UFO – L’ipotesi Parafisica | Dossier Completo

La Teoria Parafisica e il Superspettro

Alex De Angelis (aka Philip K.Dick) – Nina Ventura

Roma, 3 Luglio 2023

“La stragrande maggioranza di tutti gli avvistamenti nel corso della Storia dell’Ufologia, ci parla di oggetti luminosi trasparenti o diafani, mutanti forma e posizioni o che comparivano o scomparivano all’improvviso. Apparizioni di oggetti dall’aspetto concretamente solido sono piuttosto rare.”
John Keel (1930 – 2009)

Prima di addentrarci ad esplorare le molte sfaccettature che compongono la Teoria Parafisca alla base della nostra ricerca, è doverosa una permessa al fine di comprendere in quale contesto nacque e si sviluppò. Sul finire del decennio 1947-1957, conosciuto come il periodo classico dell’ufologia americana, la ricerca sugli oggetti volanti non identificati entrò in crisi profonda, progressivamente calò l’interesse sia della stampa che dell’opinione pubblica nei confronti del fenomeno UFO e con esso, curiosamente venne registrata anche una drastica diminuzione di avvistamenti sui cieli degli Stati Uniti.

L’ambiente della ricerca dovette prendere atto che dieci anni di avvistamenti e di indagini a tutto campo non avevano portato ad alcuna conclusione valida che potesse spiegare la natura e l’origine del fenomeno. Nonostante la maggior parte dei ricercatori ufologi fosse concorde di trovarsi di fronte ad un fenomeno di natura extraterrestre fisica, costituto da navicelle spaziali pilotate da esseri biologici di altri pianeti, non era in grado di fornire delle spiegazioni che fossero abbastanza plausibili e logiche sulla ragione per la quale tali misteriosi visitatori si limitassero soltanto a comparire furtivamente di tanto in tanto senza prendere alcuna iniziativa di contatto diretto con gli abitanti della Terra, indipendentemente dalle intenzioni che potessero avere nei nostri confronti. In più pesava molto il disinteresse snobistico dell’ambiente scientifico, al limite della derisione, verso gli UFO; pertanto, lo sconforto portò molti ricercatori a ritenere non ne valesse più la pena abbandonando i propri studi.

Lo stallo, noto come Dark Age, durò dal 1963 al 1968 periodo in cui molti ufologi colsero l’occasione per fare autocritica sui metodi di ricerca applicati fino a quel momento al fine di comprendere in cosa avessero sbagliato e da dove sarebbero dovuti ripartire, magari con differenti metodi di ricerca e studio. Nel 1968 uscì il Rapporto Condon, un “nulla di fatto” che mise una pietra tombale sul fenomeno UFO demotivando ulteriormente gli ufologi dal trovare spunti con i quali proseguire ad investigare. Questo fino all’uscita in libreria di opere che tutt’oggi vengono considerate testi fondamentali di una linea di studio e ricerca tanto rivoluzionaria quanto poco capita, molto sottovalutata e non sufficientemente apprezzata proprio da quella fazione di ufologi in cerca di nuovi stimoli ma rimasta saldamente radicata ai concetti tradizionali.

Passaporto per Magonia del matematico astrofisico francese Jacques Vallée, Creature dall’ignoto e UFO: Operazione Cavallo di Troia scritti entrambi dal giornalista ricercatore statunitense John Keel, fanno il loro ingresso sulla scena della ricerca ufologica sul finire della Dark Age. Era 1969 nacque negli Stati Uniti la New Ufology inaugurando un nuovo promettente corso di ricerca che però, generò polemica da parte dei sopracitati ufologi ortodossi, poco coerenti con gli sbandierati intenti post autocritica di dare una vera svolta, tentando quindi nuovi percorsi con più coraggio e mente aperta.

John Alva Keel, durante la sua carriera di giornalista, indagò a lungo in ambito di fenomeni inspiegabili come un moderno Charles Fort, autore che ispirò in maniera importante il suo lavoro. Note sono le sue ricerche sul campo dedicate al Bigfoot che lo spinsero negli anni Cinquanta a recarsi in spedizione nel Tibet, una ricerca criptozoologica che condivise con il biologo Ivan T. Sanderson. Fu agli inizi del 1960 che si dedicò interamente a studiare il fenomeno UFO.

A quel tempo la sua convinzione era perfettamente in linea con quella degli ufologi ortodossi, ossia che dietro gli avvistamenti UFO ci fossero esseri extraterrestri provenienti da altri pianeti; quindi, si spese al massimo dell’impegno nel dimostrare che la tesi fosse corretta ma dopo tre anni in cui girò in lungo e largo per gli States, indagando a fondo su UFO e alieni, intervistando centinaia di testimoni oculari di ogni età e ceto sociale, la sua convinzione che il fenomeno avesse origini extraterrestri incominciò progressivamente a vacillare, non trovava più alcuna logica in questa chiave di lettura, capì che l’ipotesi dell’origine spaziale aliena degli UFO non bastava affatto a dare una spiegazione esauriente alla complessità e alla vastità della gamma di fenomeni ad essa interconnessi, non vi si adattava nella maggior parte dei casi da lui studiati, avendo constatato in prima persona che vi erano fenomeni inquietanti e misteriosi, addirittura scollegati tra loro, che non potevano affatto essere spiegati con tale tesi, piuttosto riconducevano all’ambito della fenomenologia paranormale.


Si convinse infine che l’ufologia, i miti che narrano del Piccolo Popolo, come fate, gnomi ed elfi, i fenomeni paranormali e medianici, i poltergeist, così come gli incontri con creature di aspetto bizzarro e spaventoso, avessero un filo rosso che li univa, fossero insomma le molte facce di un’unica medaglia. Prese in esame l’ondata di velivoli avvistati negli USA nel periodo dal 1896 al 1897, reperendo ogni sorta di materiale bibliografico e giornalistico dell’epoca, mettendolo a confronto con i fenomeni di poltergeist ed esoterici, constatando avessero una radice di origine in comune e si rese conto che questo sfuggente “qualcosa” si palesava a noi umani mediante rappresentazioni che mutavano e si adattavano perfettamente ad ogni epoca, come “maschere”, “travestimenti”, fu così che arrivò a formulare la teoria che nominò dei “Cavalli di Troia”.

Una realtà ignota, elusiva eppure tangibile, fatta di entità all’opera con il fine di condizionare e manipolare gli abitanti della Terra fin dal principio della loro storia, un fenomeno inquietante ed oscuro in grado di mutare aspetto in base al contesto storico, sociale e culturale dei vari periodi che si sono succeduti attraverso i secoli, agendo come camaleonti mimetizzandosi, ingannandoci di volta in volta, mostrandosi esattamente come il nostro subconscio li avrebbe riconosciuti, oggi come extraterrestri in quanto viviamo nell’era spaziale, ma nel medioevo queste entità assumevano sembianze di esseri che l’uomo chiamava fate, elfi, gnomi adattandosi alle credenze popolari di quel periodo storico, alle sue storie e leggende.

Nell’800 invece venivano registrati dalle cronache dell’epoca avvistamenti quantomeno bizzarri di “velieri” volanti che sembravano usciti dai racconti di Jules Verne, mentre ai tempi dell’Antica Roma, Giulio Ossequente annotava nel suo Libro dei Prodigi le evoluzioni dei misteriosi Clipei Ardenti, scudi di fuoco, che apparivano in cielo non dissimili a quei Foo Fighters avvistati durante la Seconda Guerra Mondiale dai piloti militari, tra essi due personalità di alto prestigio come Lord Hugh Dowding e Sir Robert Victor Goddard, rispettivamente comandante in capo e maresciallo della RAF, i quali resero testimonianza di loro incontri in volo con questi fenomeni descrivendoli per la prima volta in maniera circostanziata come di chiara natura non fisica ma al tempo stesso reale.

Lord Dowding riteneva che “le UFO-Entità Ultraterrestri” fossero capaci di rendersi Invisibili agli Occhi Umani, in grado addirittura di assumere fattezze e connotati Terrestri, tanto da mescolarsi all’Umanità senza destare sospetti.

Mentre il Maresciallo Goddard, anch’egli decenni prima di John Keel, rese lucide considerazioni di ciò che tante volte aveva incontrato in volo “Potrebbe darsi che alcuni piloti di UFO fossero emissari parafisici di un pianeta diverso dal nostro, ma non c’è necessità logica che sia così. Infatti, se un UFO è Reale ma parafisico esso ha la dote dell’Invisibilità ai terrestri;

anche lo stesso mondo che lo crea e comanda ha codesta prerogativa e quindi nulla impedisce che si Sovrapponga e che Coincida con lo Spazio che noi occupiamo con la Terra, assai più semplicemente e direttamente delle Emissioni parafisiche di altri pianeti del nostro Sistema Solare. Ammesso che i veri UFO siano parafisici, è accettabile che riflettano la Luce a guisa di fantasmi e anche (come spesso è stato osservato) che diventino visibili nei cambi di velocità per spostamenti ultrarapidi.

Se poi durante tempi finiti di transizione strutturale talvolta si materializzano e tal altra sono ampiamente visibili, ciò significa che la loro massa è di natura diafana, molto diffusa, cioè sostanza alquanto eterica. La validità di questa osservazione, attraverso ripetuti rapporti, è di sostegno all’ipotesi parafisica e rende plausibile la sua concretezza della possibilità che gli UFO siano creazione terrestre piuttosto che extraterrestre (attenzione: quando dice creazione “terrestre”, allude al fatto che il fenomeno ha luogo qui sulla Terra, nonostante può manifestarsi anche nello spazio, non intende velivoli frutto di retro-ingegneria).

Il Mondo Astrale dell’Illusione, che ha presa su tante menti terrestri, è ben conosciuto per molteplici attività Immaginative con le quali i suoi credenti corrono a creare cosiddetti Principati e Potenze, quando non giocano con la Moralità, la Spiritualità, la Divinità.”

E di fronte a tali dichiarazioni, non si può non paragonare il loro erudito eloquio agli sconfortanti, vacui e svagati “ci sono, ma non sappiamo cosa sono” da parte dei moderni piloti militari americani dalle idee (in apparenza) parecchio confuse.

Insomma, già da queste premesse emerge che nel corso della nostra storia li abbiamo chiamati in molti modi diversi ma il fenomeno pare essere lo stesso e ci accompagna, di volta in volta in vesti differenti, da sempre…

Carl Gustav Jung e “le cose che si vedono in cielo”


“L’impulso che mi spinge a scrivere non nasce dalla presunzione, bensì dalla mia conoscenza di medico, che mi consiglia di compiere il mio dovere preavvisando quei pochi dai quali mi posso far intendere che l’umanità si trova alla soglia di avvenimenti che corrispondono alla fine di un eone (periodo). […] Parlando francamente, sono preoccupato per la sorte di quanti si lasciassero sorprendere impreparati dagli avvenimenti e si trovassero senza averne avuto il minimo presentimento, alle prese con un mondo che riuscirebbe loro incomprensibile.” (Carl Gustav Jung, Un Mito Moderno, Edizioni Sonzogno)

Durante gli anni delle grandi ondate di avvistamenti, il cosiddetto “Periodo Classico”, si sono cimentate nel tentativo di dare una spiegazione al fenomeno UFO anche figure di grande rilevo. In ambito della psicologia scese in campo Carl Gustav Jung. Nel 1958, nel saggio “Un Mito Moderno”, sosteneva che i tipici Corpi Rotondi e Luminosi spesso avvistati nel Cielo, sarebbero stati nient’altro che un Simbolo il cui Inconscio porterebbe “a galla” durante le esperienze di Sogno o Visione che lui attribuì ad una condizione di smarrimento collettivo caratterizzante gli anni del dopoguerra, considerando il periodo storico in cui svolse le sue ricerche.

Il “Rotundum” è difatti un Simbolo Archetipico che qualsiasi Cultura da sempre identificata come Segno di Totalità, Compiutezza e Perfezione. Jung ridimensiona dunque la fenomenologia degli UFO a Proiezioni Automatiche ed Involontarie, basate sull’istinto. Verso la conclusione del libro, però, lo stesso ammetterà che codesta interpretazione non sempre è sufficiente a poter spiegare la totalità dei casi e non escluse l’ipotesi, suffragata dalla teoria della sincronicità, della percezione di realtà fisiche concrete che non sono ancora dimostrabili con strumenti scientifici.

Analisi della Teoria del Superspettro di John Keel

John Keel fece sue molte delle teorie di Charles Fort, il quale aveva sviluppato la convinzione che noi umani saremmo proprietà di entità oscure che ci vedono nello stesso modo in cui gli allevatori considerano i propri capi di bestiame, convinzione condivisa a sua volta anche da Salvador Freixedo che nel suo saggio La Granja Humana (La Fattoria Umana) si spinge oltre esponendo attraverso le sue ricerche, una visione ancora più oscura ed inquietante rispetto a quella espressa da Fort.

Partendo da tale presupposto, Keel formulò l’ipotesi che intorno a noi vi fosse un mondo invisibile, sottile, perfettamente sovrapposto al nostro materiale, che interagiva con gli umani manipolandone le menti e condizionandone le convinzioni.

Pertanto, sarebbero espedienti con i quali queste entità, assumendo determinati aspetti, ci ingannano al fine di ottenere qualcosa da noi, e sono della medesima matrice anche gli avvistamenti di esseri criptozoologici riferita in molteplici testimonianze come, ad esempio, l’essere chiamato Bigfoot avvistato nelle foreste del Nord America e Canada, oppure il Mothman (Uomo Falena) tra l’altro, anche in Italia sono avvenuti avvistamenti di umanoidi di questa tipologia, uno dei più importanti, indagato dal CUN che ne custodisce il relativo materiale nei suoi archivi, è il caso della corazzata Caio Duilio, il cui equipaggio nell’estate del 1945, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, avvistò nei cieli di Taranto una formazione di quindici esseri alati dalle sembianze umanoidi, che vennero descritte di aspetto simile alle Erinni di Dante, antiche dee della maledizione e della vendetta.

Anche la tradizione dei vampiri e dei licantropi sembrerebbe essere relazionata e riconducibile alle stesse creature e allo stesso metodo, in questo caso però lo scopo perseguito è palese, come vedremo più avanti esaminandone la casistica. La visione eterogenea di questo insieme di fenomeni oscuri fu la base del complesso ed elaborato sistema di pensiero di Keel. La teoria che elaborò e chiamò con il termine Superspettro, si trova ampiamente illustrata nel suo saggio L’Ottava Torre, scritto nel 1977, dove colloca tali fenomeni non in altre dimensioni o in universi paralleli bensì in una regione del nostro universo situata in una porzione dello spettro elettromagnetico non percepibile dai nostri cinque sensi.

Non è semplice e intuitiva la comprensione della tesi di John Keel, soprattutto se si è troppo influenzati da una visione materialistico-tecnologica del fenomeno UFO, questa è una delle ragioni per la quale venne accolta con molta diffidenza, se non con aperta ostilità, dai ricercatori ufologici ortodossi che non ne colsero pienamente l’importanza e il valore, una diffidenza e un rifiuto che perdura tutt’oggi ed è anche molto difficile cercare di spiegarne in sintesi la sua portata e validità in ambito della ricerca.

La tesi del Superspettro in ufologia si potrebbe paragonare, a ciò che la teoria del campo unificato rappresentò per la fisica moderna, la teoria del campo unificato ha collegato i fenomeni fisici nel loro insieme, superando le divisioni che un tempo vi erano tra le varie branche della fisica, allo stesso modo l’ipotesi parafisica di Keel postula il concetto che vi sia un’unica causa ad accomunare tutti i fenomeni tra loro un tempo ritenuti scissi e visti come individuali, ciascuno a se stante, l’uno indipendente dall’altro. In sostanza, dunque, l’origine di ogni fenomeno di natura inspiegabile andrebbe ricercata nel Superspettro.

Molti fanno l’errore di confondere la parafisica con la metafisica (dimensione spirituale) se non addirittura pensando parli di “ologrammi” proiettati in cielo da una qualche fonte tecnologica esterna, una visione altamente condizionata dal Materialismo tipico della nostra era. In realtà il termine parafisica, così spesso equivocato e male interpretato, è di origine greca, derivante dalla radice Para, ossia “accanto a” / “in prossimità di”, pertanto suggerisce semplicemente una provenienza extra dimensionale e non una funzione di qualche tipo, men che meno riguarda extraterrestri burloni in vena di proiettare filmini tridimensionali per ragioni ignote, così come non va confusa con la tesi complottista del Blue Beam e del False Flag.


Il termine “fenomenico” definisce perfettamente le tesi elaborate da Keel, egli stesso utilizzava frequentemente questa parola per definire tanto gli avvistamenti UFO quanto gli eventi di natura inspiegabile in apparenza non correlati ad essi, operando una distinzione precisa tra il lato sensibile dell’evento fenomenico, ossia quello della realtà oggettiva in grado di essere colta e compresa tramite ciò che i nostri cervelli sono in grado di riconoscere e l’altra parte di una realtà che, pur esistente, non può essere percepita dai sensi umani in quanto gli strumenti conoscitivi a nostra disposizione non sono in grado di coglierla.

In termini esemplificati al massimo, nel Superspettro sarebbero presenti entità intelligenti in grado di manipolare energia e materia che riescono ad entrare nel nostro Mondo, Universo, Realtà, connettendosi con il nostro livello di frequenze come farebbe una radio, sintonizzandosi su una determinata stazione, consentendo loro di assumere forme materiali sia semplici che complesse a passaggio completato, mostrandosi a noi come UFO, EBE, ecc.

Ciò non implica però che tali entità siano completamente immateriali da dove essi provengono, ma sembrerebbero esserlo quando si palesano nel nostro piano esistenziale materiale o grossolano nell’istante esatto in cui vi compenetrano, precisamente mentre lo fanno, durante il passaggio tra una frequenza e l’altra, quando ancora non si sono sintonizzati sulla frequenza vibrazionale che permetterebbe loro di divenire tangibili e quindi visibili anche ai nostri occhi apparendo nei nostri cieli.

Il che potrebbe fornire spiegazioni alternative alle manovre che sfuggono ad ogni legge della fisica conosciuta, senza scomodare presunte tecnologie da film di fantascienza, così come l’ipotizzare si possa trattare di sonde di esplorazione extraterrestri senza pilota a bordo per giustificare quella velocità insostenibile per un organismo biologico di tipo umano, oppure ritenere che utilizzino degli “Stargate” per superare distanze cosmiche impossibili, attribuendo a tale tecnologia basata sulla teoria del ponte di Einstein-Rosen, troverebbero una logica anche le improvvise sparizioni istantanee di UFO raccontate dai piloti di aerei caccia che hanno avuto la sventura di trovarsi presenti assistendo a questi passaggi/incursioni da un altrove che pare non essere lo spazio siderale.

Sovrapposti al nostro mondo ma su un altro livello di frequenza fuori dalla nostra portata. Tale peculiarità darebbe una spiegazione anche al perché gli animali sembrano percepirle anche quando noi non siamo in grado di vederle reagendo con irrequietezza e paura, non tanto per contatto visivo ma probabilmente uditivo, essendo gli animali molto sensibili alle frequenze ultrasoniche, basti pensare ai fischietti ad ultrasuoni per cani che emettono frequenze elevate, sui 20.000 Hz circa, l’orecchio umano non le percepisce, a differenza degli animali. Per cui, dobbiamo immaginare che queste entità si servano di frequenze elevatissime per riuscire ad entrare nel nostro mondo superando questa barriera invisibile che ci divide dalla loro dimensione.

Magonia, il Superspettro e gli Ultraterrestri

“E i resoconti dimenticati del Piccolo Popolo, degli Elementali, di Leprechauns? Se questi esseri fanno parte dello stesso fenomeno che vediamo ora, cosa significa per la loro natura? Abbiamo necessariamente a che fare con extraterrestri?” (Jacques Vallee)

Come John Keel, anche Jacques Vallée è convinto vi siano entità di natura parafisica che perseguono l’obiettivo di sottoporre noi abitanti della Terra a manipolazione e condizionamento mentale, come hanno sempre fatto sin dagli inizi della storia del genere umano. Secondo la Visione di Valleé: gli UFO sarebbero la manifestazione moderna di un fenomeno che ha fatto la sua comparsa in ogni Luogo e Periodo della Storia Umana, il quale, in epoche remote, veniva attribuito a Creature proprie della Mitologia o del Soprannaturale. A differenza dell’Ufologia Ortodossa, che interpreta le storie sulle Fate, Gnomi, Coboldi, Folletti, Elfi eccetera come la presenza di Extraterrestri nel nostro passato, Vallée li relega invece a una “Realtà Altra” che interferirebbe con la nostra, a cui dà il nome di Magonia (il Regno Celeste descritto dal vescovo Agobardo di Lione in un trattato dell’815 d.C.).

Jacques Vallèe ha avanzato l’ipotesi secondo cui, nel fenomeno UFO si celerebbe un Sistema di Controllo dell’Evoluzione Umana che agisce sull’Inconscio Collettivo della nostra Specie e cerca di ipotizzare anche il modus operandi attraverso il quale avverrebbe tale manipolazione, elaborando una tesi che definirà con il termine “effetto termostato”. Nulla a che vedere con il riscaldamento climatico globale naturalmente, la definizione va intesa come un equilibrio bilanciato e mantenuto sempre a livelli congeniali ai “Magonesi”. Secondo Vallée gli abitanti della dimensione di Magonia fanno in modo, di mantenere nelle varie epoche storiche un clima sociale, culturale, politico e religioso che sia compatibile con il loro scopo e il loro obiettivo, che sostanzialmente è sempre lo stesso di epoca in epoca, cioè esercitare la loro influenza ed il loro controllo sulle credenze e sul comportamento degli esseri umani.

Dal punto di vista di John Keel, viene messa in risalto la connessione e l’analogia degli UFO con quella di Creature Soprannaturali da lui denominate come “Ultraterrestri”. Secondo Keel codeste Entità sarebbero ostili al Genere Umano, e si manifesterebbero attraverso forme come quelle di Extraterrestri, Creature Mostruose, Fantasmi, Poltergeist, Fate, Folletti, Gnomi, Coboldi, Elfi, Demoni ed Entità Paranormali o Preternaturali (non conformi all’andamento naturale delle cose) Come anticipato in introduzione, John Keel, ampliando ulteriormente la sua teoria, in un secondo momento, concepì gli UFO come una sorta di fenomeno di Natura Elettromagnetica che troverebbe origine non in Extradimensioni o Universi Paralleli, ma nel nostro stesso Universo, ovvero, in quella Regione dello Spettro Elettromagnetico, da lui definito “Superspettro”, che non sarebbe percepibile dai nostri sensi.

In conclusione, secondo John Keel la fenomenologia UFO dovrebbe essere indagata e studiata presso l’ambito della Parapsicologia e del paranormale, non dell’Ufologia, risultando quest’ultima essere l’altra faccia della stessa medaglia, per questo abbandonò l’ipotesi Extraterrestre nel 1967, quando le sue indagini sul campo gli rivelarono una sorprendente sovrapposizione tra fenomeni Psichici e UFO: “gli Oggetti e le Apparizioni non hanno necessariamente Origine su un altro Pianeta e potrebbero anche non esistere come Costruzioni Permanenti di Materia. È più probabile che noi vediamo ciò che vogliamo vedere e interpretiamo queste Visioni in base alle nostre convinzioni contemporanee.”

