dalle analisi dei dati, solo certe lunghezze d’onda vengono oscurate. Questo, al di là dell’irregolarità nel tempo degli oscuramenti e della loro intensità (che rimangono ancora da spiegare in modo soddisfacente), fa fortemente propendere più per l’ipotesi di gas e polveri, che assorbono e disperdono solo alcune lunghezze d’onda della luce, che di una struttura artificiale opaca.
    C’è inoltre il sospetto che sia stato identificato almeno un pattern ciclico di 4.31 anni, proposto alcuni anni fa e apparentemente confermato una prima volta a ottobre 2019. Se la teoria è valida, proprio a marzo di quest’anno dovrebbe essere riscontrato un altro oscuramento compatibile. Potrebbe non spiegare tutto, ma se confermato sarebbe un buon inizio. Sarebbe interessante fare un video di aggiornamento quando i dati saranno disponibili, se il pattern previsto è confermato o smentito.

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