Qualcosa è stato portato via dalla Russia e avrà terribili conseguenze

Omega Click 01/03/2024

🚨 NOTIZIA BOMBA! Uno strano appello da parte di uno dei più grandi esperti di sicurezza nazionale. Una strana tecnologia è stata portata via dalla Russia nel 2023 e avrà terribili conseguenze. Di che cosa si tratta? 🟥 Guarda adesso il nuovo video!

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2 commenti su “Qualcosa è stato portato via dalla Russia e avrà terribili conseguenze”

  1. Come un’infinità di gente ha commentato sotto il video su Youtube, ritengo che questo appello non sia altro che propaganda… nella migliore delle ipotesi.
    Nella peggiore, è un messaggio per la Russia e vicini… che però, visto il personaggio e i suoi stretti rapporti con l’autorità a stelle e strisce, mi sembra come tenere la mano sulla leva di una ghigliottina per dire al condannato: “prevedo che a breve ti farai molto male”.
    Come detto da altri, l’assoluta mancanza di trasparenza, di dati, oltre ai legami di questo signore, rendono un simile appello ben poco genuino.
    Un’altra possibilità che potrebbe non essere da scartare, è che sia un ulteriore tentativo di destabilizzare internamente la Russia, addossando a Putin la colpa di essere un leader miope che ha contribuito agli eventuali problemi climatici del suo Paese. D’altra parte, se il buon Egon e lo Zio Sam sono così preoccupati per i problemi climatici in Russia, se questi sono così gravi, perché non proporre alla Russia un aiuto tecnico a tal riguardo, facendo un’eccezione alla regola delle sanzioni per “gravi e giustificati motivi”?

    1. Mi sono preso la briga di guardare il video integrale. Come disse Maude Lebowski, “la faccenda puzza come un’aringa marcia”.
      Il video si apre con l’introduzione di questo personaggio e del suo passato, passando poi per una nota di critica a Biden (forse per farlo “apparire” più digeribile a un ipotetico Putin interlocutore?). Seguono varie profezie di sventure, che dal tono e dalla forma non fanno altro che confermare l’impressione della sopracitata scena ironica della ghigliottina. Ma è forse al minuto 11 (e ripetuto alla fine) che troviamo il vero scopo (o almeno uno) del video, nello specifico quando dice:

      “These cataclysms will cause immense damage and agony to people, and the only one responsible for this in the eyes of people will be you, Mr. Putin. In my previous address to you, you did not heed me. So, heed me now. Accept advice from a knowledgeable person: if I were in your position, I would not run for President. Heed my warning: do not run for Office, but vent for retirement instead, with at least some degree of dignity retained. If you bow out graciously now, people will ultimately blame those who succeed you for your negligence. Everyone, even those who are utterly loyal to you and ready to perish for you now, will curse you later. Leave now, or the citizens of not only your country, but the entire world, will curse you by the end of your next term. Soon the world will discover who is responsible for what is already occurring and will only escalate in severity.”

      Qualcosa che somiglia a una velata minaccia. E se non una minaccia, senz’altro un tentativo di dirigere l’odio dei popoli verso Putin.
      Seguono vari grafici che sembrano “dimostrare”, secondo lui, un “anomalo” calo di disastri naturali. I dati possono anche essere veri… ma da qui a dire che è grazie alle tecnologie non ufficiali il salto è molto lungo. Peraltro è interessante notare che non fa un raffronto tra “numero di eventi climatici in Russia” e “numero di eventi climatici in America”, ma “numero di eventi climatici in Russia” e “numero di eventi climatici da miliardo di dollari di danni in America”. Un po’ come mettere sullo stesso piano mele e pere: si assomigliano, ma non sono esattamente la stessa cosa. Si ignora inoltre il fatto (come ignora bellamente riprendendo questo dato al minuto 32) che l’aumento di disastri da miliardo di dollari e più NON significa necessariamente che sono statisticamente accaduti più disastri in generale, ma che sono costati di più, costi che sono influenzati da vari fattori, e non solo dal numero di eventi climatici. Eppure spaccia questo trend puramente teorico come un dato di fatto: in America sono costati di più, quindi se in Russia non sono costati altrettanto significa che c’è qualcosa sotto.
      Seguono nozioni altrettanto discutibili sulle temperature che “invariabilmente dovrebbero” causare eventi estremi… per cui non verifichiamo nemmeno se magari ci sfugge qualcosa a livello locale o globale in termini di clima e meteorologia: la nostra Scienza è senza dubbio alcuno esatta e pia, quindi facciamo un miscuglio di grafici di disastri naturali e aumento della temperatura per dimostrare, inequivocabilmente e inconfutabilmente, che sono state le nuove tecnologie non ufficiali a sventare i disastri. Come disse Mario Bonetti, “nemmeno in una giuria del Far West varrebbe una prova del genere”.