Mentre secondo Jacques Vallée, anche lui partito al principio dallo studio degli UFO in chiave extraterrestre, influenzato dal lavoro di Aimé Michel, scrittore e filosofo francese, specializzato in ufologia, avremmo a che fare con un livello di Coscienza ancora non riconosciuto, indipendente dall’Uomo ma strettamente legato alla Terra: “non credo più che gli UFO siano semplicemente le Navicelle di qualche Razza di Visitatori Extraterrestri. Questa nozione è troppo semplicistica per spiegare la loro comparsa, la frequenza delle loro manifestazioni nella storia registrata e la struttura delle Informazioni scambiate con loro durante il contatto. Se non si tratta di una Razza Avanzata proveniente dal Futuro, abbiamo invece a che fare con un Universo Parallelo, o comunque una Dimensione Altra dove vivono altre Razze Umane e dove possiamo recarci a nostre spese, per non tornare mai più nel Presente? Da quell’Universo Misterioso, degli Esseri Superiori proiettano Oggetti che possono materializzarsi e smaterializzarsi a piacimento? Gli UFO sono “Finestre” piuttosto che “Oggetti”?

Correlazioni tra i fenomeni parafisici, le abduction e la possessione Diabolica

“Negli ultimi anni migliaia di persone si sono trovate di fronte a strane entità che impersonano Principati e Podestà.”
(John Keel)

Alludendo al titolo scelto da John Keel per il suo libro, ovvero Operazione “Cavallo di Troia”, queste Creature troverebbero la chiave d’accesso attraverso la Mente Umana, “hackerandola”. Un processo che si potrebbe comparare a quello della violazione del Sistema Operativo di un computer, quando esso viene compromesso da un Virus-Trojan, attraverso quel “punto debole” che una volta individuato, rende possibile accedere a tutte le informazioni contenute. Lo stato di coscienza alterato, il livello della percezione (della Realtà) alterata in cui il testimone è vittima di quel fenomeno noto come “Missing Time” (Tempo Perduto), una sorta di Vuoto Spazio-Temporale, in cui chi ne è vittima non ricorda quanto tempo sia trascorso, se pochi minuti o diverse ore (per lui) stanno alla base di tutte le casistiche di abduction, così come si ritrovano anche nei casi di Contattismo, dove il testimone in causa è anche convinto di essere salito a bordo di una delle astronavi di fantomatici Viaggiatori dello Spazio e che essi lo abbiano portato sul loro Mondo dal nome solitamente inesistente, presso un Sistema Solare altrettanto inesistente, esperienza che talvolta resta impressa nei ricordi coscienti del soggetto nonostante il Vuoto Spazio-Temporale successivo e senza che debba essere fatta riemergere mediante sedute di ipnosi regressiva. Il che, può essere indice e segnale di un possibile “rapimento alieno”, dal momento in cui questi Esseri sembrano possedere la facoltà di indurre a visioni fittizie della realtà, influendo sull’intelletto dell’Uomo, ovvero agendo sulla sua mente manipolandola alterandone la percezione, mostrandogli come realtà determinate situazioni inducendolo a crederla tale… un metodo che ricorda quello dei Demoni delle Religioni.

Approfondendo determinati aspetti della tesi Parafisica, ci si imbatte in sconcertanti analogie tra il fenomeno delle abductions e la possessione diabolica richiedente il rito esorcista. Sono pochi i ricercatori che in Italia hanno condotto studi seri portando alla luce le connessioni tra ufologia e demonologia, il capostipite è sicuramente Rocco Manzi con il suo libro UFO e Potere delle Tenebre, uscito nel 1979, attualmente molto raro in quanto mai più ristampato, ha fatto seguito il ricercatore editore Piero Mantero con Satana, lo strattagemma della Coda e in tempi recenti il ricercatore socio del CUN, Alfredo Lissoni. Nel suo corposo saggio UFO:

Passaporto per l’Inferno, il Lissoni pone in risalto come sostanzialmente i resoconti antichi di ciò che oggi verrebbero interpretati come rapimenti UFO ante litteram, influenzati però da una presunta “ignoranza” popolare e per questo riferiti in un contesto demoniaco, fossero invece davvero di tale natura e speculari ai casi di possessione. Se mettiamo dunque a confronto determinati racconti con le moderne abduction possiamo constatare come il fenomeno abbia in realtà solo cambiato maschera nel corso dei secoli ma non modus operandi.

Uno dei casi più clamorosi di abduction non andata a segno grazie ad un espediente tutt’altro che tecnologico, è quello che ebbe la sventura di sperimentare uno stimato frate missionario francescano di origini sarde, Padre Giuseppe Madau.

La sera del 13 settembre 1948, Oristano si apprestava a celebrare la vigilia della Festa della Santa Croce, Giuseppe Madau, all’epoca novizio, era intento a recitare il Rosario nel cortile del convento immerso nella quiete della campagna circostante, accanto a lui il cane del guardiano gli faceva compagnia. Alzando lo sguardo al cielo ebbe l’impressione di scorgere una strana sfera luminosa in lontananza. In quell’istante saltò la luce elettrica, attorno al convento e nella vicina città le luci si spensero all’improvviso, Madau assistette allo stazionamento sopra un albero di un bizzarro oggetto volante a forma di campana schiacciata da cui discesero due esseri umanoidi di altissima statura, portamento elegante, bell’aspetto e dall’atteggiamento in apparenza gentile ed amichevole. I due individui chiesero al novizio di venire con loro, ma Madau, con l’ingenuità dettata dall’inconsapevolezza di cosa gli stesse accadendo, rifiutò dicendo che se si fosse allontanato dal Convento senza il permesso dei superiori avrebbe compromesso il suo noviziato pregiudicando la possibilità di diventare frate.

A questo rifiuto udì un suono pressante dentro la testa, avvertendo una sensazione fisica terribile come se delle dita frugassero nel suo cervello. Il novizio, a quel punto terrorizzato, si rese conto di sollevarsi dal suolo, intuendo che quegli esseri volevano portarlo via malgrado il suo rifiuto, con la forza della disperazione si ribellò invocando la Vergine Maria: “Madre mia aiutami! Non voglio!”. In quell’istante il novizio ebbe l’impressione di udire una voce femminile che con tono pacato disse: “Lasciatelo stare”. In risposta a queste parole, Madau avvertì dei rumori inquietanti a lui incomprensibili, mai uditi prima; quindi, la voce femminile ordinare di nuovo stavolta con tono perentorio: “Ora basta! Lasciatelo!”.

Il rovistio nel cervello cessò di colpo, mentre Madau si rese conto di essere tornato con i piedi a terra, avvertì un tonfo accanto a sé e solo allora si accorse che il povero cane aveva condiviso con lui la stessa terrificante disavventura scampando anch’esso al pericolo, nello stesso istante da lontano sentì varie voci gridare: “E’ tornata la luce!”.

Rientrato al convento, Madau avrebbe successivamente provato a parlare con i suoi superiori di ciò che gli era accaduto, ma l’incredulità ostile riscontrata, nonché la paura di essere scambiato per pazzo, l’avrebbero fatto desistere. Solo nel 1990, ormai anziano, troverà il coraggio di raccontare la sua esperienza in una lettera inviata al CUN.

Questa esperienza inquietante pone dei quesiti che difficilmente possono trovare risposte convenzionali attraverso una chiave di lettura ufologica extraterrestre; dunque, gli alieni se la danno a gambe davanti alle preghiere? Il caso di Padre Madau non è l’unico, la stessa esperienza toccò l’8 ottobre 1954, a Teheran, ad un signore di fede mussulmana, Ghasim Faili che ottenne il medesimo risultato invocando l’aiuto di Allah, scongiurando così la sua abduction. Questo caso si trova registrato nel catalogo degli atterraggi UFO di Jacques Vallée.

Il monaco serbo-ortodosso Justin Popovic ha esaminato il fenomeno UFO dalla prospettiva dell’esperienza millenaria cristiana attinente alle manifestazioni soprannaturali, sviluppando l’Ipotesi Demonologica.

Secondo Padre Popovic, “partendo dalla consapevolezza evangelica che ogni albero buono produce frutti buoni; ma l’albero cattivo produce frutti cattivi”, testimonianze come quelle degli UFO e delle abduction, con le loro caratteristiche al tempo stesso terrificanti e ingannevoli, portano già in sé il marchio evidente della loro natura, quella di matrice demoniaca, e solo la mentalità secolarizzata e l’assenza di discernimento spirituale dell’uomo moderno impedirebbe agli occhi di molti di prenderne coscienza.

In una sua ricerca Popovic riporta alla luce molti casi in cui la potenza della preghiera pare avere avuto la meglio sulle “forze” che sembrano presiedere al fenomeno UFO. Due casi, non dissimili da quelli di Madau e Faili parrebbero rafforzare questa tesi.

L’americana Cathy Land era convinta da tempo di essere tormentata da presenze che lei, influenzata dalla sua cultura e dalle sue letture, identificava come extraterrestri. Angosciata, derisa ed emarginata persino dalla sua stessa famiglia, la Land affermò di essere riuscita a liberarsi da questa tremenda situazione solo dopo aver riscoperto la sua fede cristiana e aver finalmente compreso che i fenomeni e le presenze che la tormentavano non erano affatto di origine extraterrestre, ma di natura infernale.

Virginia Miller-Witmer, fu vittima di una situazione non differente da tante altre di presunte abduction aliene se non fosse per il finale che di extraterrestre non ha nulla. La Miller-Witmer racconta di essersi svegliata nel cuore della notte scoprendo con angoscia di non riuscire più a muoversi come se fosse paralizzata. Dopo qualche istante, un essere avvolto da una luce lugubre le apparve nella camera da letto, era di piccole dimensioni ma emanava un potere immenso. Dopo l’apparizione di un altro essere simile ai piedi del letto, le due creature cominciarono a impartire ordini alla donna chiedendole di uscire fuori dalla sua stanza. In preda al terrore, la Miller provò a chiudere gli occhi cercando di scacciare quelle immagini e quelle voci senza ottenere risultato, ormai sul punto di cedere alla volontà dei due esseri, iniziò a recitare un Salmo biblico imparato anni prima. Avvertì dentro di sé una forza mai provata, invocò infine il nome di Gesù e improvvisamente quegli esseri scomparvero.

Secondo Padre Popovic, queste ed altre testimonianze dimostrerebbero che la natura che si celerebbe dietro al moderno fenomeno degli UFO sia di natura satanica e ingannatrice. Quelle che chiamiamo abduction, in sostanza, altro non sarebbero che gli stessi fenomeni che la Tradizione definisce vessazioni e possessioni diaboliche; e l’Ufologia, al di là della maschera tecnologica e moderna ad essa attribuita, non sarebbe altro che una branca della demonologia.

Cenni di Demonologia che rimandano alla Parafisica

“Spiriti, demoni, lillith che colpiscono all’improvviso per traviare lo spirito di conoscenza dei figli della Luce” (Testi di Qumran, 4Q 510)

Quando si dice che i Demoni furono precipitati nell’Inferno, si intende che fu “convalidata” la loro Separazione da Dio, ma da quel che si sa, leggendo le Sacre Scritture, dimorerebbero sulla Terra e in gran numero, svolgendo il loro operato fatto di Attività Tentatrici ma soprattutto Ingannevoli.

Senza interpretare erroneamente in modo letterale e materialistico, come ci ricorda l’Apocalisse (12,7-9) “e il Gran Dragone fu precipitato, l’Antico Serpente, che si chiamava Diavolo e Satana, il seduttore del Mondo Intero, fu precipitato a terra e i suoi Angeli con lui.”

I Demoni non hanno mai perduto la loro Natura di Angeli, e a somiglianza di Essi possono apparire con Sembianze sia Visibili che Tangibili. Anche il Demonio può assumere Fattezze Umane, ma in particolare anche di Mostri o altre Forme in generale. A somiglianza degli Angeli, anche i Demoni possono spostarsi in modo istantaneo da un Luogo all’altro, come viene detto anche nel Talmùd e nel Corano nel caso dei Jinn, quindi doppia conferma. Ma, soprattutto, i Demoni della Bibbia come i Jinn del Corano, possono agire sul Mondo Materiale come accennato prima.

È possibile leggere in Matteo (4,8-9) che Satana trasportò (NON su una Astronave) Gesù sopra un Monte, e “gli mostrò tutti i Regni del Mondo e la loro magnificenza”, questo episodio avvenne in un battito istantaneo a livello temporale, come specificato anche in Luca (4,5), dove probabilmente Satana agì allo scopo sulla Retina degli Occhi di Cristo inducendo appunto a una Visione Fittizia.

Il Potere di Satana e degli Angeli Ribelli è senza dubbio enorme, trascendendo qualsiasi Umana Comprensione. Difatti è noto Satana come Principe di questo Mondo, come prima accennavo, e questo secondo le parole di Cristo, ma è un errore metterlo sullo stesso Piano del Creatore.

Satana è in fin dei conti una Creatura sottoposta a Dio, di conseguenza non può fare tutto ciò che vorrebbe e di cui sarebbe spaventosamente capace. La sua influenza sull’Essere Umano da quel che ci viene detto, è sempre e comunque limitata dal beneplacito di Dio.

Il fatto di ricorrere a nomi (a volte leggermente modificati o semplicemente anagrammati) sia Biblici che Mitologici continuamente nel Corso della Storia Umana, porta a pensare che questi Esseri in qualche modo non possano “esimersi” dall’identificarsi per quel che realmente essi sono.

Secondo una Antica Tradizione Cristiana, il Diavolo sarebbe il mentitore per antonomasia, quindi, davanti ad un “giusto”, lo si vedrebbe costretto a rivelare almeno il suo nome. Tradizione che trova origine nella Bibbia, più precisamente, nell’episodio dell’indemoniato di Gesara, il quale interrogato da Gesù, si vede costretto ad identificarsi, e a rivelarsi, con il nome di “Legione” (Marco 5, 1-20 e Matteo 8, 28-34 e Luca 8, 26-39)

Il preteso Omino Verde che si palesò a Pier Luigi Ighina, si firmò come “Scegustori” proveniente da “Rusoveni” inviato da “Retodoreca”. Ovvero, anagrammi di Gesù Cristo, Universo e Dio Creatore.

I noti “Esseri di Luce”, ricorrenti in Ufologia, si mostrarono a Maria Morganti come “Meridiani”, ovvero il cosiddetto Demone Meridiano di cui si parla nella Bibbia Latina al Salmo XCI 5.

Il presunto Nordico che si manifestava a George Adamski si presentava come “Orthon”, un nome secondo cui il Diavolo, stando ai Verbali dell’Inquisizione francese ad Orléans del 1614, faceva uso al suo palesarsi al Sabba delle Streghe. Ricordiamo che George Adamski era un appassionato astrofilo ma non astronomo, e un semplice venditore di panini. All’epoca non esisteva Internet che ha banalizzato e reso superficiale la ricerca; quindi, ci si poteva informare soltanto su specifici antichi manoscritti di Demonologia custoditi in specifiche Biblioteche fuori portata della gente comune.

“Ashtar” è un nome ricorrente in Ufologia, un nome con il quale uno di questi burloni pseudo-visitatori dallo spazio è solito presentarsi a quei contattisti che hanno avuto diretta esperienza con Esso…. affiancato solitamente da un nome secondario come: “Sheran”.

“Ashtar Sheran”, il sedicente fantomatico Comandante della Flotta Spaziale Interplanetaria… se non fosse per il fatto che questi Esseri amano raccontare bugie, una volta affermano di provenire da Venere, in altre occasioni da Nettuno o da altri corpi celesti palesemente inventati, con la ricorrente usanza di nomi sia Biblici che Mitologici di cui fanno sfoggio in ogni occasione, presenti e ricercabili nella Demonologia di ogni Popolo e Cultura del Mondo: “Ashtar” in questo caso, è una Divinità citata nei testi ugaritici con il soprannome di Ariz “il terribile”. Rappresentando, temporaneamente, nelle sue funzioni regali, Baal quando quest’ultimo discende negli Inferi.

Non solo, la creatività di questi Esseri è piuttosto pittoresca, poiché Ashtar Sheran deve il suo nome a due delle Divinità della Mitologia Giudaica-Premosaica, ovvero Astarte e Asherah.

Riguardo l’aneddoto di Pier Luigi Ighina, c’è un detto: la Dimensione Psichica scimmiotta quella Spirituale, per questo si dice che Dio crea mentre il Demonio imita, ed in questo caso la Dimensione Psichica imita (o scimmiotta) quella Spirituale.

“Gli UFO non sembrano esistere come Oggetti Tangibili e Fabbricati. Non sono conformi alle Leggi Naturali-Fisiche accettate del nostro Ambiente-Universo. Non sembrano essere altro che Trasmogrificazioni che si Adattano alla nostra Capacità di Comprensione. Le migliaia di Contatti con le Entità indicano che sono bugiardi e artisti della messinscena, le manifestazioni UFO sembrano essere, in linea di massima, solo variazioni minori dell’Antico Fenomeno cosiddetto Demonologico.” – (John Keel)

La casistica delle scomparse anomale, gli elementi ricorrenti e le correlazioni con la Parafisica

C’è un aspetto oscuro del fenomeno UFO che i ricercatori più radicati alla tesi extraterrestre volutamente ignorano rifiutando di prenderlo in considerazione ed è quello che riguarda le scomparse anomale e i casi di mutilazione umana metodica, pur valutando invece quelli perpetrati sugli animali, attribuendovi significati legati a presunte sperimentazioni medico-scientifiche da parte di extraterrestri, da associare agli esperimenti che vengono riferiti in ipnosi regressiva dagli addotti umani.

I Parchi Nazionali del Nord America e del Canada vantano un primato piuttosto inquietante e per nulla invidiabile, ogni anno vengono registrate le scomparse di decine di persone che improvvisamente, durante escursioni, campeggi o battute di caccia si volatilizzano nel nulla in maniera del tutto inspiegabile e senza lasciare alcuna traccia, tali singolari sparizioni, una volta indagate, risultano non rientrare in nessuna casistica standard. David Paulides, l’investigatore americano ed ex agente della SWAT, che da decenni cataloga e studia questi casi misteriosi da lui definiti “Missing 411”, ha individuato alcuni fattori ricorrenti che, analizzati dalla prospettiva delle antiche tradizioni europee e dei nativi americani, ci rimandano al folklore riguardante le entità Fairies del mondo invisibile, cui si pensa che l’essere umano, di sua volontà o meno, riesca ad accedere, talvolta per non fare mai più ritorno nel nostro mondo.

A nord della California c’è un’area il cui numero di persone scomparse risulta essere piuttosto elevata a confronto con la media annuale registrata negli Stati Uniti e corrisponde alla zona del Monte Shasta, considerato dai nativi americani come il luogo dove risiederebbe una colonia di esseri che corrispondono alla descrizione dei Giganti biblici, i Lemuriani.

Ci sono resoconti di scomparse anomale risalenti ai secoli precedenti, in particolare quella che nel 1896 riguardò la sparizione di diciotto minatori in zone diverse nei pressi della cittadina di Gasquet, ai confini con l’Oregon. Dei diciotto uomini, solo il cadavere di uno di loro venne ritrovato.
Prendiamo in esame uno dei casi più emblematici e recenti tra quelli studiati da Paulides in quanto rimanda ad un collegamento tra il folclore delle “fate” e le abduction extraterrestri, riconducendoci quindi all’ipotesi parafisica in linea con le ricerche di Keel e Vallée.

È il 1° ottobre 2010, un bimbo di tre anni (registrato nel fascicolo con il nome fittizio di John per tutelarne la privacy) scompare improvvisamente nel nulla durante un campeggio, proprio nei pressi del Monte Shasta.

Il bambino giocava a pochi metri da suo padre che lo teneva d’occhio, voltatosi per una frazione di secondo, riportando poi di nuovo l’attenzione sul figlio, non lo vide più, sparito nel nulla. Vennero immediatamente organizzate le ricerche a tappeto che durarono cinque ore senza alcun risultato. Ore dopo, all’improvviso, il piccolo John riapparve su un sentiero non lontano dal campo che era stato più volte battuto palmo a palmo. Appariva stordito, come in uno stato di trance e per settimane non fece parola con nessuno riguardo a cosa gli fosse successo quando era sparito. Quando si decise a parlarne, sconcertò e spaventò la sua famiglia per quanto il racconto fosse assurdo e al tempo stesso fin troppo articolato e dettagliato per essere stato concepito dalla fantasia pur fervida di un bimbo di quell’età.

Raccontò di essere stato rapito e condotto all’interno di una montagna, in una cavità sotterranea, da sua nonna, la quale sentendosi tirata in causa senza alcuna responsabilità rimase sconcertata, lei non aveva affatto compiuto quel gesto. Il nipote precisò “non tu, l’altra nonna Kathy, quella strana”. Questo doppione della nonna, una sorta di Doppleganger, lo avrebbe portato sottoterra fino ad arrivare all’interno di una stanza buia e stretta, piena di insetti e di persone che “sembravano dei robot ma non si muovevano”.

Il pavimento era coperto da borsette e portafogli, vide anche delle armi di diverso genere. John guardò la nonna e si rese conto che non era lei, la descrisse come una copia, un manichino che le assomigliava e c’era una luce rossa che emanava dalla testa. La “nonna” esortava il bambino a compiere delle azioni ma lui si rifiuto descrivendole come “disgustose”, alla sua veemente ribellione l’inquietante essere desistette e lasciò andare il piccolo non prima di avergli detto una frase ancora più sconcertante “la finta nonna mi ha detto che io vengo dallo spazio e sono stato messo nella pancia della mamma”, quindi John ricomparve nel punto esatto da dove era scomparso.


Dai meandri della memoria della vera nonna Kathy, completamente sotto shock, emerse in quel momento il ricordo fumoso, come un sogno, di sé stessa in piena notte collocata nello stesso luogo dove il nipote scomparve e di essersi inspiegabilmente risvegliata il mattino seguente fuori dalla sua tenda, con la faccia premuta a terra e una puntura rossa dietro al collo. L’ultimo dettaglio che riusciva a ricordare della notte precedente era la visione di due occhi rossi che la fissavano nel buio. Anche la persona che la accompagnava presentava una puntura simile nello stesso punto ed entrambi per tutto il giorno si sentirono spossati e stanchi come reduci da una malattia debilitante.

La letteratura folklorica dei Fairies, ci riporta racconti di rapimenti di umani da parte di “creature dei boschi” che mostrano caratteristiche simili a quelle riportate nel caso del Monte Shasta, così come le ritroviamo anche nei casi di contatti ravvicinati con presunti extraterrestri che lasciano sui corpi dei malcapitati sintomi fisici tangibili che vanno dalle forti emicranie ai problemi ad occhi e gola, a dolori muscolari diffusi e debolezza, persino bruciature o punture di natura inspiegabile.

La connessione tra l’ufologia classica e la tradizione folkloristica celtica del Piccolo Popolo viene presa in considerazione anche da John Keel, oltre che da Jacques Vallée, il quale ha costatato come moltissimi avvistamenti UFO si verifichino in prossimità di aree specifiche ricorrenti, come quella dei Grandi Laghi, in West Virginia come in Ohio e lungo il percorso del Mississippi, radunandosi in aree dove si trovano siti archeologici antichi o luoghi sacri ai nativi americani, come i tumuli funerari.

Merita di essere citato anche un altro noto autore le cui ricerche si allineano a quelle dei due padri della parafisica Keel e Vallée, Brad Steiger, giornalista e scrittore americano scomparso nel 2018. Anch’egli passò la vita ad indagare il fenomeno UFO relazionato al paranormale, ai misteri dell’era preistorica e alla spiritualità, scrivendo oltre 175 libri sul tema che hanno venduto 17 milioni di copie in tutto il mondo. Trascorse diversi anni a fare ricerca nei Parchi Nazionali americani, raccogliendo testimonianze di persone che sostenevano di avere avuto contatti con entità spirituali, elfi, creature angeliche ed alieni.

I resoconti della sua esperienza sono riportati nel libro “Revelation: The Divine Fire”, uscito nel 1973, mai tradotto per il mercato italiano ma ancora reperibile in ristampe successive. Sviluppò anch’egli la convinzione che le entità protagoniste di abduction e incontri ravvicinati, indipendentemente dal loro aspetto od origine e provenienza da esse rivelata alle loro vittime, seguivano sempre lo stesso identico copione e mettendo in scena il medesimo ruolo.

Colpisce la singolarità delle condizioni in cui vengono rinvenute le vittime di scomparse anomale, quando i soccorritori riescono a ritrovarne i resti oppure, il loro stato psicologico se sopravvissute all’esperienza, fatto piuttosto raro, nella maggior parte dei casi non si è così fortunati e spesso non è possibile nemmeno rinvenire cadaveri. Quando accade, i resti umani, anche di bimbi molto piccoli, vengono trovati privi di indumenti e scarpe, talvolta ammucchiati nell’ultimo punto in cui erano stati visti in vita. Gran parte dei ritrovamenti avviene nei pressi di corsi d’acqua, ruscelli, fiumi, laghi o stagni, una tendenza ricorrente, come se l’elemento acqua avesse una qualche relazione stretta con l’evento della scomparsa.

Perdita di memoria, missing time. Chi viene ritrovato in vita non ricorda nulla, né cosa sia successo nel lasso di tempo della sua scomparsa, tantomeno come si sia perso.

Anomalie tecniche degli strumenti di ricerca, come le bussole che segnano in modo errato il Nord magnetico ed altro tipo di equipaggiamenti in dotazione alle squadre di soccorso che smettono di funzionare inspiegabilmente.

La distanza percorsa dalle vittime, che risulta essere spropositata soprattutto quando riguarda sparizioni di bambini localizzati poi dall’alto dagli elicotteri o dai droni in zone impervie ed elevate irraggiungibili a piedi e con qualsiasi altro mezzo di locomozione, fuori portata persino per un adulto. Altra costante pare essere legata alla nomea sinistra dei luoghi dove maggiormente si verificano casi di scomparse inspiegabili, negli Stati Uniti possiamo citare Devil’s Peak, Devil’s Den e Satan Hill, nomi accomunati a chiari riferimenti che rimandano alla figura di Satana, dove i nativi americani evitano con cura di recarsi.

Anche in Italia abbiamo luoghi dai nomi “evocativi” dove sono avvenuti fatti sconcertanti di scomparsa molto simili nelle dinamiche ai casi indagati da Paulides, uno di questi si trova in provincia di Caserta e corrisponde alle cime rocciose dei monti Trebulani, in particolare il Monte Maggiore e il Monte Demonio nella parte ovest della catena, l’aera è nota come il “Quadrilatero del Mistero” dove sono scomparsi nel nulla in soli due anni, dal 1998 al 1999, cinque anziani abitanti dei comuni di Liberi, Pontelatone, Formicola e Castel Di Sasso.

Solo uno di loro, l’unica donna, venne ritrovata morta in un punto in cui le ricerche erano passate per diverse volte senza notare nulla. Si chiamava Maria Cirillo, 86 anni scomparve da Profeti (frazione di Liberi), il 2 ottobre del 1998, dopo oltre quattro mesi la rinvennero in località Fratte. Le ossa e i resti della povera signora erano sparsi ovunque. Il cranio (che fu la prima parte del corpo ad essere ritrovata) sorprese perché risultava essere “troppo pulito”.

Per gli altri nessuna traccia; mai più nulla si saprà di loro. Il rapimento e i riti satanici (le cui tracce all’epoca erano abbondanti in zona) sono le ipotesi che hanno contribuito a rendere ancora più misteriosa l’intera vicenda. Da un lato la lentezza nelle ricerche e scarsi mezzi a disposizione, dall’altro, lo strano atteggiamento dei politici del posto che non hanno mai voluto parlare di mistero classificando le sparizioni come “fisiologiche”. Gli inquirenti, all’epoca seguirono diverse piste, tutte però non sono state in grado di risolvere il mistero.

Un ulteriore sparizione si aggiunse un paio di anni dopo, il 29 novembre 2002, quando fu la volta del signor Antonio Isolda a sparire. Vennero rinvenute diverse tracce ed in particolare alcuni capi d’abbigliamento, in luoghi e tempi diversi. Nonostante tutte le ricerche fatte a più riprese lungo tutta la catena del Monte Maggiore, la sorte dell’uomo resta un mistero al pari dei precedenti sventurati. Solo i suoi pantaloni furono ritrovati, in località Fratte, la stessa zona nella quale venne ritrovato il cadavere di Maria Cirillo, erano completamente rivoltati. La fama sinistra di questi luoghi attira i praticanti del satanismo, sulla cima del Monte Maggiore è stato rinvenuto un altare rudimentale in pietra intorno al quale erano sistemate delle croci sulle quali erano conficcate teste di bambole con il viso bruciato.

Quando a sparire non sono solo le persone….

C’è un’ampia casistica ufologica che riguarda la sparizione di navi e aerei, i più scettici sorridono con ironia obiettando che nessuno ha mai visto con i propri occhi scomparire interi velivoli o natanti nel momento stesso in cui si verificava la loro smaterializzazione, non la pensano così gli abitanti di Cabo Rojo, una città ad alta densità di popolazione situata nell’estremità sud-occidentale dell’isola. di Porto Rico, nei Caraibi che la sera del 28 dicembre 1988, alle 19:35, assistettero ad una scena surreale che molti di loro ancora ricordano.

Il giornalista portoricano Jorge Martìn, uno dei principali ricercatori dell’America Latina, ha indagato a fondo l’evento che segue, raccogliendo molto materiale fotografico prezioso, oltre alle testimonianze oculari di chi era presente sul posto. La documentazione in possesso di Martin è schiacciante, qualcosa di sconvolgente accadde realmente sotto gli occhi di più di un centinaio di persone.

Quella sera, diversi UFO comparvero sui cieli del centro abitato e in contemporanea entrarono in azione allo scopo di intercettarli alcuni velivoli militari quali l’aereo radar AWAC, tre caccia F-14 Tomcat e altri mezzi della Guardia Nazionale Portoricana.

Mentre i contingenti militari controllavano l’operazione da terra, in aria si svolgeva un vero e proprio scontro tra i caccia e gli UFO sotto gli occhi attoniti dei residenti. Alcuni di loro riferirono di avere osservato una luce blu volare sopra le montagne della Sierra Bermeja che cambiava colore diventando un’enorme palla giallastra, come infuocata, quella sfera si rivelò essere la parte inferiore di un oggetto triangolare di grandi dimensioni. I Tomcat tentarono di intercettarlo ma il velivolo cambiava continuamente traiettoria e direzione finendo per fermarsi in modo talmente repentino che uno dei tre caccia si trovò in rotta di collisione con la sua sezione posteriore. Al vedere la scena, la gente a terra iniziò ad urlare aspettandosi di vedere l’F-14 schiantarsi sull’UFO ma ciò che accadde lasciò sbigottiti sia i civili che i militari, una volta entrato nel raggio d’azione dell’oggetto l’aereo si smaterializzò completamente sotto ai loro occhi.

L’altro caccia continuò a volare sulla destra dell’UFO cercando presumibilmente di capire dove fosse finito il compagno, azione imprudente perché nel giro di pochi secondi accadde la stessa cosa anche a lui. L’UFO tornò indietro sorvolando la zona del lago Saman e ad un’altitudine di circa 30 metri si separò dividendosi in due distinti oggetti con un’esplosione che non emise alcun suono. Uno dei due oggetti si diresse a grandissima velocità verso nord e l’altro verso est per scomparire entrambi nel nulla.

Il terzo caccia, quello che controllava la situazione a distanza, vista la sorte toccata agli altri due compagni tentò una fuga ma tre piccole sfere rosse che si erano a loro volta staccate dai due oggetti, partirono al suo inseguimento, sparirono sia loro che il terzo caccia in direzione nord e nessuno seppe più dove fosse finito.

Durante la sua inchiesta Jorge Martin, riuscì ad ottenere ulteriori informazioni, i tre caccia dovevano appartenere alla Marina Statunitense perché quel giorno la Guardia Nazionale non aveva aerei in volo e non erano in programma esercitazioni in quell’aera, mentre la stessa notte, un’altra importante base militare nei Caraibi, stava svolgendo delle esercitazioni. Gli americani lo negarono decisamente ma l’Ente Federale dell’Aviazione di San Juan confermò che quella base aveva di fatto esercitazioni in corso.

La zona teatro di quell’incidente, essendo appunto densamente abitata e considerando la natura anomala dei fatti, portò polizia, Difesa Civile ed altre autorità locali ad avviare un intenso programma di disinformazione, tentando anche di screditare i molteplici testimoni sminuendone le affermazioni al fine di “non scatenare panico tra la popolazione”, ma l’Ente Portoricano per la Difesa Civile fece pervenire all’investigatore Martin una lettera scritta dal direttore, il colonnello José A.M. Nolla, nella quale affermava chiaramente che la situazione era reale, i fatti erano realmente accaduti come riferito dai cittadini testimoni, che tutto era però sotto controllo e che le loro indagini stavano continuando. Confermò inoltre il coinvolgimento nelle indagini di alcuni enti locali militari e degli scienziati del radio osservatorio di Arecibo che per anni avevano negato di essere coinvolti in programmi di ricerca UFO ma in quella circostanza fu chiaro che un coinvolgimento effettivo in realtà c’era.

Nolla, in qualità di ufficiale di contatto tra la Guardia Nazionale Portoricana e la DIA statunitense, era il loro uomo a Portorico e la Defense Intelligence Agency svolge le stesse funzioni della CIA per i militari; quindi, il colonello Nolla parlava con cognizione di causa.

Ad oggi, nessuno sa cosa sia capitato ai tre F-14 svaniti nel nulla quella sera a Cabo Rojo, in quale dimensione fossero stati risucchiati. Naturalmente ci sono altri casi analoghi messi a registro negli archivi dei ricercatori, il MUFON ne possiede una ricca collezione nel suo, questo narrato è uno dei più documentati e sconcertanti.

Mutilazioni umane e animali e il vampirismo: il lato oscuro e sinistro del fenomeno UFO

La nostra lotta non è contro carne o sangue, ma contro principati, contro potestà, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che stanno in alto. (Efesini 6, 12)

Prima di addentrarci completamente in ciò che costituisce il fulcro di questo inquietante capitolo, familiarizziamo con alcuni fatti che possono aiutare a comprendere meglio ciò che verrà esposto a seguire e lo facciamo attraverso la narrazione di una serie di casi indagati dal noto ricercatore Salvador Freixedo. Siamo consapevoli che non saranno facili da accettare se si ha una visione fiabesca e idealizzata del fenomeno UFO, popolata da celestiali fratelli cosmici predicati da furbi santoni New Age.

Intorno al mese di novembre 1978, annota Freixedo, ho fatto una visita nello Stato di Tabasco, nel sud-est della Repubblica messicana. Non appena si indaga in quella regione in merito agli avvistamenti di UFO o all’apparizione di esseri insoliti, ci si imbatte in un gran numero di resoconti credibili da tutti i ceti sociali di tutti gli angoli del mondo. Naturalmente, tutta questa attività UFO non è limitata ai soli confini di Tabasco, ma è abbondante negli stati limitrofi di Campeche e Veracruz.

Ci è bastato fare una visita a Don Santiago Gil per partire da lì con una serie di dati impressionante sui fenomeni a cui l’uomo aveva assistito insieme a tutti i braccianti della sua fattoria, esistono molte fotografie di questo caso -attualmente in possesso di un giornalista che le custodisce con grande cura – immagini che ho potuto osservare con attenzione. Uno degli incidenti che hanno colpito di più Don Chago, nonostante non sia una persona facilmente impressionabile dopo aver assistito a molte cose strane nella sua fattoria, è stato l’evento che si è verificato il 9 settembre 1978, molto vicino alle scuderie e alle case che compongono la sua proprietà, situata a 78 chilometri da Villahermosa, vicino all’Alto de Tulia.

“Prima di tutto”, esordisce, “abbiamo sentito un enorme frastuono, come se un camion avesse improvvisamente lasciato cadere un intero carico di grossi tubi di ferro, del tipo di che la “PEMEX” (“Petróleos Mexicanos”) utilizza per i suoi oleodotti. Comparve in mezzo al campo, a circa 50 metri da noi, una grossa palla di fumo bianco che schiacciò il punto in cui cadde, mentre ribolliva e diventava sempre di più grande. La sfera cadde — ci disse don Chago — proprio nel punto in cui ero transitato a cavallo pochi istanti prima; quindi, se non mi fossi mosso da lì sarei finito probabilmente schiacciato.

“Immediatamente, la sfera ha cominciato a muoversi lentamente dando l’impressione di volersi alzare senza riuscirvi, perché avanzava saltando e guadagnando velocità, ma non poteva sollevarsi e nella sua corsa strappava dal terreno zolle di terra ed erba lanciandole a grande distanza. Eravamo tutti sbalorditi nell’assistere, non riuscivamo a spiegarci cosa potesse essere. Sentivamo che era qualcosa che non apparteneva a questo mondo e allo stesso tempo ci dava l’impressione di avere vita propria. Nella sua corsa raggiunse il confine estremo della fattoria, dove ci sono grandi alberi; raggiuntone uno, lo circondò e improvvisamente vedemmo questa “cosa” sradicarlo letteralmente, il suo tronco aveva un diametro di circa 70 centimetri con radice e tutto ed è ancora lì per chi volesse vederlo.” Infatti, ho potuto vedere non solo questo albero, ma molti altri ai quali erano stati tagliati grandi rami, oltre a un lungo recinto di filo metallico che “la palla” strappò via nella sua corsa lanciandolo in aria a grande distanza. Don Chago si lamentava di aver dovuto sostituire un centinaio di metri di rete metallica.

La cosa riuscì finalmente a sollevarsi da terra, ma senza prendere quota poi si diresse verso le case e siccome era scesa molto in basso, urtò contro il tetto della baracca che serviva da abitazione ad uno dei braccianti e lo lasciò tutto inclinato, come si vede in una delle fotografie. Alla fine, guadagnò un po’ più in altezza, e quando fu a circa 50 metri dal terreno iniziò a sparare verso l’alto flussi di fumo finché non scomparve lontano dalla vista nell’orizzonte. E quella notte non fu affatto l’unica volta che Don Santiago Gil ricevette la visita di strani oggetti. In un’altra occasione, nel 1976, sempre di notte, fu vista una specie di “tavola” sulla fattoria, era rettangolare, posizionata in verticale e stava in piedi, sospesa in aria. All’improvviso uscì da essa un potente raggio di luce altamente concentrato che rivolse verso le montagne, illuminandone una piccola area. Il bello del caso è che le montagne a cui si riferiva Don Chago si trovano a non meno di 20 chilometri di distanza dalla fattoria, e quel raggio di luce seppe mantenersi compatto malgrado la distanza per illuminare un singolo settore della montagna, come fosse una torcia elettrica gigantesca.

«Un giorno, circa cinque anni fa —ci ha raccontato—, sono andato con mio figlio al fiume Tulijá e abbiamo visto, a circa cento metri sopra le nostre teste, una specie di sigaro che a quella distanza dava l’impressione di essere alto un metro e mezzo. Aveva delle luci rosse e blu, passò molto lentamente sopra di noi e si perse all’orizzonte.


Un altro giorno, mentre cavalcavo di notte nella mia fattoria, una luce comparve e prese a girare un centinaio di metri sopra la mia testa; mi sono fermato per dirgli di scendere, li stavo aspettando, ma dopo aver girato molte volte se ne andò.

“Un’altra volta, nel 1977, abbiamo visto uno strano oggetto che veniva dal cielo, tuffarsi sott’acqua, nel fiume. Alcune persone lo scoprirono e vennero dei sommozzatori a scandagliare il fiume ma senza esito, non trovarono nulla” Don Chago mi narrò un’intera serie di episodi di incursioni di oggetti volanti anomali a cui sia lui che la maggiore parte dei membri della sua famiglia e dei dipendenti dell’azienda agricola avevano assistito. E a parte Don Chago, abbiamo incontrato altre persone che ci hanno raccontato di avvistamenti, sbarchi e incontri di ogni tipo, che si sono verificati nello stesso anno o negli anni immediatamente precedenti.

Con queste premesse, sarete più preparati ad ascoltare la storia che segue. Accadde non solo nello Stato di Tabasco (che non è molto grande in estensione) ma nella stessa regione in cui si sono verificati gli eventi sopra descritti. Il caso a cui mi riferisco si è verificato la notte del 9 gennaio 1978. Sette uomini, un gruppetto di operai, tutti della “Petróleos Mexicanos” – erano diretti a bordo di un furgone marca “Gremlin”, sull’autostrada Circuito del Golfo, da Villahermosa a Cardenas a fare baldoria. Erano molto felici e pronti a divertirsi quella notte, perché avevano appena ricevuto lo stipendio. Scherzavano allegramente tra loro quando, un tremendo impatto, scosse il furgone e vennero colpiti dai frammenti di vetro del parabrezza andato in frantumi.

Non si erano ancora ripresi dallo shock, quando i tre uomini che si trovavano seduti sul sedile anteriore cominciarono a gridare all’autista di fermarsi, perché si sentivano sulle gambe il peso di qualcosa che a causa del buio non potevano vedere cosa fosse ma che dava l’impressione di essere un grosso animale. Il guidatore, in preda al panico, invece di frenare, accelerò di più e fu un vero miracolo se in quei concitati momenti non si fossero schiantati o finiti fuori strada, perché ciò che si era materializzato all’interno dell’auto era infernale: i tre operai urlavano in preda al terrore e alla disperazione implorando l’autista di fermarsi, mentre lui riusciva a malapena a vedere dopo l’impatto del vetro del parabrezza sul suo viso.

Finalmente riuscì a fermare il veicolo a circa tre chilometri di distanza dal luogo in cui avevano avuto l’impatto. A quel punto, già quelli che erano sul sedile anteriore avevano potuto rendersi conto di avere sopra alle loro gambe la metà di un corpo umano, un uomo, che era stato tagliato di netto all’estremità della vita. La parte che avevano addosso era quella superiore.

Si trovavano in prossimità della città di Loma de Caballo, nel mezzo del buio della notte, in comprensibile stato di agitazione e nervosismo e non sapendo cosa fare, decisero di lasciare lì i resti di quel poveretto per tornare indietro al posto da dove erano partiti. Naturalmente non riuscirono a tacere su ciò che era accaduto loro e di conseguenza, pochi giorni dopo erano tutti in carcere accusati di aver investito quell’uomo. Tutti tranne l’autista, di nome Fabián, il quale forse più spaventato degli altri, poiché sarebbe stato lui che avrebbero incolpato dell’incidente, scomparve senza farsi trovare. Fin dall’inizio disse di non avere mai investito nessuno e mise a testimonianza tutti i suoi compagni. La metà inferiore del corpo venne rinvenuta in un punto vicino al luogo sulla strada dove avevano avuto l’impatto sul parabrezza, con la conseguente comparsa della metà parte superiore del corpo sopra le gambe dei tre operai. Ma curiosamente non si trovava come di logica nella posizione dove doveva essere, ossia sulla strada o volato nel fosso, era invece situata in un campo vicino. La vittima si rivelò essere anch’egli un operaio.

Perché questo caso è messo a registro come di carattere ufologico quando gli uomini del furgone vennero accusati di averlo investito con il loro veicolo? Ci sono molte circostanze che portano a sospettarlo, fosse stato il primo fatto di questo tipo in cui mi imbatto, ne ho sicuramente tanti, non lo avrei preso in considerazione. Esito ad ammetterlo, ma sfortunatamente è un altro facente parte di una lista molto lunga. Ecco i motivi per sospettare che l’intera vicenda sia stata un macabro scherzo di entità maligne. In linea di principio, i testimoni immediati del caso – i sette uomini del furgone – giurano e spergiurano di non aver investito nessuno e che il corpo sia caduto verticalmente dall’alto.

E certamente è molto difficile che chi viene investito da un’auto venga tagliato nettamente a metà e che una delle metà passi sopra il motore avendo ancora la forza cinetica di distruggere completamente il parabrezza.

Inoltre, si verifica la circostanza che il parabrezza del “Gremlin” è molto inclinato all’indietro e offre poca resistenza a un oggetto in arrivo, spingendolo piuttosto verso il tetto del mezzo. Normalmente l’auto colpisce prima la persona e se non lo fa la lancia di lato, finendo per investirla. Tuttavia, ammettendo la possibilità che fosse stato investito, non avremmo nulla da obiettare a lasciare le cose così se non ci fossero state altre circostanze che rendessero il fatto altamente sospetto.

Queste circostanze ci sono state comunicate dal figlio della vittima che siamo andati a visitare a casa sua, siccome gli operai del furgone che erano già conosciuti dalle autorità e dai giudici vennero rimessi in libertà provvisoria e questo è stato in parte il motivo per cui sono stati tutti rilasciati dalla prigione poco dopo, finché non si fosse chiarito per intero il bizzarro incidente.

La prima cosa che ci ha sorpreso durante la nostra conversazione con il figlio della vittima è stata che questi, spontaneamente, ci disse di non credere affatto che suo padre fosse stato investito sull’autostrada. Le ragioni che aveva per sostenerlo erano principalmente due: la prima era che suo padre fosse stato un uomo molto semplice e tranquillo e non il tipo da vagare di notte. A quell’ora, in un luogo solitario e isolato così lontano da casa sua, certamente non si sarebbe mai recato e ancor meno camminando nel bel mezzo della careggiata.

L’altro motivo a cui il figlio dava più peso era che il padre non presentava le ferite che normalmente si riscontrano in qualcuno che è stato investito da un’auto, oltretutto con la violenza con la quale si suppone fosse stato colpito. “Mio padre è stato segato attraverso la vita. Non so da chi. Ma nessuna macchina lo ha investito. Questa affermazione del figlio senza che io gli suggerissi nulla mi ha elettrizzato, perché ho automaticamente ricordato altri incidenti simili noti a quelli di noi che studiano senza pregiudizi il fenomeno UFO.

Secondo lui, suo padre dava l’impressione di essere stato accuratamente tagliato a metà da qualche tipo di strumento; non c’erano lacerazioni di alcun genere nei vestiti o nella carne, nonostante il taglio si trovasse in una regione dove necessariamente dovevano esserci dei tessuti pendenti, sia dallo stomaco che, specialmente, dall’ intestino; non c’erano nemmeno brandelli di stoffa. I vestiti e la carne risultavano separati in linea retta come se fossero stati tagliati con una grande ghigliottina o con un coltello gigante. Inoltre, tutto era molto strano perché non c’era sangue ovunque, quando sarebbe stato naturale, data la gravità delle lesioni, ottenere un dissanguamento che lascia sul posto un’enorme pozzanghera.

In effetti, questi dettagli inaspettati hanno fatto una tale impressione sul figlio che non riuscì più a sopportare la vista della salma del padre e chiamò sua moglie in modo che fosse lei ad occuparsi di tutto. La moglie confermò a sua volta tutti questi dettagli, compreso un particolare che ha una grande importanza in tutta questa indagine: la mancanza di spargimento di sangue. Anche i vestiti non erano insanguinati, il che è un dettaglio molto strano e altamente sospetto per aiutare a chiarire ciò che stiamo cercando di dimostrare; vale a dire l’interferenza di qualche strano elemento in tutta questa faccenda.

Secondo quanto mi ha detto la donna – cosa che non ho potuto verificare – non c’erano nemmeno ossa rotte, cosa che ci si aspetterebbe da qualcuno colpito in modo così violento; essendo stato tagliato in vita, l’unico “osso” rotto era la spina dorsale e questa, a quanto pare, è stata tagliata di netto senza fratture alle vertebre. Com’è naturale, né il figlio né la nuora del defunto potevano darmi molte spiegazioni mediche su questi dettagli, e devo confessare che stavo aspettando il risultato dell’autopsia eseguita dal medico legale.