      Abbiamo pochi anni, dice lui… aggiungendo che la “sopravvivenza dell’umanità nel prossimo decennio è altamente dubbia”, e che “finiremo come Marte”: affermazioni che mi sembrano basso catastrofismo. Stando così le cose, riprendo il dubbio di cui sopra: perché non rendere tutti i dati su queste tecnologie sperimentali non ufficiali pubblici e disponibili a tutti, in modo da aiutare la Russia a salvare il permafrost, che spiega essere la sua preoccupazione principale? Non mi pare che le sanzioni alla Russia abbiano impedito di rilasciare pubblicamente dati tecnici.

      Poi c’è una cosa che non capisco: questi scienziati e queste tecnologie, sono esistite solo in Russia negli ultimi dieci anni? Da come la mette giù nel finale, sembra che la colpa della fine del mondo sia dell’autoritarismo della Russia, e che solo in Russia sono state sviluppate queste tecnologie sperimentali (sulle quali non offre mai alcun ragguaglio – l’unico potenziale indizio a nostra disposizione è quando dice che sono state “disattivate”, il che implica qualcosa di dinamico e non soltanto fisso e passivo, ammesso e non concesso che tutto ciò sia vero). Non porta inoltre nessuna prova delle azioni di repressione della Russia nei confronti di questi scienziati, quando parla di date come l’8 e il 10 agosto 2023. Nessun documento, nessun articolo. Dev’essere vero perché lo dice lui, e non possiamo che fidarci a scatola chiusa…

      C’è però forse un indizio che ci aiuta a scoprire un secondo fine del gruppo: fondi illimitati e totale assenza di controlli. Come dichiarato sul sito del progetto:

      “We urgently need to establish a unified international scientific center, essentially an international interdisciplinary alliance of the world’s best scientists, who will work on solving this problem.We need the brightest minds of this world, capable of thinking unconventionally and innovatively. We need people who are ready to collaborate and act in the interests of all of humanity.

      For the successful and effective operation of the unified international scientific center, it is of utmost importance to provide the scientific team unrestricted access to all scientific resources and unhindered access to all observation platforms, regardless of their purpose and nature.A crucial addition to this will be ensuring full access to existing cutting-edge technologies. To efficiently achieve the goals and tasks set before the unified international research center, unlimited funding for scientific activities is an absolute necessity, without any control or intervention in the research process by politicians or corporations.

      It is imperative to ensure absolute autonomy in scientific research activities, during which we, as scientists, take complete responsibility for the outcomes attained.”

      L’autonomia e l’indipendenza sono belle cose, ma senza controlli chi ci assicura che i fondi vengono utilizzati correttamente? Dobbiamo fidarci a scatola chiusa di un gruppo in cui Cholakian stesso si esprime al pubblico in una maniera così politica, proponendo come “prove” un misto di retorica emozionale e dubbie interpretazioni di dati statistici?

      Come dice Cholakian all’inizio, Putin è un ex KGB, e sa che per lui non contano le parole ma i fatti: direi che a breve scopriremo cosa preme veramente a Cholakian & C., non con le parole, ma con i fatti.

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