Un altro dettaglio era che i vestiti non solo non erano macchiati di sangue, ma nemmeno erano strappati e non si presentavano sporchi di terriccio e polvere. Nell’ipotesi che fosse stato investito, queste due circostanze non hanno spiegazione, poiché logicamente avrebbe dovuto esserlo in qualche modo, un impatto del genere avrebbe lasciato tracce inconfondibili sui vestiti. Una delle cose che sia il figlio che la nuora hanno sottolineato di più è stata proprio questa: la camicia tagliata come da forbici, senza strappi né sangue né sporcizia. La famiglia semplicemente non sapeva cosa fosse successo e ho l’impressione che il forte il nervosismo che colse il figlio era il prodotto del fatto che in modo pur confuso, fosse conscio che questa serie di dettagli non fossero una cosa naturale e avessero a che fare con la stregoneria o con qualcosa di misterioso che non poteva nemmeno immaginare e proprio per questo lo terrorizzava. Continuava a dire: “Vedrò mio padre” (nel senso che sarà perseguitato per tutta la vita da quella visione orribile)

Negli annali dell’abbondante casistica ufologica è importante sapere che si possono trovare documentati svariati eventi molto simili a questo appena raccontato che, dopo accurate indagini ed esami autoptici, vengono catalogati come dovuti a cause non spiegabili in alcun modo convenzionale, i casi di Colares e di Guarapriranga , avvenuti in Brasile negli anni 70 e 80, sono tra questi e ne parleremo a breve nel dettaglio.

Esploriamo un’inquietante correlazione tra la morte di animali e persone e il loro (non) sanguinamento. È una connessione che turba e sconcerta, per questo motivo molti ricercatori sono riluttanti ad accettarla, soprattutto se condizionati da una visione edulcorata del fenomeno. Freixedo, con coraggio e mente aperta, indagò a fondo su cosa ci celasse alla base di tali sinistri collegamenti, dedicando tutta la sua vita alla ricerca, fino al 2019, quando, ormai quasi centenario, lasciò questo mondo con una convinzione: “La verità è che certe entità non umane cercano il sangue di entrambi, degli animali come dell’uomo e talvolta alcune parti delle loro viscere. A volte lo fanno in modo indiretto, coprendo la loro ricerca con altri fatti concomitanti e senza rendersi ben visibili. Ma in altre occasioni lo fanno in un modo talmente sfacciato da non lasciare spazio a dubbi.

Nel suo libro Difendiamoci dagli Dei (i casi esposti precedentemente sono contenuti nell’altro suo saggio sul tema dal titolo La Granja Humana, ossia La Fattoria Umana) Il ricercatore Galiziano evidenzia che:

Il fatto nudo e inconfutabile è questo: le entità che si celano dietro al fenomeno UFO sono abituate con una certa periodicità a prelevare organi interni e soprattutto grandi quantità di sangue che estraggono da animali, preferibilmente mucche, tori e cavalli, che hanno precedentemente macellato con metodo chirurgico prelevandoli dalle fattorie. Queste carneficine, che avvengono sempre di notte, praticamente in tutte le parti del mondo (incluso Italia, vedi Caso San Rossore, in Toscana) e le autorità di alcuni Paesi, avvertite dagli agricoltori colpiti, sono intervenute attivamente per trovare la causa delle uccisioni, senza avere mai ottenuto una spiegazione convincente.

Il collegamento tra queste morti agli UFO, ci dice Freixedo, non viene da deduzioni, ma dall’aver indagato personalmente su un gran numero di eventi di questa natura e aver ascoltato innumerevoli testimoni oculari. Chi per la prima volta legge o sente parlare di questa sinistra attitudine penserà si tratti solo di un’altra leggenda legata ai dischi volanti ma queste casistiche non si indagano usando come riferimento le tradizioni orali o i libri antichi, l’unica cosa da fare è prendersi la briga di leggere i dispacci che le agenzie moderne di tanto in tanto pubblicano sui giornali.

E chi vuole convincersi di fronte a un fatto così strano, deve fare come ha fatto Freixedo (e molti altri ricercatori attivi sul campo) non appena appaiono sul giornale le prime notizie sulle morti misteriose di animali (che sono stati trovati con strane ferite al collo e alla testa e totalmente dissanguati), ci si reca sul posto per indagare sui fatti personalmente e Freixedo, non solo ha potuto ascoltare testimonianze dirette, ma è stato anche in grado di fotografare le mucche che erano stati uccise e che recavano le ferite caratteristiche di questo tipo di decesso. Negli Stati Uniti, nel decennio degli anni Settanta, questi strani eventi divennero così famosi che fu addirittura pubblicata una rivista intitolata “Mutilations”, esclusivamente dedicata alla revisione e alla catalogazione di questi fenomeni. La redazione si dedicava a riportare quasi esclusivamente fatti accaduti negli Stati Uniti, ma è risaputo che tali massacri sono avvenuti e continuano a verificarsi sia negli Stati Uniti che in tutti i paesi dei cinque continenti; e sui casi accaduti in alcune nazioni come Francia, Brasile e Sud Africa, tra gli altri, esistono rapporti molto dettagliati frutto di lunghe indagini.

In Spagna, nel 1986, i principali quotidiani pubblicarono notizie di bestiame ucciso in quantità massicce e inspiegabili, in Aragona e Navarra, che però passarono inosservate tra il torrente di notizie spiacevoli e clamorose che quotidianamente vengono generate dalla nostra società squilibrata.

E se l’uccisione di animali attribuita agli UFO non è volentieri ammessa dagli ufologi ortodossi, il fatto che a volte i presunti “Alieni” osino dissanguare addirittura gli esseri umani è rifiutato radicalmente. E non è ammesso o riconosciuto perché in generale i fatti di questa tipologia sono meno abbondanti ai nostri giorni e quando si verificano, di solito avvengono in modo molto discreto e in regioni remote, pertanto, è molto difficile far emergere certe casistiche facendole arrivare all’opinione pubblica, anche per via della loro natura cruenta difficilmente proponibile.

Freixedo ricorda che nel 1977, quando si trovava nella città di San Luis Potosí (a circa 300 chilometri da Città del Messico), gli tornò alla memoria il primo caso di questa natura: un neonato che era stato trovato morto, completamente dissanguato. Le strane circostanze del caso lo spinsero a indagare ulteriormente, fino a quando scoprì subito che non si trattava di un caso isolato, ma di uno tra tanti simili. Le circostanze generali erano queste: di solito si trattava di neonati o bambini in età minime che presentavano lividi sulla pelle, come se attraverso di essa il sangue fosse stato risucchiato perché il denominatore comune era che le vittime venivano ritrovate completamente prosciugate dal sangue. In alcuni casi si aveva l’impressione che il sangue fosse stato risucchiato attraverso le loro bocche, poiché non c’erano ferite o segni di qualsiasi altro tipo sulla pelle.

È anche comune che le madri di questi bambini venissero ritrovate immerse in una condizione letargica accanto ai loro figlioletti morti, come se fossero state drogate da qualcuno mentre svolgeva il turpe compito di dissanguarli. Alcune di queste madri impiegano giorni a riprendersi e quando lo fanno si sentono estremamente deboli. Ci sono anche adulti che affermano – o presumono – di essere stati aggrediti da qualcuno durante il sonno, perché scoprono segni e lividi sulla pelle di tutto il corpo e avvertono anche una grande debolezza fisica.

Tutti questi eventi si verificarono nel comune di Landa de Matamoros, nello Stato di Querétaro, in diverse località. Naturalmente la gente iniziò a parlare di vampiri e altro simile e il panico si diffuse tra gli umili abitanti della zona. I casi vennero inoltrati alle autorità, che portarono avanti alcune indagini per verificare quale fosse stata la causa dei decessi, ma nessuna conclusione definitiva venne mai raggiunta e le stesse autorità cercarono di dimenticare tutto. Naturalmente si potrebbero attribuire tutti questi fatti a cause naturali, ma ci sono alcune circostanze che ricordano da vicino le mutilazioni animali.

Una di quelle strane circostanze, che racconterà chi conosce bene il fenomeno UFO, è il fatto che in quegli stessi giorni in cui i bambini subivano quelle aggressioni anomale, gli abitanti della regione video luci costantemente transitare con lentezza nel cielo notturno; alcune si fermarono in cima alle colline vicine e persino sulle cime degli alberi compiendo manovre bizzarre. Gli umili residenti del luogo chiamano queste luci (che appaiono di volta in volta) “streghe” e infatti ne hanno abbastanza paura, al punto che praticano per difendersi da loro certi riti magici.
Dal Messico, spostiamoci in Brasile, per due casi che tutt’oggi rappresentano un autentico e macabro rompicapo, le luci vampiro dell’isola di Colares e il caso di Guarapiranga.

LE LUCI VAMPIRO DELL’ISOLA DI COLARES

Nel 1977, l’isola brasiliana di Colares e l’area del delta del Rio delle Amazzoni furono teatro di avvistamenti da parte di oggetti volanti di natura ignota. Vennero avvistate diverse tipologie di UFO: grandi, piccoli, a forma di piattino, a forma di sigaro, a forma di botte, luminescenti…

Arrivavano generalmente dal Nord, ogni giorno, dal cielo e da sotto il mare, e questo per mesi. Gli abitanti della zona, in modo regolare, vennero presi di mira da questi oggetti che irradiavano strane luci su di loro, e molti finirono per essere gravemente feriti.

L’aeronautica militare, indagò, accertò e denunciò l’accaduto. Gli strani raggi ferirono trentacinque persone e molti degli abitanti del luogo fuggirono dai villaggi.

Nel decennio degli anni ’70 iniziarono a verificarsi strani fenomeni sulla costa e nell’interno degli stati di Para’ e Maranhão. Misteriosi fasci di luce, proiettati da oggetti volanti non identificati, che nella maggior parte dei casi si manifestavano di notte, bruciando uomini e donne. Inoltre, inseguivano le persone, prelevavano il sangue dalle loro vittime, dando origine all’espressione “Chupa-Chupa” (Succhia-Succhia) nome con cui il fenomeno divenne noto. In altre regioni, principalmente nel Maranhão, il fenomeno era conosciuto come “Aparelho”.

Il fenomeno si manifestò con una forza e una consistenza mai viste prima nella storia dell’Ufologia. In poche settimane la notizia ebbe attraversato tutti gli stati del Para’ e del Maranhão, cogliendo di sorpresa la popolazione, generando un clima di terrore e di panico collettivo.

Il 12/7/77, il “Jornal da Bahia” riportava in maniera chiara quello che sarebbe diventato il fenomeno “Chupa-Chupa”: “Oggetto volante che emette una luce fantastica spaventa Para’. Una storia fantastica di un oggetto volante che emette una luce forte e succhia sangue dalle persone, circolata di bocca in bocca tra la popolazione delle contee di Braganca, Vizeu e Augusto Correa a Para’, dove molte persone temono di uscire di casa durante la notte per non farsi catturare dalla “Luce Vampirica” dello strano oggetto che, secondo le informazioni, ha già causato la morte di due uomini. Nessuno sa come sia iniziata la storia, ma la verità è che è arrivata a Bele’m e ha conquistato i titoli dei giornali locali.”

Mesi dopo, l’8 ottobre, “O’ Liberal” ha lanciato il primo di una serie di rapporti, dando alla popolazione la conoscenza di quello che era il fenomeno Chupa-Chupa. Il rapporto inizia in modo faticoso: “è svenuta. Sembrava sempre più di avere a che fare con un incubo, sentendosi come se ci fossero degli artigli che cercavano di trattenerla. È stata aggredita intorno alle 3:30 del mattino. Un’altra vittima è stata la signora detta” Chiquita”, anch’essa succhiata dallo strano oggetto con il seno che diventava sanguinante, ma senza lasciare segni.”

Fu allora, il 16/10/77 che “O’ Liberal” lanciò per la prima volta l’espressione Chupa-Chupa, come si legge nel primo paragrafo di codesto rapporto: “Chupa-Chupa: questa era la denominazione data dalla popolazione di Vigia ad un oggetto volante non identificato, che ha messo nel panico gli abitanti di Imbituba, Camaru e Km-25, nonché di altre località situate nelle vicinanze di quelle città.

Il 19/11/77, “A PROVINCIA DO PARA'” pubblica, per la prima volta, fotografie di possibili lesioni da Chupa-Chupa, registrate sulla giovane Aurora Nascimento Fernandes di 18 anni, residente a Passagem Tabatinga, nel quartiere di Jurunas (Bele’m). Aurora si trovò a lavare i piatti verso le 21 del 18/11/77 nella sua abitazione quando un forte soffio di aria fredda la sorpresa insieme ad una forte luce rossastra. La giovane racconta: “Mi sono spaventata. Ho chiamato mia madre, e prima che arrivasse una forte luce rossa mi ha avvolta, rendendomi stordita. Allo stesso tempo, ho sentito delle punture sottilissime come pizzichi che mi colpivano il seno, e sono caduta terra svenuta.”

L’isola di Colares si trova a circa 70 chilometri a nord-est della città di Bel’em. Confina con la contea di Vigia, altra regione ricca di apparizioni e casi ufologici. Di fronte si trova la baia di Marajo che si trova separata dal continente dal fiume Guajara’-Mirim. Colares comprende un’area di circa 600 chilometri quadrati e ospita diverse comunità, come Vila de Colares, Fazenda, Mocajatuba, Ariri e altri. La sua popolazione, in gran parte, è dedita alla pesca e all’agricoltura.

Durante il periodo Chupa-Chupa, Colares fu bersaglio di intense apparizioni UFO e furono rilevate diverse vittime dei misteriosi raggi. La paura era tale che buona parte degli abitanti dell’isola abbandonò le proprie case e andò temporaneamente a risiedere con i genitori in altre contee.

Il CIPEX2 individuò diversi testimoni del fenomeno durante i giorni in cui essi rimasero a Colares. Ecco alcuni casi:

  1. Jonas Ferreira Gondim, 60 anni, pescatore e sposato. Confessa che in quel periodo la sua casa era illuminata dalla luce Chupa. Preso di coraggio, uscì in cortile e sparò un petardo per spaventare l'”Aparelho”. Suo figlio, Claudio Gondin, ha raccontato che:

“In quel periodo, non abbiamo dormito bene. Io e alcuni altri colleghi ci recavamo per le veglie a casa di amici. Una notte, ho visto quella macchina sopra le cime degli alberi, lì a S. Joao. Si fermò improvvisamente ed emise una luce chiara in cima agli alberi e subito salì a gran velocità verso un altro lato del villaggio.”

  1. Il signor Zacarias dos Santos Barata, 74 anni, sposato. Confessa:

“Ho visto questa “macchina” in giro due volte. La prima volta, veniva dalla direzione di Soure’ (Isola di Marajo’) e girava il villaggio molto velocemente. L’altra volta ho visto qui dalla casa quando una sfera luminosa veniva rischiarando tutta la campagna di Luzio, non faceva rumore e non si riusciva a vederla bene, perché la luce era molto forte e di un colore bluastro.”

La stessa cosa è stata osservata dal suo vicino, Julio de Brito Correia, 70 anni, aggiungendo solo che il velivolo volava bassa ed a grande velocità.

  1. Il falegname Carlos Cardoso de Paula, 45 anni, sposato, descrive due eventi curiosi:

“Al tempo dei Chupa-Chupa, molte volte partivo per visitare le case di amici e colleghi. La maggior parte di loro si incontrava per strada a fare falò e friggere pesce. Ogni tanto facevano rumore di fucili e di lattine per spaventare il Chupa.

Una volta, uscendo di casa verso le 21, abbiamo sentito la gente urlare “ecco il Chupa”; qui dalla casa ho visto solo quando una palla di fuoco venne di corsa nella nostra direzione, ma ben presto cambiò traiettoria, entrando in un’altra strada. Un’altra volta si verificò una cosa strana. Stavamo tutti dormendo in casa e io stavo ancora fumando l’ultima sigaretta quando all’improvviso, attraverso la cima del tetto della casa, entrò una piccola palla di fuoco.

Quella cosa ha iniziato a girare per la stanza fino ad arrivare vicino alla mia amaca. Si arrampicò sulla mia gamba destra fino al ginocchio. Guardavo tutto questo con molta curiosità, quando quella pallina passò all’altra gamba e cominciai a sentirmi debole e assonnato. La sigaretta mi cadde di mano e, spaventato da quella situazione, urlai. La pallina scomparve e tutti si svegliarono. Credo che cercasse una vena nel mio corpo, ma non ebbe fortuna… Quando aumentava la luminosità, sentivo una specie di calore…”

Durante gli anni ’60, lungo l’intera vallata del fiume Ohio, animali come cavalli, cani e mucche morivano in circostanze misteriose, continuamente. Tra le cause di morte più frequenti venne appurata quella che sembrava essere una netta incisione chirurgica alla gola. La peculiarità più scioccante è la totale assenza di sangue, le carcasse vengono rinvenute dissanguate completamente, e in più casi anche scarnificate. Con il particolare che, le ferite non perdono, e non hanno perso nemmeno una sola goccia di sangue. Nemmeno una minima traccia esistente sull’erba o in tutto il territorio circostante alle carcasse degli animali.

Le morti da mutilazione non erano localizzate, ma si verificavano ad ondate sull’intero territorio a livello nazionale, in concomitanza con la frenetica attività UFO.

Precedente alla intensa attività UFO dell’ottobre 1973, ci furono decessi continui di animali nell’intero territorio del Midwest, dal Minnesota al Mississippi. Il quotidiano “Kansas City Times” del 22 dicembre 1973, scriveva così:

“I due elementi cui gli investigatori non trovano spiegazione, sono la totalità dell’assenza di sangue e di impronte di un qualche tipo. Anche nelle giornate calde, con l’animale ucciso da poco, la carcassa non sanguina minimamente, né si trovano tracce di sangue tutto intorno all’animale. Si ritiene che il sangue del bestiame venga completamente prosciugato. Nessuna impronta umana è mai stata individuata intorno al luogo delle mutilazioni, nemmeno sulla neve fresca”.

Nel dicembre del ’73 e nel gennaio del ’74, sono i cani a scomparire in massa. Dal Connecticut fino alla California. Cittadine come Voluntown, nel Connecticut, subirono una riduzione quasi totale della popolazione canina nel volgere di pochi giorni. Nel medesimo periodo da Woodstock, presso i monti Catskill, in quel di New York, scomparvero ben quindici cani.

Nel Vecchio Continente, la fenomenologia dei cosiddetti “Killer Fantasma” di animali va avanti da generazioni. Ci furono numerosi casi in Svezia, nel 1972. Mentre stando alle Antiche Leggende del Centro-Europa sul Vampirismo, è possibile che traggano radici da incidenti di questo tipo.
Storie di Vampiri, le quali apparizioni erano accompagnate, come riportato, da luci Ignote nel cielo. Essi potevano inoltre paralizzare le loro vittime, animali o esseri umani, con il semplice sguardo.

Negli anni ’50, in quella che fino a qualche tempo fa era nota come Jugoslavia, si verificarono numerosi delitti cosiddetti “da Vampiro”. Secondo i quotidiani locali, vennero rinvenuti quattro corpi umani e completamente dissanguati, con la gola recisa, nei pressi del monte Klek.

Sangue e carne costituiscono forse degli ingredienti vitali, nell’enigmatico Processo di Trasformazione dell’Energia? Dunque, che l’Energia di quello che John Keel definiva “Superspettro”, necessiti di Materiale Biologico-Terrestre per “plasmare” temporaneamente delle identità-forme fisiche?

Un altro caso, “sventato”, di Vampirismo UFO, si verificò durante la notte del 5 marzo 1976. Una automobile della Croce Rossa era in viaggio sulla Route 2, parallela al fiume Ohio. Dopo aver passato tutto il giorno a raccogliere sangue dai donatori, il ventunenne Beau Shertzer, insieme ad una giovane infermiera, stavano facendo ritorno ad Huntington, West Virginia.

Il mezzo, una delle cosiddette “Bloodmobile”, destinato al trasporto delle sacche di plasma per impiegarlo nelle trasfusioni, era carico di sangue fresco.
La strada era buia e fredda. Nel mentre che stavano percorrendo un tratto deserto, tra le cime degli alberi ci fu una sorta di lampo. Pochi attimi dopo fece la sua comparsa una grande luce bianca, che sollevandosi nell’aria si diresse verso la Bloodmobile.

Shertzer schiacciò sull’acceleratore, ma l’oggetto mantenne facilmente il passo con l’automobile. Il giovane abbassò poi il finestrino, e quel che vede destò in lui un senso di terrore. Vide una sorta di “braccio” che discendeva dall’oggetto luminoso, verso di loro. Un altro braccio stava scendendo dall’oggetto, come per intrappolare il mezzo in una morsa.

Shertzer continuava a spingere sull’acceleratore, ma l’UFO era sempre sopra di loro. Da quel che sembra, a salvare entrambi fu l’improvvisa apparizione di fari di automobili in arrivo sull’altra corsia. Nel mentre che le auto si avvicinavano, l’oggetto luminoso “ritrasse” le sue braccia e si affrettò ad allontanarsi in volo. Shertzer e la sua collega, entrambi in forte stato di shock, si recarono immediatamente alla polizia.

MACELLERIA GUARAPIRANGA

I primi rapporti riguardanti casi di mutilazione umana vennero resi noti a partire dal 1960 con il rinvenimento di persone che avevano subito trattamenti analoghi a quelli fino ad allora osservati sugli animali e sui capi di bestiame. Fu però nel 1988, a seguito del caso Guarapiranga, che l’opinione pubblica americana venne a conoscenza di un caso avvenuto sul suolo statunitense anni prima, quando lo Skywatch International pubblicò un breve testo basato su un rapporto top secret relativo alla morte di un militare, il sergente della Air Force Jonathan P. Louette, rapito nell’area di test missilistici delle White Sands nel marzo del 1976.

Secondo il rapporto, il suo corpo nudo orribilmente mutilato fu rinvenuto tre giorni dopo nel mezzo del deserto e presentava lesioni quantomeno sconcertanti, la sua lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella, così come i globi oculari, l’apparato genitale risultava escisso chirurgicamente fino al colon. Il rapporto autoptico confermava che il sangue era stato completamente drenato via dal corpo. L’anno seguente vi fu un altro ritrovamento analogo, e a seguire altri ancora in altre parti del mondo, dal Brasile alla Nuova Zelanda, iniziò così una sorta di predisposizione da parte di autorità e organi di polizia a reprimere l’intero preoccupante fenomeno.

In ambito di ricerca ufologica, il primo caso di MUM (Mutilazioni Umane Metodiche) venne accertato a Guarapiranga in Brasile, vicino a San Paolo, il 29 settembre 1988 dalla ricercatrice Encarnacio Zapata Garcia. L’autopsia della vittima, un individuo di sesso maschile, fu eseguita dal dottor Rubens Goes, il quale consegnò alla Garcia anche una serie di foto impressionanti attraverso le quali poté così riscontrare similitudini inequivocabili tra quella vittima e il fenomeno in questione (data la crudezza delle immagini, per non urtare la sensibilità del lettore, abbiamo scelto di non inserire le foto in questione che sono comunque parzialmente reperibili in rete) Il caso però venne pubblicato ufficialmente per la prima volta nel 1993.

Il rapporto dell’esame autoptico riportava una serie di rimozioni di organi, tra cui le aree orbitali, lo svuotamento del cavo orale, l’asportazione di faringe ed orofaringe, del collo, dell’ascella destra e sinistra, dell’addome e della cavità pelvica. Le regioni ascellari su entrambi i lati mostravano dei fori attraverso cui gli organi erano stati rimossi. Le incisioni vennero eseguite sul viso, sul torace interno, sull’addome, sulle gambe, sulle braccia e sul petto. Le spalle e le braccia presentavano perforazioni che andavano da un diametro di 1 a 1,5 pollici (da 2,54 a 3,81 cm) da cui vennero estratti i tessuti e i muscoli. Il petto si era ridotto notevolmente di volume a causa della rimozione degli organi interni. L’esame del tessuto cerebrale edematoso del pover’uomo potrò il medico a trarre una serie di conclusioni allarmanti e terrificanti:

le lesioni erano state compiute mentre era ancora vivo e morì provando estremo dolore, ben oltre la sopportazione umana. Le ferite praticate su di esso erano “chirurgiche”, precise ma non effettuabili con strumenti dell’epoca. C’era una quasi totale assenza di sangue sia intorno che fuori dal corpo ed una coagulazione immediata del sangue rimasto nell’organismo. Era inoltre presente l’assenza di molti tessuti molli, i quali risultavano estratti dai fori praticati.

La polizia locale concluse frettolosamente che nella riserva di Guarapiranga non era avvenuto alcun crimine anomalo, piuttosto si trattava di un banale decesso per infarto e il cadavere era stato conseguentemente divorato dai ratti e dagli avvoltoi ma tali affermazioni non coincidevano e non spiegavano affatto ciò che era mostrato nelle foto e che fu redatto dall’anatomopatologo che fece l’autopsia. La stessa ricercatrice Garcia che studiò a fondo il caso confermò che la spiegazione data dal rapporto ufficiale di polizia non chiariva nessuno dei punti evidenziati nelle analisi.

Ancora oggi, tirare in ballo gli spazzini della natura che si cibano di carne in decomposizione, di carogne e di resti di animali viene usata efficacemente come espediente per sollevare dubbi e perplessità su questi casi gettando discredito persino sui patologi e sugli investigatori, così come sugli scienziati che si sono dovuti occupare di analizzare vittime umane di mutilazione.

Caratteristiche generali del fenomeno MUM evidenziano un modus operandi analogo a quello del fenomeno delle mutilazioni animali dove si riscontra sempre sulle vittime assenza di occhi, labbra e tessuti molli quali l’apparato genitale, la mucosa rettale e la lingua. Suoi corpi vengono rinvenuti fori perfettamente sferici dai quali pare venire risucchiato il sangue, una pratica che in qualche modo, come già osservato nel caso Colares, richiama quella tipica del vampirismo, diffusa in forme differenti in tutto il mondo.

A parte i vampiri, in ambito criptozoologico ritroviamo creature con la stessa propensione per il sangue, il Chupacabras e l’Uomo Orso della Bolivia, detto Ucumar una bizzarra via di mezzo tra uno Yeti, un vampiro e un demone, descritto da chi lo ha avvistato come avente gli occhi rossi, caratteristica in comune con il Mothman (Uomo Falena). Tutti questi esseri succhiano il sangue, mangiano o asportano tessuti molli e grasso corporeo, lasciano fori sui corpi delle vittime, sono dotati di grande forza e hanno l’abitudine a mostrarsi di notte. Questo genere di creature, vengono avvistate in tutto il mondo, per quanto l’America Latina sembra essere il loro luogo prediletto e prendono di mira persone solitarie che vengono aggredite in aree rurali e boschi, luoghi isolati insomma, ritrovati poi uccisi con alcune o tutte le caratteristiche prima descritte.

Guarapiranga ha il primato di avere la più alta concentrazione di casi di MUM, che da soli superano il resto dei casi conosciuti nel mondo. Il sito ricorrente dove avvengono aggressioni di questa natura è il lago omonimo, intorno al quale sono stati ritrovati molti corpi mutilati e su cui hanno condotto indagini sia di polizia che da parte anche dell’esercito.

Nell’Aprile del 2019, il senatore americano Richard Blumenthal, per quanto in evidente e discutibile chiave di interpretazione complottista, basata su una narrativa ufologica prettamente materialistico-ortodossa, in un ormai noto discorso all’ONU, ancora reperibile su You Tube, rese clamorose dichiarazioni sul fenomeno delle “Mutilazioni Umane metodiche” e su quelle operate su animali, parlando per la prima volta apertamente della sparizione di 30.000 persone ogni anno sul territorio statunitense, piaga peraltro già posta in rilievo dal lavoro di indagine del già citato David Paulides. Il senatore espose queste tematiche durante il dibattito per l’approvazione del budget da destinare alle appena fondate Space Force, esortando di prendere posizione sulla difesa planetaria da presunte “minacce dallo spazio”. La fondazione delle Space Force e dello Space Command è anche un congruo business, che coinvolge la Difesa, la Tecnologia, lo Spazio, gli Armamenti e la Strategia internazionale.

I ricercatori ufologi inclini alla tesi extraterrestre postulano che tali creature o gli alieni “grigi”, sarebbero spinti a compere questi atti dal bisogno di alcune sostanze estraibili o producibili solo da alcune mucose, ghiandole od organi del corpo umano e di altri animali per il proprio nutrimento o per effettuare esperimenti scientifici sulla razza umana, ma alla luce di quanto ricavato dallo studio in chiave parafisica di tali inquietanti fenomeni, così come riportato nei capitoli precedenti e valutando le conclusioni di John Keel che portano a riteneva più plausibile l’ipotesi di una necessità di carattere energetico piuttosto che alimentare o finalizzato a presunte operazioni di clonazione-ibridazione tra noi e loro sperimentando col nostro DNA, appare chiaro che la tesi che vede gli alieni in vesti da dottor Mengele dello spazio sia quantomeno da rivedere e poi, a rigor di logica, che bisogno c’è di rapire e mutilare la fauna umana e animale terrestre a ripetizione per ottenere lo stesso identico materiale genetico da studiare, pochi esemplari sarebbero sufficienti se lo scopo fosse quello.

Se fosse poi la nostra anima ciò a cui i presunti “Grigi” puntano, come ci dicono altri ricercatori che con questa conclusione pensano di avere chiuso la partita, a quale scopo fare scempio di corpi fisici con l’intento di selezionarne solo alcune parti e facendo il pieno di sangue come insaziabili Ditteri Nematoceri? Tirando le somme, senza continuare ad ignorare questo aspetto dell’ufologia, mettendo da parte i condizionamenti derivati da una visione materialista tradizionale, potremmo dire che la Space Force avrà bisogno di ben altro che mirabolanti e costosissime armi super tecnologiche per tutelare la sicurezza nazionale. Tuttavia, aleggia il sospetto che ai vertici del governo americano, così come soprattutto gli organi di intelligence, si siano già fatti un’idea di che natura sia ciò con cui abbiamo a che fare e tale consapevolezza sia scaturita molti anni fa dagli esperimenti portati a capo in progetti come il Gateway con lo Stargate e il Grill Flame Project, ma di questo parleremo successivamente.

Riprendiamo da questa semplice domanda: perché ai presunti ET sembra piacere così tanto il sangue? L’elemento sangue sembra essere infatti la costante che accomuna le casistiche di questa natura, non può non sfuggire la loro somiglianza con il mito dei vampiri e del vampirismo. Analogie che il dottor Jacques Vallee pose in rilievo nei suoi studi sulla parafisica in relazione al fenomeno ufologico.

Premesso che la credenza nei vampiri risalirebbe alla preistoria, la popolarità delle creature assetate di sangue si diffuse agli inizi del XVIII sec. in seguito all’influenza delle superstizioni presenti nell’Est Europa e nei Balcani, fortemente radicate e diffuse.

Si dice che in ogni leggenda ci sia sempre un fondo di verità, tuttavia, il caso che andiamo a raccontare presenta particolari tali da non poter essere interpretato sbrigativamente come frutto di una storia leggendaria partorita dalla fantasia di qualcuno in vena di scherzi macabri.

Nel 1816, in Romania, nella regione della Transilvania ricca di tradizioni legate ai vampiri, avvenne un clamoroso caso di Vampirismo in un villaggio situato nei pressi di Cluj.

La differenza di questo caso di Vampirismo dalle altre storie che solitamente riguardano i Vampiri, sta nel fatto che di tale episodio esiste un resoconto scritto riportato da un nobile dell’epoca residente in un castello situato proprio vicino a Cluj. Resoconto piuttosto attendibile, dal momento che venne narrato dal nobile in questione soltanto un mese dopo circa la conclusione di tale inquietante vicenda, pertanto, sarebbe superficiale e sbrigativo relegare tutto a semplice leggenda “alterata” e attinta in fatti storici che avrebbero avuto luogo tempo addietro alla stesura dettagliata giunta fino ai giorni nostri. Questa storia, che ebbe inizio in una locanda della zona, si svolse in presenza di molti testimoni.

Da diverse ore il sole era tramontato sul paesaggio, in una serata in apparenza tranquilla come tutte le precedenti, quando nella locanda fece il suo ingresso quello che per la maggioranza dei presenti sembrava un personaggio piuttosto “sinistro”. Al suo ingresso calò il silenzio più totale tra i clienti, che si trasformò poco dopo in panico collettivo nell’istante che tale figura sinistra affermò di essere un Vampiro, e per sciogliere ogni dubbio in merito, mostrò avvicinandosi agli ospiti presenti la sua dentatura, caratterizzata da aguzzi canini. Il peggio sarebbe accaduto dopo, uno dei clienti della locanda che si trovava ad un tavolo a bere con dei suoi amici, venne morso dall’inquietante individuo, il quale, avvicinandosi a lui non si limitò a mostrare soltanto i suoi denti come aveva fatto poco prima con gli altri avventori, ma gli affondò i denti sul collo, lasciandogli una ferita in apparenza superficiale non molto profonda. Non avrebbe destato dunque molta preoccupazione nel malcapitato, non fosse che l’uomo dai denti aguzzi gli si rivolse con un Memento Moris in piena regola, annunciandogli che a distanza di pochi giorni egli sarebbe morto.

Dopo aver lanciato questa minaccia, l’inquietante personaggio uscì lentamente dalla locanda, stando al racconto dei presenti, dopo essersi soffermato un quarto d’ora circa, al solo scopo di incutere spavento ai clienti presenti all’interno della locanda. Quando finalmente il sedicente vampiro si decise di togliere il disturbo, i testimoni presenti erano consapevoli che non si fosse trattato di una allucinazione collettiva, anche perché, la vittima che poco prima era stata morsa presentava sul collo quelle due piccole ferite. Come viene riportato nei suoi scritti dal nobile signore che annotò il fatto, il pover’uomo che era stato morso dal Vampiro alcuni giorni prima, morì davvero poco dopo, circa la settimana seguente, in circostanze misteriose. Uno dei clienti della locanda, presenti durante quella serata terrificante, era un membro della servitù al servizio del nobile sopramenzionato e come tale, lavorando per lui, risiedeva anch’egli nel castello.

Non appena tornato alla dimora, riferì subito i fatti al suo padrone che inizialmente considerò scetticamente questo racconto, trovandolo privo di ogni fondamento. Accusando addirittura il suo servo di aver bevuto troppo o di volersi burlare di lui. Il suo servo però insistette, non essendo stato solo quella sera nella locanda, gli disse che più persone erano presenti e videro il Vampiro e che uno di loro aveva anche riportato segni sul collo, come prova incontrovertibile dell’incontro con tale essere.

Il nobile, colpito dall’insistenza e dal turbamento del suo servo, volle vederci chiaro, dunque il giorno seguente all’apparizione del presunto Vampiro, fece chiamare al castello alcuni degli ospiti della locanda e dopo averli interrogati sugli avvenimenti della sera precedente, rimase piuttosto stupefatto dal momento che ognuno degli interpellati sembrava confermare la stessa versione che il suo servo gli aveva riferito. Inoltre, lui stesso poté constatare la presenza effettiva dei segni dei denti del Vampiro sul collo del malcapitato avventore. Il nobiluomo iniziò allora a prendere seriamente questa storia, al punto da ordinare alla persona che era stata morsa di rimanere nel suo castello, così da poter verificare direttamente, in prima persona, se l’uomo sarebbe morto davvero come predetto dal Vampiro ed accertare così eventuali sue responsabilità nella causa che lo avrebbe portato al decesso.

Nella sua dettagliata trascrizione, il nobile riportò che tale persona, senza alcun apparente motivo, divenne sempre più debole, giorno dopo giorno, fino al punto da non essere quasi più in grado di alzarsi dal letto. Oltretutto, il signore del castello diede l’ordine espresso che due suoi uomini della milizia presidiassero la porta notte e giorno della stanza dove alloggiava il suo ospite come precauzione, in modo che il Vampiro non potesse nuovamente venire a contatto con lui. La notte durante la quale l’uomo morso dal vampiro morì, i soldati del nobile erano di guardia come ordinato e non permettevano a nessuno di accedere alla stanza, dove era presente una ampia finestra semi-aperta e non sorvegliata, dal momento che la camera dell’ospite era collocata nella parte elevata del castello; quindi, nessun essere umano sarebbe mai stato in grado di accedervi.

Stando a quanto si legge nel racconto, gli uomini di guardia udirono all’interno delle deboli grida e una frase pronunciata dall’ospite: “il Vampiro è venuto a prendermi”. Pochi istanti dopo all’aver udito queste poche parole, gli uomini di guardia fecero irruzione nella stanza, trovandosi di fronte l’uomo agonizzante che morì pochi attimi più tardi. Il nobile si recò nella stanza dove alloggiava l’ospite appena deceduto e trascrisse in modo dettagliato ciò che vedeva in quel momento; la finestra era spalancata completamente, chiese allora spiegazioni ai suoi uomini sul perché fosse aperta del tutto, contrariamente all’ordine da lui impartito, ossia che sarebbe dovuta restare soltanto scostata. I soldati negarono categoricamente di aver mai messo piede nella stanza e di aver dunque spalancato loro la finestra e anche il suo servo che accudiva l’uomo, confermò che alcune ore prima della sua morte, quando gli era stato concesso di entrare nella stanza, la finestra era aperta solo in una fessura.

Quindi né lui, né nessun’altro potevano aver spalancato quella finestra. Restava soltanto una possibilità, la più inquietante, vale a dire che il Vampiro stesso fosse riuscito a raggiungere la sua vittima per annunciargli che la sua ora fosse arrivata. E fu così che il nobile signore, insieme agli abitanti del villaggio, presero la decisione unanime di dar fuoco al corpo dell’uomo, impedendo così che potesse a sua volta divenire un Vampiro, come da procedura in uso a quel tempo. Passò circa un mese prima che il nobile prendesse la decisione di mettere per iscritto gli eventi di quella notte inquietante, allo scopo di dare tempo al misterioso individuo sedicente Vampiro di manifestarsi ancora, ma da allora non fu più visto e fortunatamente quello rimase un caso isolato non venne riportato alcun ulteriore decesso attribuibile a quell’essere, né nel villaggio, né in altri.

È forse possibile quindi, che il misterioso uomo dai denti aguzzi, così come fece il suo ingresso dal nulla nella nostra Dimensione, allo stesso modo ne uscì tornando forse in quella Dimensione che Jacques Valleé ha identificato con il nome di “Magonia?” Il mese successivo, il nobiluomo, prese la decisione di iniziare personalmente ad indagare su potenziali casi di Vampirismo che potevano aver avuto luogo nel passato in quel di Cluj e negli altri paesi vicini, senza però avere successo, nonostante risalì a parecchi anni addietro, cercando qualche testimone che potesse raccontargli di potenziali casi di Vampirismo che fossero eclatanti come quello che si verificò nella locanda del villaggio nei pressi di Cluj.

Nonostante fosse accertata l’unicità di questo evento, il nobile accennò al fatto che una quarantina d’anni prima del 1816, anno nel quale si verificò il caso di Vampirismo qui narrato, ci fu in effetti un precedente proprio nella città di Cluj. Avvenne un episodio abbastanza enigmatico che esulava totalmente da ciò che si intende come “razionale”, nonostante non sia facile affermare se si sia trattato di Vampirismo o della manifestazione di una qualche entità spettrale. Resta il fatto, che il nobile quando giunse alla conclusione del resoconto scritto dell’episodio di Vampirismo al quale aveva assistito, narrò per dovere di cronaca in modo dettagliato anche di quest’altro misterioso evento, sottolineando che riteneva fosse attendibile la storia riferitagli, a metà strada tra il Vampirismo e l’apparizione di spettri.

Tutto ebbe inizio dal racconto di cui fecero parola tre anziani abitanti di Cluj, come riporta il nobile, secondo i quali, circa 40 anni prima, mentre stavano facendo ritorno alle loro abitazioni, durante la notte ebbero un incontro lungo la strada che portava alle loro case con un essere ignoto che fece la sua comparsa dal nulla. La misteriosa figura andò loro incontro ed affermò anch’egli di essere un Vampiro e di essere giunto a Cluj allo scopo di informare gli abitanti del luogo tramite loro, esortandoli ad annunciare che entro qualche tempo in Transilvania sarebbero avvenuti dei fatti spaventosi, poiché sulla città gravava un sortilegio lanciato dallo stesso Vampiro alcuni anni prima.

Qualche mese dopo, una ragazza che viveva sola presso una abitazione situata nella periferia di Cluj, si mise a letto e nel giro di una settimana, si ritrovò con le energie letteralmente prosciugate. Come se qualcuno, o “qualcosa” le succhiasse l’energia vitale, giorno dopo giorno. La ragazza morì, sostenendo però qualche giorno prima del suo decesso che un Vampiro si era recato più e più volte nella sua casa, mordendola sul collo.

Gli abitanti del luogo che la conoscevano non le diedero più di tanta considerazione, anche perché sul suo collo non vennero mai rinvenuti segni che portassero ad immaginare che la donna fosse stata effettivamente vittima del morso di un Vampiro; quindi, si ritenne fosse pazza e soffrisse di allucinazioni, ciononostante morì in circostanze praticamente inspiegabili.

La cosa però non finì così, la settimana successiva alla morte della donna, un uomo disse che il suo fantasma era entrato nella sua camera da letto ed ebbe rapporti sessuali con lui, durante la notte, annunciandogli che il prezzo da pagare sarebbe stato la sua vita. Anche lui entro un mese sarebbe morto, avendogli trasmesso la maledizione da lei acquisita dal vampiro, dal momento che egli accettò egualmente di fare sesso con lei nonostante sapesse che ella fosse un fantasma.

E ancora, un’ulteriore settimana seguente a tale evento inspiegabile, un altro uomo che risiedeva a Cluj sostenne che il fantasma di questa donna aveva fatto la comparsa anche nella sua camera da letto durante il cuore della notte, proponendogli di avere rapporti sessuali con lei. Egli accettò la proposta pur sapendo comunque che era apparsa già la settimana precedente all’altro abitante di Cluj. Prima di dileguarsi, la donna riferì anche a quest’ uomo che i rapporti avuti con lei gli sarebbero stati fatali circa entro un mese, per le stesse ragioni che enunciò al precedente individuo.

Che vogliate crederci o no, dopo un mese circa, entrambi i due uomini, a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro, accusarono una debolezza inspiegabile, come se un “qualcosa” di Soprannaturale (Vampiro o Fantasma) si fosse “nutrito” della loro energia vitale. Entrambi morirono, ma anche in questo caso non vennero rinvenuti i caratteristici segni sul loro collo, punture che avrebbero dovuto lasciare i denti aguzzi della donna vampirizzata o quelli del vampiro stesso, nonostante entrambi gli uomini sostennero che nel corso della loro inspiegabile malattia, in varie occasioni, nel cuore della notte apparve loro sia il Vampiro che la donna morta, ricordando che la maledizione gli sarebbe stata fatale. Ed è così che il nobile conclude il suo, potremmo chiamarlo “report”, dell’epoca affermando di non sapere se questi eventi tanto enigmatici quanto spaventosi, debbano essere classificati come casi di Vampirismo o come manifestazioni di Fantasmi.

Colpiscono le analogie tra il fattore sangue e astenia talvolta con esiti mortali sulle vittime riportato nei racconti di epoche remote, come quello appena narrato, e i casi moderni come quello avvenuto in Messico, a Landa de Matamoros, nello Stato di Querétaro, esposto in precedenza e indagato da Salvador Freixedo come caso ufologico che vide tra le vittime alcune madri e i loro bambini, oppure al caso studiato da David Paulides riguardante la misteriosa scomparsa del piccolo John la cui nonna si risvegliò fuori dalla sua tenda da campeggio, con due segni sul collo e una forte debilitante, inspiegabile, debolezza fisica.

Se prendiamo in considerazione l’ipotesi del Superspettro, formulata da un pioniere come John Keel, qualsiasi fatto dai connotati paranormali, specialmente quelli che sembrano non possedere alcun legame o filo conduttore tra loro, sarebbero il frutto o la creazione derivata dell’Energia di una Entità che il ricercatore americano definisce appunto con il nome di “Superspettro”, poiché si troverebbe in una zona dello Spettro EM (Elettromagnetico) non possibile da percepire dagli Organi di Senso di cui è provvisto l’Essere Umano.

Secondo invece l’astrofisico, informatico ed esperto di cibernetica, matematico e ufologo Jacques Valleé, gli Esseri della Dimensione (o del Regno Celeste) di Magonia avrebbero la capacità di interferire con le vicende degli Esseri Umani al fine di influenzarne la Visione del Mondo ed il suo atteggiamento, con ciò guidando o direzionando le Credenze ed i Comportamenti di questi ultimi, ignari fin dall’Alba dei Tempi di essere soggetti alle influenze degli Esseri di Magonia.

Rifacendoci al Folklore, il Regno Celeste di Magonia era quel luogo nel quale dimoravano le Creature del Piccolo Popolo, quali gli Gnomi, le Fate, gli Elfi, i Coboldi ed i Folletti. Essi, a seconda di occasioni specifiche a loro favorevoli, potevano fare incursione nel nostro Mondo (ed Universo), in altre situazioni finivano per prelevare (le Abductions) degli Esseri Umani, portandoli così nel Regno di Magonia (come raccontato sempre nel Folklore, riguardo la Creatura nota come “Changeling” (essere molto simile alle fate attratto dai bambini tanto da rapirli sostituendoli con i propri perché al contrario dei loro neonati (deformi e spesso malati) sono belli e sani. Secondo altre fonti invece li rapirebbero solo per “succhiarne” l’energia vitale o per nutrirsene)

Basandoci su quanto la “New Ufology” postula, di cui sia Keel che Valleé, ne sono i principali fondatori, a cui successivamente anche il matematico ed astrofisico Josef Allen Hynek avrebbe finito per aderire, ritenendo valida questa chiave di lettura del fenomeno UFO che troverebbero origine, nella loro provenienza, da un Universo Parallelo o comunque da Dimensioni Superiori, ritenendo anch’egli plausibile la possibilità che si tratti di Entità assumendo sembianze da Visitatori Extraterrestri, con la facoltà di mutare nel loro aspetto, in grado di palesarsi nello Stato Onirico-Mentale di un Essere Umano, manipolando quelle Credenze dell’Umanità perpetratesi attraverso il corso dei secoli.

Jacques Valleé è certo che gli Esseri detti anche “Magoniani”, noti con questo nome anche nell’Antichità, già al tempo di Alessandro Magno, ma anche molto più indietro nei millenni, si intrometterebbero con le vicende degli Esseri Umani già dagli inizi della Storia del Mondo, assumendo nei secoli le più svariate sembianze basate sulle credenze del momento, come già esposto ampiamente.

A seconda del Periodo Storico, come camaleonti, le Creature di Magonia si sarebbero “mascherate” ogni qual volta che c’era da adattarsi al Contesto Culturale della Società ed oggi, nell’epoca in cui stiamo vivendo, in piena Era Spaziale, con il Sogno della Conquista Interplanetaria degna dei migliori romanzi della Science-Fiction, quegli stessi Esseri si sono adeguati e ci “appaiono” sotto forma di Extraterrestri, anche perché, ai nostri giorni, con milioni e milioni di individui che credono all’esistenza di ogni sorta di razza aliena, sono convinti di complotti d’ogni genere ad essi collegato ma per contro hanno smesso di aver fede nelle Fate o nei Folletti, relegando il tutto al semplicistico e banale “Mito”, chi più metterebbe in dubbio l’esistenza di altre Forme di Vita nell’Universo? Ed ecco così che, l’Assist su un Piatto d’Argento agli Abitanti di Magonia è stato servito in perfetta regola e da quel piatto ormai da 80 anni si stanno nutrendo quasi tutti.

Sciamanesimo, DTM, dimensioni oniriche, parallele e.…Clown

“Sono fermamente convinto che in qualche luogo, nel cervello, esista una molecola spirituale che origini o alimenti il misticismo e altri stati modificati di coscienza endogeni. Una molecola dello spirito non è spirituale in sé e per sé. Essa è uno strumento o un veicolo. Ci attira all’interno di mondi che solo essa conosce. Occorre tenersi forte, e dobbiamo essere preparati, poiché i reami spirituali contengono sia il paradiso che l’inferno, sia la fantasia che l’incubo”
(R.J. Strassman)”

Dal 1990 al 1995, il Prof. Rick Strassman condusse una Ricerca Clinica che venne approvata dalla DEA (Agenzia Federale Antidroga) nell’Università del New Mexico, sperimentando la DMT su 60 volontari, uno degli Psichedelici più noti al Mondo.

Parlando di DMT o Dimetiltriptamina, detta anche “Molecola dello Spirito”, ci si riferisce a una delle Molecole Psichedeliche più potenti esistenti in Natura. Presente in molte Piante, ma prodotta in modo Naturale anche durante la Fase Notturna (in particolare proprio quando sogniamo), dove possono essere rinvenute tracce di quella Sostanza Chimica nota appunto come “Dimetiltriptamina” nel Fluido Cerebrospinale, dopo essere stata sintetizzata o rilasciata istanti prima dalla Ghiandola Pineale, la quale sarebbe collocata al Centro del nostro Cervello da ogni Essere Umano, ogni notte, in quantità che siano minori o maggiori.

Molti di questi volontari riferirono di “Esperienze Vivide”, raccontando di Incontri con Entità Intelligenti, così come l’aver vissuto episodi simili a quelle in Stato di Pre-Morte e quindi di successivo Abbandono del Corpo.

In tal caso è possibile citare anche l’Ayahuasca, una Pianta Allucinogena di cui facevano uso gli Sciamani, la quale anch’essa provocava la Visione di Entità o Esseri Soprannaturali, e in molti casi anche descritti simili a quelli che venivano rappresentati dagli Antichi Uomini nelle Pitture Rupestri.

È possibile che gli Sciamani in qualche modo (così come i Volontari che si sottoposero alla Sperimentazione con la DMT), sotto l’effetto dell’Ayahuasca, percepissero una sorta di qualche Dimensione Superiore o Parallela, un differente Stato o Piano di Esistenza o della Realtà? Al di fuori dello Spazio e del Tempo? Con la Visione di Creature forse Non-Umane, che secondo gli Sciamani sarebbero gli “Antichi Maestri” della Razza Umana.

Stando al Modello Olografico sviluppato da David Bohm, geniale fisico teorico-quantistico tra i più grandi del XX Secolo, e molto probabilmente tra i più grandi di sempre, il nostro Cervello si comporterebbe allo stesso modo di un Ologramma. In pratica, simile ad un Sistema capace di bypassare le “Frequenze Naturali” eterogenee che proverrebbero da una Dimensione al di là dello Spazio e del Tempo.

Il nostro Cervello funzionerebbe come una sorta di “Sensore” nei confronti di un tipo di Informazione o/e Frequenza, la quale troverebbe Origine da una Zona A-Spaziale ed A-Temporale capace di captare così come di propagare Informazioni in modo Non-Locale. Ma cosa avevano in comune i volontari che si sottoposero agli esperimenti del Professor Strassman con coloro che dichiarano di venire “addotti” dagli alieni? In apparenza, assolutamente nulla. Molti di loro vengono descritti nel suo libro DMT: La Molecola dello Spirito come persone assolutamente ignare di certi fenomeni, e chi è ignaro di qualcosa significa che non ne è a conoscenza, ma il non esserne consapevole non vuol dire che ad un livello più sottile e profondo non sperimenti l’esperienza realmente.

Dall’analisi dei casi di abduction ritenuti più attendibili, sembrerebbe emergere la presenza di una coscienza superiore che interagisce con la nostra. Una caratteristica comune ai “rapimenti alieni”, infatti, la ritroviamo affine anche alle esperienze di pre-morte, a quelle fuori dal corpo (OBE) e ai viaggi sciamanici, questa caratteristica è la dimensione onirica. Gli addotti raccontano spesso di avere visto nubi e squarci spazio-temporali attraverso i quali vengono trascinati entrando in realtà parallele. Alla fine dell’esperienza, la vittima sperimenta il missing time, l’impressione netta di non aver vissuto parti della giornata con vuoti temporali che possono andare da pochi minuti a qualche giorno.

I sintomi più comuni riportati dalle vittime di contatto diretto con tali entità sono brividi, formicolii, paralisi totale, vertigini, nausea, vomito, cefalea e persino collassi. Questa situazione, denominata “Fattore OZ”, avverrebbe in stato alterato di coscienza, preceduta da un’atmosfera sospesa di immobilità e silenzio, accompagnata da una sensazione di vuoto e di confusione mentale. L’incontro con questi esseri si manifesterebbe con il passaggio della coscienza ad un altro piano d’esistenza, su di un piano astrale o comunque in una dimensione superiore a cui la coscienza ha accesso tramite uno stato alterato. Il passaggio viene anticipato da un ronzio incessante che accompagna le visioni e i rapimenti e che si può sperimentare sotto l’effetto di sostanze psicoattive come l’LSD e, appunto, la DMT. L’orario in cui sembrano avvenire la maggior parte delle abduction, solitamente si colloca tra le 3 e le 4 di notte, l’ora in cui dormendo entriamo in fase REM.

Fin dai tempi più remoti della nostra storia, abbiamo sempre avuto a disposizione strumenti e capacità per connetterci ad altre dimensioni, ma al giorno d’oggi, immersi nel nostro mondo materiale e frenetico, queste antiche conoscenze le abbiamo completamente dimenticate. Alcune filosofie orientali, così come lo sciamanismo, offrono da millenni metodi significativi per accedere ad altri piani esistenziali. Dobbiamo tener presente che se abbiamo la possibilità di entrare in altri mondi invisibili e sconosciuti, anche gli esseri che dimorano in queste dimensioni possono a loro volta accedere al nostro piano fisico. Sulla Terra, sono presenti svariate zone energetiche, il Triangolo delle Bermuda, per esempio, è una di esse, potrebbero funzionare come veri e propri “ponti” naturali di comunicazione. Per tanto, la comparsa di UFO o di esseri di natura misteriosa nei pressi di queste linee temporali potrebbe fornire un’ulteriore spiegazione alle loro enigmatiche apparizioni nella nostra realtà.

Tornando al discorso abductions e prendendo in considerazione la teoria delle stringhe (dove alla base della realtà non vi sono particelle o funzioni d’onda ma stringhe che, come corde di violino, vibrano secondo una determinata frequenza, in maniera incessante ed in base alla loro tensione), quel suono simile ad un ronzio elettrostatico che accompagna questi fenomeni potrebbe essere la chiave d’accesso per altre dimensioni.

Il cambiamento vibratorio di frequenza nel passaggio da un piano all’altro potrebbe causare nella vittima di rapimento quel ronzio persistente riferito nei rapporti di rapimenti. L’esperienza in stato alterato di coscienza sembra essere più reale dell’esistenza che percepiamo attraverso i nostri cinque sensi, superando inoltre ogni tipo di dualismo, creando un mondo unificante con il tutto. All’inizio dell’interferenza emessa dalle entità c’è un passaggio dalla nostra realtà tridimensionale alla quinta, oppure su di un piano astrale appoggiandoci così alla scienza olografica del sopracitato David Bohm. Come appurò il filosofo William James, non è possibile avere una visione completa del mondo nella sua totalità senza considerare anche l’esistenza di queste forme di coscienza (e di altri mondi invisibili ed interconnessi).

Questa realtà che si manifesta in stato alterato di coscienza, non può essere riconducibile a mere allucinazioni, ma sembra essere più reale della realtà a cui siamo abituati dai nostri sensi. La nostra coscienza, libera dal veicolo biologico del corpo, “libra” oltre la terza dimensione, esperendo la non-località, l’uno, l’unificazione con il tutto. Riporto qui di seguito le parole di un volontario del Professor Strassman, durante uno degli esperimenti in cui la sua coscienza sembrò trascendere il corpo, favorendogli l’incontro con creature sovrannaturali:

“…tutto il mondo è così brillante, la stanza è piena di spiriti. Mi fanno venire le vertigini, ora è davvero troppo! Mi sento proprio come se stessi volando, è come se fossi dappertutto. Mi rassicura sapere che sto tornando sulla terra di nuovo, nel mio corpo. Ora so che tutto ha un’anima, ma è così reale, mi sembra di aver viaggiato per tutto il pianeta.”

In questo modo, l’analisi sull’incontro con esseri interdimensionali viene accostata alle visioni di tipo sciamanico, NDE, viaggi extracorporei, esperienze sotto sostanze psicotrope e DMT ed ai vari stati alterati di coscienza. Fattori comuni che congiungono in un quadro dove spazio e tempo sembrano perdere significato, sperimentando una situazione più complessa della dimensione fisica, visitando piani d’esistenza superiori, abbracciando mondi ed esseri sconosciuti ed invisibili nella realtà ordinaria.

GIULLARI, CLOWN, E IMBROGLIONI: QUALI CONNESSIONI CON LA DMT?

Quella del Giullare è una figura piuttosto antica nel tempo, risalente al periodo del Medioevo ed a quello Rinascimentale, solitamente al servizio di un nobile o di un imperatore, la cui immagine essi ne sfruttavano, così da poter intrattenere i propri ospiti durante feste e banchetti. Provvisti di cappelli costituiti da appuntite e flosce sporgenze, e campane che pendono dalla punta ciascuna di queste sporgenze. Abiti variopinti, con colori piuttosto vivaci, con motivi di solito quadrettati. È possibile ritrovare la figura del Giullare anche nei Tarocchi, come “Il Matto”, simile nell’aspetto al Joker delle classiche carte da gioco.

Fin qui nulla di insolito, se non fosse che, Entità simili ai Giullari si manifestano nella fase R.E.M. durante l’esperienza della DMT. Stando agli studi del Prof. Rick Strassman, riguardo gli effetti della DMT, nel suo saggio intitolato proprio “DMT: La Molecola dello Spirito (2000)”, molti volontari riportarono di incontri con Giullari, Clown e Jolly durante le loro esperienze. Molti di essi, inoltre, accennano a queste Entità come “Imbroglioni”.

Entità che sarebbero impegnate in esibizione, trucchi o imbrogli, appunto, ben elaborati e sbalorditivi. Il luogo nel quale abitano, può, apparentemente, rispecchiare anche la loro “natura giocosa” e divertente, con molti partecipanti che si ritrovano in “Strane Dimensioni” che somigliano molto ad un Circo o un Casinò. Secondo il filosofo e scrittore statunitense Terence McKenna, l’archetipo della DMT sarebbe il Circo.

Molte persone, quindi, finiscono per essere “visitate” da codeste Entità, per quale motivo? Forse, chiamando in causa Carl Gustav Jung, è possibile che questi Clown o Giullari, i quali si paleserebbero durante l’esperienza DMT, potrebbero essere manifestazioni dell’Inconscio Collettivo.

Una analisi cosiddetta “Junghiana” riguardo la DMT potrebbe, forse, dare una interpretazione sulle motivazioni che porterebbero queste Entità ad esistere, ma non risponderebbe, quasi certamente, al perché la DMT, in quanto sostanza specifica, tenda e propenda con il “portare a galla” queste Entità.

Anche altre forme di archetipo possono fare la loro comparsa, e lo fanno, durante l’esperienza della DMT in Fase R.E.M., ma nel momento in cui i Giullari si manifestano, deve esserci un perché di tutto questo.

Se parliamo di Simbolismi, in questo caso, un Archetipo è Universale, e su di esso si basano ulteriori determinati simboli. La parola “Archetipo”, dal latino “Archetypum”, derivante a sua volta dal greco antico “ὰρχέτυπος”, dove ne trova radici. Costituito da Arché, ovvero “Principio Originario”, e Typos, ovvero “Modello”. Dunque, nel suo significato reale, un Archetipo è un “Modello Originario”, in pratica, la matrice o la forma di un concetto, di un testo o di una icona. Nella psicologia, gli Archetipi sono “Modelli” che risiedono nella Psiche Umana, mentre, nella filosofia, sono le forme di oggetti specifici. Platone, affermava che esiste una Forma Pura e Perfetta, un Archetipo, che è comunque a molti oggetti della realtà.

Quindi, secondo Jung gli Archetipi avrebbero luogo dall’Inconscio Collettivo, a differenza dell’Inconscio Personale, che sarebbe il background esperienziale di ogni individuo del quale non è a conoscenza. Mentre nel caso dell’Inconscio Collettivo, è semplicemente qualcosa che si eredita, nel momento della nascita, e saremmo quindi già intrisi di codeste Immagini Universali, e di cui non siamo affatto consapevoli.

Gli Archetipi sarebbero la rappresentazione di motivazioni fondamentali concernenti le nostre esperienze (di vita), nel mentre che si evolve nel corso del tempo. Ciò scatenerebbe in noi un forte impatto a livello emotivo, con il ripetitivo conseguirsi nei Miti di tutto il Mondo.

Gli Archetipi includono il Sé, che secondo Jung è l’unione della Vita Conscia ed Inconscia di ognuno di noi, plasmato attraverso quel processo noto come “Individuazione”, dove ogni singolo aspetto della personalità è integrato con un tutto unificato.

Secondo lo psicanalista James Hollis, la figura dell’Imbroglione è la “personificazione dell’Autonomia della Natura”. Sarebbero archetipici poiché fanno la loro comparsa in più differenti culture, esprimendosi comunque con lo stile di una cultura particolare. Nel caso della Tradizione dei Nativi Americani, è il Coyote ad apparire come Imbroglione, nella Mitologia Norrena è invece Loki – Divinità Mutaforma e propenso al Male. Nel folklore inglese, Puck, è un Imbroglione che assume le sembianze di una Fata, ed infine il Giullare comunemente identificato con un Imbroglione. Ma nonostante questo, di natura tra loro diversa.

Jung affermava, che l’Imbroglione è “una Struttura Psichica ed Archetipica di antichità estrema”. Nel suo saggio “Sulla psicologia della figura dell’Imbroglione”, Carl Gustav Jung fa notare che tale figura si troverebbe in qualsiasi Mito del Mondo, nonostante nelle caratteristiche e nel modo di essere presentato, essa differisca. Ad esempio, nella Tradizione Africana, la figura dell’Imbroglione assume le sembianze di un Coniglio, mentre la Volpe nel Folklore dei Dogon, Scozzese, Bulgaro, Russo, Francese e Finlandese.

Nel saggio di Jung, viene detto anche, che “una curiosa combinazione di motivi tipici dell’Imbroglione si trova nella figura alchemica di Mercurio; per esempio, per la sua predilezione per gli scherzi furbi e maliziosi, i suoi Poteri di Mutaforma, la sua Doppia Natura: metà Animale e metà Divina”.

Byrd Gibbens, docente di inglese all’Università dell’Arkansas, Little Rock, scrive riguardo il significato dell’Imbroglione nei Miti Indigeni: “Molte tradizioni indigene ritenevano i Clown e gli Imbroglioni essenziali per qualsiasi contatto con il Sacro. La gente non poteva pregare finché non aveva riso, perché il riso apre e libera da rigidi preconcetti. Gli Esseri Umani dovevano avere Imbroglioni nelle Sacre Cerimonie, per non dimenticare che il Sacro arriva attraverso il turbamento, il capovolgimento, la sorpresa. La figura dell’Imbroglione nella maggior parte delle Tradizioni Native è essenziale per la Creazione, per la Nascita.”

Per il Popolo Inuit dell’Alaska: Raven è il Creatore del Mondo, della Luce, dell’Uomo e degli Animali, ma è anche un Dio Imbroglione, un Eroe e un Mutaforma, prendendo la forma sia di un Uccello che di un Uomo.

Una Entità DMT può essere un tipico Imbroglione: Pagliaccio, Folletto, Fata, Burlone, Giullare, Arlecchino eccetera. Ma può assumere ulteriori molteplici forme: Alieno, Bambino, Animale, Angelo, Dio o Dea, Entità Mitiche o combinazioni di forme che si manifestano in modo strano, idiosincratico ed incomprensibile, com’è la Natura della DMT.

Lo studioso, saggista e accademico Lewis Hyde, descrive l’Archetipo dell’Imbroglione come un “Attraversatore di Confini”. Amano infrangere le Regole sia Sociali che Fisiche. Gli Imbroglioni “violano i Principi dell’Ordine Sociale e Naturale, interrompendo giocosamente la vita normale e poi ristabilendola su una nuova base”. Ed è ciò che adorano fare i Giullari e le Entità “Imbroglioni” nel Regno della DMT. Infrangono le Regole, in maniera totalmente confusionaria. Smantelleranno, costruiranno, si manifesteranno, si muoveranno ed eseguiranno trucchi che sembrano piegare tutte le nozioni di Casualità, Normalità e Senso. Queste Entità, getteranno in modo casuale qualsiasi punto di riferimento e preconcetto fuori dalla finestra. Rompere le Leggi della Fisica e giocare con la Realtà è ciò che sanno fare meglio. In alcune parti del Mondo, l’Imbroglione, assume Capacità Sovrumane, impiegando Abilità Magiche e Mutaforma, oltre ad apparire come Figure Divine. Allo stesso modo, le Entità “Imbroglioni” della DMT spesso cambiano forma ed eseguono seducenti trucchi magici, in modo sconcertante. Anche loro possono assumere le sembianze di Divinità, pur conservando la loro natura essenziale di Imbroglioni.

Jung nelle sue riflessioni sull’Imbroglione, ha richiamato l’attenzione sulla sua Natura Ubiqua di questo Archetipo, nonché sulle sue origini antichissime: “Nei racconti picareschi, nei carnevali e nelle feste, nei riti magici di guarigione, nelle paure e nelle esaltazioni religiose dell’uomo, questo fantasma dell’Imbroglione perseguita la mitologia di tutte le epoche, a volte in forma del tutto inconfondibile, a volte in sembianze stranamente modulate.

È ovviamente uno “psicologema”, una struttura psichica archetipica di estrema antichità. Nelle sue manifestazioni più nitide è il riflesso fedele di una coscienza umana assolutamente indifferenziata, corrispondente ad una psiche che ha appena lasciato il livello animale”. Aggiunge però, che l’Imbroglione: “è un precursore del salvatore e, come lui, Dio, uomo e animale allo stesso tempo. È sia sub-umano che sovrumano, un essere bestiale e divino, la cui caratteristica principale e più allarmante è la sua incoscienza.” Anche in questo caso, si nota come l’Imbroglione sia l’incarnazione della paradossalità. L’Imbroglione ha, allo stesso tempo, Capacità Sovrumane ma un livello di Coscienza Animale

I VIAGGI DI JOE ROGAN

A supporto di quanto sopra esposto, riportiamo il racconto di Joe Rogan (commentatore televisivo e attore di stand up comedy) che condivise la sua esperienza con la DMT e il suo incontro con i “giullari nell’iperspazio”. * Premettiamo che il consumo di tali sostanze, oltre ad essere illegale è anche estremamente pericoloso e i danni che si possono riportare al cervello nel consumo a lungo termine, sono estremamente gravi e irreversibili. Tenete presente che la stessa sostanza viene secreta dal nostro cervello in maniera del tutto naturale durante il sonno, quando siamo in fase REM; quindi, certe esperienze possono verificarsi anche senza arrivare ad eccessi da consumo di sostanze psicotrope allo scopo di indurle artificialmente a comando.

“Quando assumi la DTM è come se la realtà si dissolvesse. L’ultima esperienza che ho avuto è stata molto strana, c’erano questi giullari, questi clown, che mi mostravano il dito medio, continuavano a mostrarmi il dito. Avviene questa strana cosa frattale ed accade costantemente ma ogni volta che lo faccio, queste lezioni racchiuse in tali visioni con entità comunicanti, qualunque cosa esse siano, non riesco a comprendere se si tratta di invenzioni dell’immaginazione o se sono reali. Ci sono sempre lezioni contenute nelle visioni, sembrano dei Clown, hanno delle maschere da Clown e li vedi sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi, ma quando i tuoi occhi sono chiusi li vedi molto più nitidi, le immagini sono molto più potenti di qualsiasi cosa tu possa mai vedere ad occhi aperti, ti mostrano il dito girandoti intorno, si stanno divertendo con te, ti stanno facendo sapere come fermati, penso sia il loro modo di dirti di non prenderti sul serio: “guarda dove siamo, non ti prendere sul serio amico, siamo in un’altra dimensione e ti stiamo prendendo in giro” ma se lo stai creando proprio tu, con il tuo cervello o sia reale, non saprei.

Penserei quindi che ci sia davvero qualcosa là fuori, cosa sia però non lo so…forse non sta succedendo davvero, ok, forse l’esperienza è esattamente quella quando vai realmente in un’altra dimensione, stai davvero sperimentando l’amore nella sua forma più pura e il perdono e il 100% di saggezza come se proprio tutti i difetti del tuo pensiero e tutti gli aspetti ridicoli del mondo intorno a te ti fossero rivelati in una danza meravigliosa eseguita da clown che ti mandano a quel paese in un complesso schema geometrico infinito, anche se non è reale è sempre la stessa esperienza sicuramente, come se andassi davvero in quella dimensione e la sperimentassi davvero in un essere incredibilmente illuminato, ti infondono davvero saggezza e ti aggrappi davvero a qualche granello di quella sabbia che ti scivola tra le dita, ne tieni un po’, mentre sei lì ne hai manciate ma la tieni e basta per un po’.

È sempre la stessa esperienza, è vero, ed è molto facile liquidarla dicendo che è tutto nella tua immaginazione ma per qualcuno che l’ha vissuta è molto difficile da accettare ed è molto difficile per te affermare che lo sai per certo che si tratta solo di immaginazione se non l’hai sperimentato. Io apprezzo molto, dal punto di vista dell’intelligenza, la prospettiva di qualcuno che non l’ha sperimentato, ma in realtà è che fino a quando non sai di cosa stai parlando, fino a quando non sei effettivamente entrato in quella cosa e sai quanto sei titanicamente “alieno”, stai solo dando aria alla bocca. Non è possibile che tu lo sappia che non ci sei più, che vai in un posto diverso, sperimenti una realtà diversa più reale di quella che normalmente interpretiamo come realtà. Questa è la parte più positiva, molto più nitida e vibrante, più luminosa e poi la realtà stessa sembra smorzata, in qualche strano modo quei gesti volgari erano tipo “perché ce l’hanno con me?”. Stavo cercando di capire cosa rappresentasse, quasi un’inoculazione all’ostilità, come se ti lasciassero piacere la cosa per accettarlo, come se sapessi cosa stai facendo, anche concentrandoti sul fatto è inutile perché c’è molto di più, questo è quello che ti dicono quando assumi DTM, questo è quello che fanno quelle “cose” quando ti mostrano il dito medio come a dirti, “idiota, ti prendi sul serio”.

In uno dei miei viaggi, di quelli più profondi, in quella dimensione c’erano questi esseri, quasi come bambini , bambini che erano infinitamente più intelligenti di me ma si comportavano come bambini e comunicavano come bambini e dicevano ti amo 600 milioni e 500.000 volte esattamente come un bambino direbbe ti amo all’infinito, ti amo 50 milioni e 705 mila e poi continuavano a dire “guarda questo” e ogni volta che lo dicevano ti mostravano qualcosa di così incredibilmente bello che le lacrime scorrevano sul mio viso perché ero cosciente, pur avendo gli occhi chiusi e stavo vedendo e piangevo perché era così bello e poi dicevano di nuovo “ti amo” seicento milioni e cinquecentomila volte, guarda questo e poi ti mostravano qualcosa di ancora più folle, un milione di volte più folle…

Non aveva alcun senso, non puoi descriverlo, la natura frattale dell’universo incarnata in immagini che avevano anche significato e amore collegati ad esso, quindi quando lo vedi non stai solo vedendo qualcosa di bello ma lo senti ed è come se stesse attraversando la tua anima, come se ti stesse purificando mentre lo vedevi, come se tutto ciò che vedevo, ad ogni cosa nuova, mi faceva amare di più le persone, mi faceva amare di più la vita rendendomi forse più riconoscente, mi faceva venire voglia di abbracciare di più e mentre pensavo fosse finita, loro andavano a vedere altro e venivi colpito da una nuova ondata… è stato semplicemente travolgente, piangevo come se non riuscissi a trattenerlo, è stato così incredibilmente intenso amico, ho avuto viaggi che mi sono rimasti impressi per cinque o sei anni in cui ogni giorno ci pensavo.

Per cinque o sei anni, Triptamina, allucinogeni, queste sono droghe psichedeliche molto potenti ad azione breve e il motivo per cui ero così interessato a queste droghe è perché negli incontri con esse, nella forma chimica pura, l’intossicazione era invariabilmente caratterizzata da incontri con elfi gnomi, fate e migliaia di queste cose e questo è qualcosa che sei in grado di provare. Convincere la comunità degli UFO di ciò che noi drogati abbiamo e loro non hanno, è la ripetibilità. Gli scienziati ti hanno sempre detto che ciò che non hai con gli UFO è la ripetibilità, non vogliono nemmeno parlarci, ma è vero che quando fumi DTM, ad esempio a una dose sufficientemente alta e preparata ottieni elfi, tutti lo possono fare*… potresti non crederci ma d’altra parte bastano solo cinque minuti per dimostrare che non ti sto prendendo in giro al cento per cento, vuoi un contatto? Vuoi gli elfi? Vuoi l’intelligenza aliena? Ce l’hai nel kazoo, sei istantaneamente immerso in un ambiente di elfi, di intelligenza macchina auto trasformante elfi, così chiamo queste cose.

Ragazzi, non è chiaro se sono fatti di materia, sono fatti di luce, il loro status e la filogenesi della biologia sono straordinariamente oscure e si fanno avanti come cani mal addestrati che applaudono e dicono “eccoti qui”. Forse tutti ricordate, qualcuno di voi ricorderà quella vecchia canzone dei Pink Floyd, gli gnomi hanno imparato un nuovo modo per dire che è così, 20 secondi prima eri in un appartamento da qualche parte, con i tuoi amici schifosi che si drogano, ora non c’è più… eccoti, ora sei in questo posto a confrontarti con queste entità e una delle cose che fanno, che è abbastanza sconcertante, è che saltano su di te, dribblano fino a te e poi vibreranno sul posto, salteranno nel tuo petto e salteranno fuori, ma la cosa principale è che fanno qualcosa di molto, molto interessante, il motivo per cui io la chiamo lingua gli elfi è perché possiedono un ontos del linguaggio che ci è completamente estraneo, usano un linguaggio che puoi vedere, possono condensare il significato davanti ai tuoi occhi, per loro la sintassi non sono regole acustiche, sono regole pittoriche e lo fanno arrampicandosi in avanti dandosi gomitate a vicenda saltando su e giù molto eccitati, dicendo “guarda questo, guarda questo!” e fanno esistere oggetti, cantano oggetti e te li mostrano mentre la tua attenzione va su queste cose l’emozione è indescrivibile, questi oggetti sono fatti di oro, avorio, smaragdine, calcedonio, o berillio, itterbio, carne, oro, sangue, calore, lacrime e tutto cambia trasformandosi mentre lo guardi e mentre guardi hai, senza un briciolo di dubbio, la convinzione che se potessi far passare questa cosa, essa metterebbe fine alla discussione sulla storia umana, cesserebbe. Diresti semplicemente “guarda, guarda questo”.

Si allontanano a vicenda mostrandoti cose: “guarda questo, guarda questo”, gli oggetti stessi emettono suono e creano altri oggetti, è impossibile renderlo a parole, l’analogia più vicina sarebbe con le uova di Pasqua o qualcosa del genere, ma queste cose sono come i giocattoli sparsi per la cameretta all’interno di un UFO o qualcosa come giocattoli celestiali e sono i giocattoli stessi che sembrano essere in qualche modo vivi, i giocattoli stessi possono far esistere altri oggetti, quindi ciò che sta accadendo è una proliferazione di doni elfici e i doni elfici si muovono cantando e l’intera azione è rivolta verso il loro dire “fai quello che stiamo facendo” e ti dicono di non cedere allo stupore, non dare di matto sul come non puoi crederci, che è impossibile e così via e quindi non farlo, presta solo attenzione a ciò che stiamo facendo e ciò che ti stiamo mostrando. Quello che loro predicano è una nuova dispensazione del linguaggio, un linguaggio che può essere visto. “

“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.” (Carl G.Jung)

La parafisica e la questione paranormale Spie psichiche, viaggi fuori dal corpo, medianità ed entità del piano astrale

I Remote Viewer del governo americano erano spie psichiche addestrate ed impiegate con la funzione di raccogliere informazioni utili all’Intelligence, ma alcuni di loro parlarono anche della presenza di basi extraterrestri sotterranee presenti sul nostro pianeta. Il fenomeno psichico noto come visione remota consiste nella capacità di un essere umano di percepire informazioni e immagini di obiettivi geograficamente lontani senza muoversi dal luogo in cui egli si trova, trascendendo persino il tempo. Alcune di queste spie psichiche, infatti, sostennero di essere in grado di vedere che aspetto avesse avuto un determinato luogo andando con la mente nel passato visualizzandolo, un prototipo di spia perfetta insomma.

Vennero avviati differenti programmi negli Stati Uniti e nell’ex URSS, al fine di studiare soggetti sopposti a test e utilizzare le loro facoltà con il proposito di raccogliere informazioni sul nemico. Tra di loro ve ne fu una in particolare che si distinse proprio per aver individuato “basi aliene sotterranee” grazie ai suoi poteri PSI.

Sebbene fossero già stati effettuati test scientifici sulle capacità psichiche in condizioni controllate, in particolare l’indagine sulla telepatia e l’ESP condotta negli Stati Uniti a cavallo tra gli anni 30 e 40 presso la Dukes University da JB Rhine e dai suoi collaboratori, non venne mai seriamente perseguita dai militari fino allo scoppio della Guerra Fredda e l’inizio della corsa agli armamenti. Negli anni ‘70, gli Stati Uniti si resero conto che i sovietici erano attivamente impegnati in diversi programmi finanziati dal KGB, sparpagliati in dozzine di istituti che stavano indagando sull’uso delle abilità psichiche, inclusa la visione remota allo scopo di raccogliere informazioni strategiche.

Il più noto è sicuramente stato lo STARGATE PROJECT del quale su questo sito si trovano disponibili tutti i documenti ufficiali desecretati. Avviato nel 1978 a Fort Meade, nel Maryland, sotto la direzione del tenente F. Holmes ‘Skip’ Atwater, e sotto l’autorità della Defense Intelligence Agency (DIA), il progetto Stargate aveva l’obiettivo di stabilire le capacità operative e i limiti della remote viewing, identificare e sviluppare le capacità individuali del soggetto esaminato e testarne e valutarne l’accuratezza su obiettivi univoci.

Durante questo programma, Atwater lavorò a stretto contatto con i fisici Russell Targ e Hal Puthoff, il fondatore e primo direttore dei laboratori dello Stanford Research International (SRI) a Menlo Park, in California.

Lo SRI era impegnato nella ricerca su vari fenomeni psichici e progetti di parapsicologia, tra cui ESP, psicocinesi o il potere di muovere oggetti con la mente e visione remota, tra gli altri, e i suoi ricercatori erano tutt’altro che un gruppo di dilettanti allo sbaraglio, vantavano ricerche pubblicate su riviste importanti come Proceedings of the IEEE e Nature, oltre a godere della sponsorizzazione di entità come la NASA, il Jet Propulsion Laboratory e la Central Intelligence Agency.

Fu attraverso Puthoff che Atwater scoprì di un remote viewer particolarmente dotato di nome Pat Price, che a quanto pare era considerato un “tesoro psichico” nel campo. Price avrebbe non solo individuato con precisione la posizione di un’installazione sovietica negli Urali settentrionali, ma aveva anche ottenuto risultati sorprendenti nei test, effettuati in condizioni scientifiche, delle sue abilità.

Uno di questi test venne effettuato nel 1974, quando gli venne chiesto di visualizzare a distanza un target selezionato casualmente che gli era sconosciuto. In questa occasione, il sito era un complesso di piscine a Rinconada Park, a sole 5 miglia dal Radio Physics Building del SRI International Labs, dove Price era seduto, del tutto ignaro di quale obiettivo fosse stato selezionato per il suo test. A Price fu quindi concessa mezz’ora per formare un’impressione visiva del target e descriverlo, al termine del tempo concesso disse di aver visualizzato l’immagine di una “piscina d’acqua di forma circolare di circa una trentina di metri di diametro” e «una piscina rettangolare di 18 metri per 24”, oltre ad una casa in blocchi di cemento. Price, che lo descrisse come un impianto di depurazione dell’acqua, elaborò uno schema, che includeva altri dettagli come pompe, macchinari e serbatoi d’acqua. Quando il sito venne esaminato, Price dimostrò di essere stato straordinariamente accurato, solo leggermente impreciso nella misurazione delle piscine e azzeccato con la casa di blocchi, ma non c’erano serbatoi d’acqua e nessun impianto di depurazione.

All’epoca questa venne interpretata come un’inesattezza, ma in seguito si scoprì che il sito era stato effettivamente un impianto di depurazione dell’acqua nel 1913 e che i serbatoi si erano trovati esattamente dove aveva detto Price, il che significa che aveva visto parti del sito nel passato, una capacità nota anche come “retro cognizione”. Tutto questo è molto interessante e promettente, ma non è tutto, perché Price continuava a trovare un “sacco di maledette basi aliene sotterranee” Nel 1973, Price dichiarò al suo capo, Puthoff, di aver localizzato diverse basi UFO sotterranee sotto le catene montuose di tutto il mondo attraverso la visione a distanza. Uno di questi era il monte Perdido, sui Pirenei tra Francia e Spagna. A 3.352 metri di altezza, è la terza montagna più alta dei Pirenei e, secondo Price, ospitava una base aliena dotata di un perimetro di 2 miglia attrezzato con una serie di rilevatori e sensori avanzati, oltre a ospitare nel proprio hangar diversi UFO con un sistema di propulsione a campo elettromagnetico. Un’altra base era sotto al Monte Nyangani, nello Zimbabwe, in Africa. Secondo Price, questa base era un centro tecnologico e di manutenzione degli extraterrestri e la descrisse come un’unità di revisione e manutenzione. “Vedo un sacco di attrezzatura di scorta. Le parti vengono saldate in una “vacuum area” con un’area finestra, quindi le parti vengono fuse. Una polvere bianca grigiastra viene in collata su entrambe le parti e poi fusa. C’è un’unità su cui molti stavano lavorando. È un sistema a griglia tubolare per ionizzare uno strato d’aria”.

Un’altra base ancora, nella sua visione si trovava sotto il Monte Hayes, nel remoto nord-est di Anchorage, in Alaska e la descrisse come un centro meteorologico e geologico alieno. Price spiegò che questa base era anche responsabile del “malfunzionamento dei progetti spaziali statunitensi e sovietici” e che qualsiasi tentativo di avvicinarsi ad essa sarebbe stato contrastato con mezzi elettronici. Un quarto sito era sotto il Monte Ziel, nell’Australia settentrionale, in cui, secondo Price, si trovava la maggior parte del personale e aveva lo scopo di “rafforzare gli impianti B.T.L., il trasporto di nuove reclute e la funzione di monitoraggio generale» e come «punto di introduzione dell’Homo sapiens”. Price raccontò anche di essere stato costretto a interrompere la sua visione remota in quella base perché era stato scoperto.

Secondo Price, inoltre, c’erano basi simili sulla Luna, su Marte e sotto gli oceani della Terra. A quanto pare tutti gli alieni in queste basi sembravano più o meno umani, anche se i loro “cuore, polmoni, sangue e occhi erano diversi”. Price, in modo piuttosto sinistro, dichiarò anche che questi esseri usavano il “trasferimento del pensiero per il controllo motorio nei nostro confronti” e che stavano cercando di infiltrarsi nella società umana, in una perfetta chiave interpretativa in stile teoria paranoica della cospirazione, osservò che: “Viene da pensare che queste “persone” si siano infiltrate in tutto il governo in posizioni sensibili, non per controllare il governo, i processi o le persone, ma piuttosto per essere in posizioni di potere per fermare politicamente qualsiasi attività che possa produrre un risultato che potrebbe causare delle scoperte”. Pare che Atwater fosse molto interessato a questo remote viewer, ma sfortunatamente Price morì in circostanze misteriose nel 1975. Tuttavia, alcuni dei suoi remote viewer cercarono di localizzare quelle basi aliene e uno di loro presumibilmente trovò quella in Australia, descrivendone i passaggi sotterranei, i tunnel e oggetti a forma di palla, commentando “non ho mai visto niente di simile”.

Le altre basi sono rimaste introvabili, ma è interessante notare che queste zone sono tutte conosciute per i loro fenomeni UFO e altre anomalie di disturbo che si verificano alle apparecchiature di navigazione degli aerei. Lo SRI si fuse poi con il progetto Stargate nel 1991, dopo di che l’intero programma venne chiuso e desecretato nel 1995, dopo che un rapporto della CIA concluse che non era mai stato utile in nessuna operazione di intelligence; tuttavia, ci sono un sacco di storie come quella di Price. Non c’è modo di sapere quanto fosse potente come remote viewer Pat Price, in quanto non è mai stato ingaggiato ufficialmente né tantomeno riconosciuto. Tutto ciò che sappiamo da varie fonti è che era veniva considerato una spia psichica estremamente dotata.

In caso qualcuno dubitasse dell’esistenza di Pat Price e maliziosamente suggerisse che, essendo morto prematuramente, non può più confermare nulla, invitiamo a fare richiesta di materiale di studio sui test di Price al Centro di Ricerca Woodson, presso la Biblioteca della Rice University al seguente link:

http://archives.library.rice.edu/repositories/2/archival_objects/317313

In archivio è conservato tutto il materiale raccolto da Edwin C. May, fisico nucleare di formazione, che lavorò come ricercatore al Cognitive Science Program, meglio noto come Stargate, presso lo Stanford Research Institute e la Science Applications International Corporation dal 1975 al 1985, e come direttore del progetto da Dal 1985 al 1995. I suoi documenti includono promemoria, corrispondenza, video dei primi esperimenti e rapporti formali alle agenzie governative statunitensi che documentano la ricerca di laboratorio e le applicazioni militari responsabili dello sviluppo della pratica della visione remota che l’International Remote Viewing Association promuove oggi.

Riguardo a presunte presenze “extraterrestri” nello spazio, sulla Luna, su Marte e sulla Terra hanno parlato anche altri famosi remote viewer ingaggiati dalla CIA, tra cui i più famosi furono Ingo Swann e Joe McMoneagle.

Valutando quanto esposto in precedenza dall’osservazione di un certo modus operandi di questi esseri dei piani astrali volto ad ingannare il cervello umano, sorge il dubbio che nello stesso modo la mente dei remote viewer abbia subito una qualche forma di “intrusione d’interferenza” nella quale la visione a distanza fosse pilotata ed influenzata da forze intelligenti esterne.

Di seguito sono riportati alcuni estratti interessanti tratti dal libro di Jim Schnabel Remote Viewers: The Secret History of America’s Psychic Spies che narra la vicenda dei tentativi del Pentagono di sviluppare lo strumento perfetto per lo spionaggio: le spie psichiche. Dopo tre anni di ricerche, con accesso a numerose fonti della comunità dell’intelligence, inclusi gli stessi remote viewers, l’autore Jim Schnabel rivela per la prima volta i dettagli segreti del capitolo più inquietante della storia dello spionaggio.

Green, il dottor Christopher e i Goblin di Langley “Qual è la frequenza, Kennett?”

I nomi di Richard Kennett, Peter Crane, Mike Russo e Don Kurtis che appaiono di seguito sono pseudonimi utilizzati dall’autore.

Agendo sull’istinto e su un’ipotesi plausibile, abbiamo svolto alcune ricerche aggiuntive (cfr: “Programma di visione remota avviato dalla CIA presso lo Stanford Research Institute” del Dr. Hal Puthoff, SSE’s Journal, Vol. 10, No. 1, p. 72) e siamo stati in grado di confermare con nostra soddisfazione che il soggetto principale di questi estratti – il misterioso e sfuggente “Richard Kennett” – non è altro che il nostro amico il dottor Christopher “Kit” Green, MD, dottorato di ricerca; Capo, Dipartimento di Scienze Biomediche, General Motors, ex capo degli archivi sugli UFO della CIA al “Weird Desk”.

Per proteggerci da una concepibile dissonanza interpretativa, i nostri Martian Brethren ci hanno consigliato di colorare di verde il nome “Kennett” per assicurarci che i nostri lettori non dimentichino che il Dr. Green è quello a cui ci si riferisce con lo pseudonimo di “Richard Kennett”.
Anche noi abbiamo pensato che fosse un’idea piuttosto interessante. E in caso di dubbio, anche se potrebbe non essere d’accordo con gran parte di ciò che accade nelle sale dell’edificio in cui il dottor Green era solito presentarsi al lavoro, manteniamo comunque un alto grado di rispetto per lui e salutiamo il suo coraggio qui nel liberarsi dai vincoli meschini e antiquati dello Science Club© per presentare queste prospettive interstiziali intriganti e molto perspicaci.

Abbinate tutto ciò al fatto che rimane, a nostro parere attentamente ponderato, poca differenza tra le imprese occulte dell’odierna comunità militare/intelligence per il miope scopo di ottenere la superiorità militare e le precedenti opere dello studioso inglese Dr. John Dee – un matematico, cartografo, astronomo, astrologo e agente di spionaggio della regina Elisabetta I, ca. 1582-1589, che condusse una serie di comunicazioni rituali con una serie di entità disincarnate che alla fine divennero note come gli angeli Enochiani – che intendevano promuovere le politiche espansionistiche della sua regina sovrana, sperando di controllare i potentati ostili d’Europa comandando gli spiriti tutelari delle sue varie nazioni.

Allora come oggi, appare del tutto evidente che è in atto un’immensa guerra seppur tatticamente camuffata dove le forze della luce lottano, “non contro carne e sangue, ma contro i governanti, contro i poteri, contro le forze mondiali di questa oscurità, contro le forze spirituali della malvagità nei luoghi celesti”.


Nel 1982 o 1983, a Richard Kennett della CIA fu chiesto di consultarsi con l’esercito sul suo coinvolgimento con il Monroe Institute.

Kennett aveva rifiutato qualsiasi coinvolgimento, citando preoccupazioni per le implicazioni di “uso umano”. Credeva che promuovendo stati alterati si rendesse il cervello più instabile, più incline a allucinazioni spontanee e illusioni. Non si poteva vedere alcun motivo per cui l’esercito dovesse essere coinvolto con Monroe, e poteva vedere molte ragioni per cui non avrebbe dovuto.

Uno dei motivi di Kennett, sebbene non dichiarato nei suoi commenti all’esercito, era che una volta aveva sperimentato una OBE, usando alcuni suggerimenti che aveva raccolto da uno dei libri di Bob Monroe. Si era sentito separarsi dalla sua forma addormentata prona, come un granchio che muta dal suo vecchio guscio. Poi era libero. Attraversò la stanza, ma c’erano altri esseri lì con lui. C’erano dei mostri. Una specie di goblin si avvicinò zoppicando, gli mise il naso dritto in faccia, lo fissò. Gesù! Kennett tornò a letto e cercò di rientrare nel suo corpo. Non era sicuro di riuscire a farlo…Il goblin… Kennett ci riuscì, ma raccomanderebbe a chiunque lo chiedesse, di evitare le esperienze fuori dal corpo come la peste. Sospettava che gli effetti sulle emozioni e sul sistema nervoso in generale, potessero provocare infarti, traumi psicologici e persino crolli psicotici in persone già instabili.

[Confronta questa analisi con le osservazioni di Kenneth Grant nel capitolo intitolato “Dream Control by Sex Magick” tratto dal suo libro del 1973 Aleister Crowley and the Hidden God: “È stato osservato da vari critici di Crowley che le donne che si sono qualificate per il ruolo di veggente “sciamanico” attraverso manipolazioni fisiche ed eteriche orgastiche/tantriche altamente specifiche, terminavano quasi sempre il loro mandato a Colney Hatch (era una clinica psichiatrica inglese) o in qualche istituzione simile. Questo può essere vero, ma non è una critica valida ai metodi di Crowley perché ciò che non viene considerato è che è necessario un tipo speciale di temperamento per stabilire un contatto con lo stato di sogno mentre si è ancora svegli. Le donne occidentali che possiedono i tratti richiesti sono rare, e poiché non hanno il vantaggio ereditario dell’iniziazione alle tecniche occulte – come alcune donne africane e orientali – l’impatto improvviso dell’energia magica sulle loro personalità tende a disturbare la loro sanità mentale. Tali donne quindi facilmente astralizzano; è stata la loro mancanza di un’adeguata preparazione che ha portato alla follia definitiva.” ]

Un giorno, il 29 maggio per la precisione, Puthoff rimase talmente impressionato dagli esperimenti coordinati da chiamare il quartier generale della CIA, l’ufficio di Richard Kennett.

Kennett era poco più che trentenne, con una moglie e due figli piccoli, e una casa nei sobborghi della Virginia. Assomigliava un po’ al tennista Jimmy Connors, anche se lui e Connors non avevano molto altro in comune. Entro un decennio, Kennett sarebbe diventato assistente del National Intelligence Officer [il NIO era la community top analyst dell’intelligence in un determinato argomento, presiedeva i gruppi interagenzia e scriveva rapporti annuali sull’argomento] per questioni di guerra chimica e biologica.

Nella primavera del 1973, Kennett aveva ancora solo pochi anni di carriera nella CIA e prestava servizio come analista nell’Office of Scientific Intelligence dell’Agenzia. Aveva un dottorato di ricerca in neurofisiologia, stava per completare il suo MD e passò gran parte del suo tempo a preparare valutazioni top-secret della salute di vari capi di stato stranieri.

Kennett era un uomo dagli interessi eclettici. La più grande organizzazione di spionaggio del mondo libero spesso attirava il suo tipo. La scienza ordinaria, come la vita ordinaria, troppo spesso lo lasciava annoiato; sembrava più al suo agio di fronte agli estremi selvaggi del comportamento umano. La religione e il misticismo in particolare lo affascinavano.

Appropriatamente, quindi, ha trascorso parte del suo tempo alla CIA monitorando i margini della medicina e della psicologia, osservando le tendenze, partecipando a conferenze, visitando laboratori, cercando cose che, sebbene non convenzionali, potrebbero essere utili a una parte o all’altra nel grande gioco della guerra fredda.

Una delle aree che tenevano d’occhio era la parapsicologia, in particolare le vicende dello SRI. Un giorno in laboratorio, diversi membri del gruppo Livermore [LLNL] stavano monitorando [Uri] Geller durante una sessione di piegatura del metallo. Lo registrarono in audiocassetta, lo filmarono in videocassetta e lo fotografarono con una varietà di macchine fotografiche, inclusa una termica, sensibile agli infrarossi.

Dopo l’esperimento hanno sviluppato tutto il film e hanno visto qualcosa di molto strano. La telecamera a infrarossi aveva catturato quelle che sembravano essere dovute a macchie diffuse di radiazioni sulla parte superiore di una delle pareti del laboratorio. Era come se qualcuno avesse brevemente illuminato due grandi fonti di calore, dall’interno del laboratorio o dall’esterno puntando verso l’interno. Le chiazze crebbero di intensità per alcuni fotogrammi, poi nei fotogrammi successivi diminuirono fino a scomparire.

Il Livermore Group era comprensibilmente perplesso su questo, ma era solo l’inizio della stranezza che presto li avrebbe consumati. Quando hanno controllato la registrazione audio che avevano realizzato durante l’esperimento, hanno trovato in mezzo a tutto il resto una voce distintiva, dal suono metallico, non udita durante l’esperimento vero e proprio ma ora chiaramente udibile, anche se per lo più incomprensibile. Tutto quello che riuscivano a distinguere erano poche parole apparentemente casuali messe insieme.

Se si fosse potuto credere a Geller, cose del genere sarebbero già successe. Secondo una storia, in diverse occasioni in cui il suo amico Andrija Puharich lo aveva messo sotto ipnosi, le audiocassette delle sessioni avevano registrato simili strane voci. Un’altra volta, durante un incontro con alcuni ufficiali del Mossad, il registratore di qualcuno aveva improvvisamente iniziato a funzionare da solo, sotto gli occhi di tutti. In ogni caso, Peter Crane e alcuni degli altri membri del gruppo Livermore si trovarono rapidamente coinvolti in più stranezze di quante ne potessero gestire. Nei giorni e nelle settimane che seguirono, iniziarono a sentirsi posseduti collettivamente da una sorta di spirito tormentoso, stuzzicante, che induceva allucinazioni.

Che fossero stati tutti insieme in un laboratorio, a preparare qualche esperimento, oppure uno dei ragazzi, sua moglie e i suoi figli fossero stati a casa, semplicemente seduti, quando all’improvviso lì nel mezzo della stanza sarebbe apparsa uno strana, sospesa, quasi comicamente stereotipata, immagine di un disco volante.

Aveva sempre un diametro di circa otto pollici, in una monocromia grigia e sfocata, come se fosse una specie di ologramma. La connessione tematica con Geller era ovvia, quando ci si ricordava che Geller sosteneva di essere controllato da un gigantesco disco volante computerizzato chiamato Spectra.

[questo, in qualche modo simile, è un evento testimoniato da Terrence McKenna: Su consiglio di un contatto locale, un giorno si sedette per osservare una porzione di cielo dove, secondo quanto riferito, sarebbe potuto apparire un UFO. Dopo un po’, notò una strana, sottile nuvola orizzontale che si stava formando vicino all’orizzonte. La nuvola crebbe in lunghezza, poi si divise in due. Le parti si separarono a una certa distanza, poi tornarono di nuovo insieme.

Poi la nuvola sembrò muoversi lentamente verso di lui. McKenna voleva correre alla capanna vicina e svegliare i suoi amici addormentati per venire a vedere, ma aveva paura di distogliere lo sguardo dalla nuvola in movimento; quindi, rimase seduto a fissarla mentre si avvicinava. In poco tempo, dice, era direttamente sopra di noi, ora chiaramente un disco volante e così vicino che poteva vedere i rivetti nel metallo. C’era solo una cosa che non andava. “Ho riconosciuto questa cosa”, dice. “Sembrava il tappo terminale di un’aspirapolvere Hoover, esattamente lo stesso finto piattino delle foto di George Adamski. Questa cosa mi è volata sopra la testa ed era fasulla come una banconota da tre dollari. Sapevo che era un falso. “]

D’altra parte, il disco volante non era l’unica forma assunta dalle visioni di Livermore. A volte c’erano animali – animali fantastici della tradizione estatica degli sciamani – come i grandi uccelli simili a corvi che si vedevano aggirarsi nei cortili di diversi membri del gruppo. Uno di loro è apparso brevemente a un fisico di nome Mike Russo e alla moglie terrorizzata. I due erano sdraiati una mattina quando all’improvviso c’era questo uccello gigante che li fissava dai piedi del loro letto. Dopo alcune settimane, Russo e alcuni degli altri iniziarono seriamente a chiedersi se stessero perdendo la sanità mentale. Peter Crane decise di chiedere aiuto. Prese il telefono e chiamò Richard Kennett.

Kennett aveva già visitato Livermore, in qualità di analista della CIA, per chiedere a Crane e agli altri i loro risultati con Geller. Era rimasto a bocca chiusa sulla ricerca PSI della CIA, ma era previsto. Per quanto riguardava Crane, Kennett era la loro migliore speranza per una soluzione privata e tranquilla del problema. Aveva esperienza parapsicologica, formazione biomedica e accesso alla sicurezza di alto livello, una serie di qualifiche estremamente rare.
Un sabato mattina non molto tempo dopo, alla fine di un viaggio altrimenti non correlato nella San Francisco Bay Area, Kennett incontrò Crane in un bar nella città di Livermore. Crane gli spiegò la situazione e presto Kennett ebbe lunghi incontri con Russo e gli altri.

Sudarono, tremarono e persino piansero apertamente mentre raccontavano alcune delle cose che erano accadute loro. Era come se il loro mondo gli fosse crollato addosso. Niente aveva più senso. Kennett sapeva che se avesse portato qualcuna di queste storie a uno psichiatra regolare, la diagnosi sarebbe stata una sorta di esperienza dissociativa, allucinatoria o altrimenti delirante. Anche quando due o tre persone affermavano di aver condiviso una visione, quasi certamente sarebbe stata liquidata come folie a deux o folie a trois. Tali termini erano usati per riferirsi a rare allucinazioni di gruppo, quando un individuo allucinante o delirante aveva una personalità così dominante che altri arrivavano a credere di aver visto o sperimentato la stessa cosa.

Kennett non escludeva simili spiegazioni, ma sembrava abbastanza convinto che stesse succedendo qualcos’altro di meno confortante e convenzionale. Per prima cosa, Crane, Russo e gli altri non avevano precedenti di coinvolgimento nell’occulto e, per quanto poteva dire Kennett, le loro situazioni emotive immediatamente prima di queste esperienze visionarie non erano state particolarmente stressanti o altrimenti allucinogene. Inoltre, avevano tutti autorizzazioni di sicurezza top-secret, che richiedevano tra l’altro fossero sottoposti a screening per disturbi psicologici.

Poi c’era la faccenda molto strana della voce metallica sull’audiocassetta. Tra le poche parole comprensibili pronunciate c’erano due o tre insieme che Kennett riconobbe come il nome in codice di un progetto governativo molto riservato.

Il progetto non aveva nulla a che fare con la ricerca psichica, e né esso né il suo nome in codice erano noti a Crane o Russo o agli altri a Livermore. Era come se qualcuno o qualcosa avesse prodotto il nome in codice sul nastro in quanto avesse saputo che Kennett sarebbe presto arrivato sulla scena e avrebbe riservato quel brivido speciale lungo la schiena solo per lui.

Kennett, seguendo il regolamento, riferì l’incidente del nome in codice agli addetti alla sicurezza della CIA, smorzando solo leggermente i dettagli stravaganti. Gli addetti alla sicurezza lo archiviarono e si chiesero se il dottor Kennett non si stesse avvicinando un po’ troppo all’argomento.

La situazione a Livermore alla fine si risolse, dopo che Russo si lamentò di una telefonata dalla strana voce metallica. La voce gli chiese che il gruppo Livermore cessasse le sue attività di ricerca con Geller. Il gruppo lo fece e nel giro di un mese le bizzarre apparizioni svanirono.

Una delle ultime apparizioni di quel genere si verificò su un fisico di Livermore di nome Don Curtis e su sua moglie. Erano seduti nel loro salotto una sera, sobriamente, senza incidenti, senza parlare di Geller o del paranormale, quando all’improvviso apparve questo… braccio… sospeso olograficamente al centro della stanza.

Il braccio era vestito come se appartenesse a un uomo che indossava un semplice abito grigio. Non c’era un moncone insanguinato dove avrebbe dovuto connettersi con una spalla. Svanì semplicemente nello spazio libero. Ma all’estremità del braccio dove avrebbe dovuto esserci una mano, non c’era nessuna mano, solo un uncino. Il braccio uncinato si girò per alcuni secondi davanti a Curtis e sua moglie, e poi scomparve. Curtis raccontò la storia a Kennett e, per qualche motivo, sembrò spingere l’ufficiale della CIA oltre il limite.

Telefonò ad Hal Puthoff e a Russell Targ chiedendo loro di incontrarlo durante il prossimo viaggio a Washington. Non credeva del tutto che avrebbero potuto inventare una cosa del genere, usando i loro laser SRI per creare ologrammi di case infestate. Ma sospettava che con le loro ampie esperienze di Geller e dei suoi fenomeni associati, sarebbero stati in grado di far luce su ciò che stava accadendo.


Nel giro di pochi giorni, Puthoff e Targ arrivarono a Washington per un tour programmato di raccolta fondi negli uffici governativi. Kennett li incontrò poco dopo che erano arrivati al loro hotel e, sebbene fosse quasi mezzanotte, li fece sedere e raccontò loro l’intera storia, compresa la storia del braccio fluttuante. «E così quel dannato braccio…» disse Kennett, concludendo la sua storia. “La cosa stava ruotando, con questo vestito grigio addosso, e aveva un gancio su di esso. Era un braccio artificiale. Cosa ne pensi?” E quando Kennett pronunciò la parola, ci fu un fortissimo bussare alla porta della camera d’albergo, come se qualcuno avesse intenzione di buttarla giù. Kennett aveva una vena maliziosa. Stava forse facendo una specie di scherzo?

Puthoff e Targ non la pensavano così. Il martellamento era così forte, era spaventoso. Dopo un momento, Targ andò alla finestra e si nascose dietro le tende. Puthoff si nascose in bagno. Kennett andò alla porta e l’aprì. In piedi sulla soglia c’era un uomo che a prima vista era notevole solo per la sua banalità. Era anonimo e non minaccioso, da qualche parte nella mezza età. Superò Kennett molto lentamente, con passo rigido, fino al centro della stanza, tra i due letti. Si voltò e disse con una voce stranamente pomposa: “Oh! Immagino… devo… essere… nella… stanza… sbagliata.” E, detto ciò, se ne andò, lentamente, rigidamente, dando a tutti il tempo di vedere che una manica del suo abito grigio, appuntata su un fianco, era vuota…

Siamo quindi sicuri che davvero Intelligence, militari e governo degli Stati Uniti ce la raccontino giusta quando sostengono di non sapere cosa sono né da dove provengono quelle manifestazioni più o meno concrete non riconducibili a nulla di umano che i piloti oggi sono liberi di riferire nei rapporti mentre solo qualche anno fa se ne avessero fatto parola sarebbero stati espulsi per instabilità mentale?

Chi si prende la briga di ripercorrere indietro nel tempo i casi UFO più sottovalutati e analizza il passato non proprio edificante della sperimentazione su cavie umane per scopi militari, difficilmente si beve le storie di fantascienza delle astronavi nascoste in basi segrete e relative autopsie sugli alieni grigi. La faccenda sembra essere assai molto più complessa, inquietante ed oscura di quanto non ce l’abbiano lasciata credere, sviando l’attenzione altrove alimentando sapientemente una narrativa viziata dalla cinematografia e dalla letteratura di genere ormai attecchita saldamente nell’immaginario collettivo mondiale.

Proseguiamo dunque sulla strada del potenziale del cervello umano e della sua capacità naturale di sintonizzarsi su frequenze che aprono porte sull’ignoto, parlando di uno dei remote viewer (e non solo) più dotati della storia, Gustavo Adolfo Rol, riduttivamente definito sensitivo o, peggio ancora, mentalista prestigiatore, insultato dallo scetticismo ottuso a senso unico di chi non è in grado di vedere oltre al materiale, fu uno dei pochi che seppe trovare la chiave per entrare in comunicazione diretta con ciò che si trova “dall’altra parte” divenendone il tramite.

GUSTAVO ROL: TRA FISICA QUANTISTICA, PSICOLOGIA ANALITICA E PARAPSICOLOGIA, UFOLOGIA, PARAFISICA E METAFISICA

È possibile che Gustavo Rol (1903 – 1994) davvero disponesse di una Visione Superiore, egli probabilmente destreggiava benissimo sia la Dimensione Psichica che quella Fenomenologica. È probabile che il Rol facesse uso della Dimensione Psichica per quelli che lui chiamava “Esperimenti” di tipo Fenomenologico, dl momento che la Fenomenologia sarebbe il mezzo o il tramite per destare attenzione nella gente comune e per veicolare messaggi di un qualche profondo significato, poiché se all’Essere Umano non mostri cose mirabolanti, non ti degnano di considerazione su questioni più fondamentali che vanno oltre al mero stupore per l’evento “magico” in sé e Rol era piuttosto originale in ciò.

Egli sapeva comunque destreggiarsi in più Dimensioni, non solo in quella Psichica (Fenomenologica), ma probabilmente anche in quella Spirituale e non era forse “Parassitato” come nel caso dei Medium o i Contattisti Comuni (non quelli cialtroni) quando permettono volontariamente a certe Entità di entrare dentro di loro.


Quel che si sa di Rol, è che intraprese anche uno studio molto approfondito sulla correlazione tra il cervello con le sorgenti del Caso e della Materia. Inoltre, era anch’egli un profondo conoscitore sia del Misticismo che dell’Esoterismo e della Teologia delle Religioni in generale; quindi, non soltanto del Cristianesimo nonostante egli fosse Cattolico, ma non in senso strettamente tradizionale poiché è noto si dedicasse anche alla Meditazione, pratica più vicina alla Cultura Orientale. Gustavo Rol inoltre ebbe Visioni Mistiche come accadde anche allo scrittore statunitense Philip K. Dick, delle vere e proprie Esperienze Oniriche/Trascendentali che avrebbe sperimentato in prima persona.

Rol era consapevole che esistesse qualcosa al di là della Materia, mentre i cosiddetti Fenomeni Paranormali potrebbero essere spiegati con la Fisica dei Quanti e con il legame di quest’ultima con la Psiche Umana.

Segni di un reciproco influenzarsi tra lo Spazio Psichico-Mentale, la Realtà degli Archetipi e quella “Manifesta”, che si può toccare con mano, degli Oggetti e delle Leggi Materiali, è possibile localizzarli attraverso quel fenomeno noto come “Sincronicità”. Termine coniato nel 1930 dal grande Carl Gustav Jung, il quale prevede una “Correlazione A-Causale” tra gli Stati della Psiche ed Eventi Oggettivi, come ad esempio nel Mondo si manifestano episodi a livello individuale di tipo Simbolico, e che tra loro si mettono in rapporto Elementi della Realtà.

Come nel caso di una paziente di Carl Gustav Jung, durante una seduta di psicanalisi ella gli stava raccontando di un sogno fatto sull’Antico Egitto, nel mentre Jung si voltò verso la finestra del suo studio e vide volare al di fuori della finestra un insetto, proprio uno Charidotella sexpunctata, noto come scarabeo d’oro, palese rimando all’Egitto. Jung stesso in un suo saggio tratta e analizza anche la “Dimensione Psichica”, addentrandosi tra la Natura dei Sogni, gli Archetipi dell’Inconscio Collettivo e così via.

Tutto in Natura sembrerebbe muoversi con sintonia, e che il Mondo che conosciamo sembrerebbe appunto essere in qualche modo destabilizzato da Simbolismi dal profondo significato, i quali ci rammentano che non siamo costituiti soltanto di Materia e che il Cosmo troverebbe la sua Sorgente Ultima in una “Coscienza Collettiva” come la chiamava Carl Gustav Jung, mentre nel caso del fisico David Bohm si trattava di “Coscienza Universale” ma il succo è il medesimo. Coscienza che Jung aveva già in qualche modo individuato tramite l’Inconscio Collettivo che sarebbe il Nucleo alla Base di tutte le Sincronicità.

Di fronte alla complessità della figura di Gustavo Rol, sconcerta la superficialità del CICAP nel suo insistere che fosse semplicemente un prestigiatore o un “illusionista” mentalista. Rol nello sfidare la Scienza Ortodossa/Accademica e prettamente Materialistica, attraverso quelle che egli definiva come “Possibilità”, ha dato prova che la Realtà Tangibile che consideriamo così incredibilmente “Reale”, tanto da toccare e sperimentare attraverso i nostri Sensi, sarebbe in verità soltanto una illusione. Essa è Reale dal momento che Noi crediamo fermamente che lo sia, come anche David Bohm era convinto di tale Illusione e che la Realtà che ci circonda probabilmente non è come la Osserviamo.

Gustavo Rol era stato anche in Tibet quando era più giovane, a livello interiore ha subito senza dubbio una profonda trasformazione nel senso assoluto del termine, come una sorta di Maestro Illuminato, ha compreso una Visione Superiore della Realtà dove la Psiche/Mente non sarebbe divisa in nessun modo dal Mondo Materiale, ma che quest’ultima la compenetra o pervade tanto da divenire Una Cosa Unica. Ciò comporta che le Abilità dell’Essere Umano, che non è soltanto fatto di Materia; quindi, un Contenitore Vuoto fatto unicamente di Carne ed Ossa, attraverso la connessione con l’Uno, diverrebbero in tal modo “prodigiose” come le facoltà di Gustavo Rol, da apparire come Illusionismo o come vera e propria Magia agli occhi del prossimo.

“Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura.”

Proviamo ad analizzare questa nota frase che caratterizza da sempre il fulcro del mistero Rol. Parlando di Vibrazioni, tra le varie, ce n’è una nota come “Verde Negativo”, mentre Grigia è l’Onda Invisibile che è all’estremità opposta, o meglio la vedremmo di Colore Grigio da Visibile. In pratica, il Verde Negativo sarebbe considerata la Vibrazione più corta e potente dell’Universo, e ogni forma di Radioattività, che sia Naturale o Artificiale, emetterebbe Vibrazioni lungo la Frequenza del Verde Negativo.

Quell’Onda Verde l’avremmo anche dentro di noi, spostando l’Energia oltre ad Inviare anche “Ordini” agli Organi e Nikola Tesla in particolare era anche lui già a conoscenza di certe verità da quel che sembrerebbe, sul Cosa sia l’Energia e sul come si comporterebbe.

Analizzando inoltre il monogramma che Gustavo Rol utilizzava come firma per i suoi quadri, possiamo osservare che la Spirale che lo caratterizza si rifarebbe alla Successione di Fibonacci, codice-matematico correlato alle Leggi della Creazione nel Mondo della Natura.

Secondo quel che ci dice David Bohm, (uno dei più grandi fisici teorici-quantistici del XX Secolo, tanto geniale quanto sottovalutato dalla comunità scientifica ligia a non scompigliare i dogmi più ortodossi) il “Potenziale Quantico” è un immenso Campo di Forza Universale, uno Stato di Meta-Coscienza, o più precisamente, lo “Spirito” della Materia Vivente e Non-Vivente, una sorta di Ente Infinito e provvisto di Coscienza che avrebbe la capacità di formare, plasmare e modellare (in apparenza) dal Nulla e di guidare il Mondo della Materia e dell’Energia stessa, unendosi alle Particelle più microscopiche, alla più profonda Struttura della Realtà.

Nell’Universo sembra quindi essere presente una qualche Forza che David Bohm chiamava proprio “Potenziale Quantico”, che ne domina le peculiarità Materiali ed Energetiche come una Forza Non-Visibile, e attualmente non misurabile, dove dietro si celerebbe, appunto, tale Campo di Forza Universale o Cosmico.

Bohm sosteneva inoltre che, a livello di Base (o di Principio) non esisterebbero né Oggetti, né Entità e né Sostanze. Tutto quello che Entra, o Viene a Contatto, con l’Esistenza e che quindi è possibile Osservare, per un Periodo di Tempo rimane “Stabile” anche se in modo relativo, poi successivamente “Uscendo” da tale stessa Esistenza così come ci è Entrata.

Parlando delle implicazioni legate all’Entanglement Quantistico, fenomeno che ha luogo nell’istante in cui Due Particelle sono indissolubilmente correlate tra loro e qualunque Azione sulla Particella (A) ha una ripercussione istantanea e misurabile anche sulla Particella (B) e viceversa, anche se questa (A) si trovasse distante miliardi di anni luce dall’altra (B), ci troviamo di fronte a due possibilità:

1- Questa cosiddetta “Interazione Quantistica” a distanza tra Particelle tra loro interconnesse si propaga ad una Velocità al di sopra della Luce nel Vuoto.

2- Oppure, come ci ricordava lo stesso Bohm, non esiste nessuna separazione nel cosiddetto Spaziotempo, dal momento che ogni “Parte del Tutto” è inevitabilmente connessa ad Esso.

Perciò, se così fosse, lo Spazio sarebbe soltanto un Inganno che darebbe l’Illusione, per quanto Realistica, di una Separazione tra le Cose a livello della Realtà che possiamo soprattutto Osservare. Riguardo invece, la possibilità di un Essere proveniente da una Realtà delle Dimensioni Superiori, egli potrebbe attraversare la stessa Materia, ad esempio un muro (come sembrava saper fare anche Gustavo Rol), una porta o perfino una montagna, senza la necessità di aggirarla. Oggi voglio prendere l’automobile? Penetro all’interno di essa, senza il bisogno di doverne aprire la portiera, semplicemente la attraverso.

Un Essere proveniente dalle Dimensioni Superiori potrebbe scomparire, smaterializzandosi e ricomparire, rimaterializzandosi a suo piacimento da un luogo all’altro. Da un Punto A ad un Punto B. Potrebbe perfino evadere facilmente da una prigione di massima sicurezza semplicemente penetrando attraverso la materia di cui i muri sono costituiti.

Un Essere proveniente dalle Dimensioni Superiori potrebbe penetrare o attraversare la stessa struttura molecolare di una persona, anch’essa è composta di materia. Se si sparasse contro un simile Essere non si otterrebbe di colpirlo poiché i proiettili gli passerebbero tranquillamente oltre attraversandolo. Significherebbe insomma godere di uno status di onnipotenza allo stato puro, tanto che tale Essere potrebbe persino venire scambiato per un fantasma o una sorta di supereroe per tali capacità che noi, come umani dotati di corpo fisico non sembreremmo possedere, almeno non in questa realtà materiale.

La stessa fisica teorica ipotizza tale scenario estremo, immaginando cosa potrebbe comportare la presenza di una creatura proveniente da Dimensioni Superiori alla nostra, di un possibile Essere 4D (o più) presente nel nostro Mondo o Realtà 3D che potrebbe mettersi al volante di una automobile senza aprirne la portiera, ma semplicemente attraversandola, in questo caso però, potrebbe essere anche una questione di Frequenze, dal momento che lo stesso Nikola Tesla suggeriva di Pensare all’Universo in termini di Energia, Frequenza e Vibrazione.

Se un simile Essere, quindi, potesse attraversare la Materia a suo piacimento, significa che potrebbe anche entrare dentro di noi, nel momento stesso in cui avrebbe la capacità di penetrare/ attraversare anche il/la nostro/a stesso/a Corpo Fisico/Pelle, dunque anche il cervello.

L’Universo è soprattutto Frequenza, e la Frequenza è Energia e viceversa. Come, ad esempio, nella Fisica delle Particelle, prendendo in considerazione un Atomo, per rendere “Compatta” una Struttura, ovvero la sua Conformazione e la Ripetizione o Suddivisione di quel Gruppo di Elementi che danno Origine ad un Complesso a livello Organico o comunque di una sua porzione o unità, quest’ultimi, gli Atomi, arriveranno a Vibrare attraverso una ben specifica Frequenza.

Energia, così come la Materia stessa (che anch’essa è Energia, Frequenza e Vibrazione), gli Antichi in passato avevano concezione di tutto ciò in modo molto più ampio e profondo di quanto noi oggi, limitatamente, possiamo concepire.

Ad esempio, nel caso degli UFO, quando riteniamo di essere più propensi verso l’ipotesi Parafisica del fenomeno e non verso quella materialistica che li considera macchine frutto di tecnologia “superiore” alla nostra pilotate da esseri biologici, poiché tali “Intelligenze” non si comportano affatto come astronauti a bordo di astronavi provenienti dallo spazio, così come non fanno pensare a sonde esploratrici teleguidate come i nostri Rover a spasso su Marte, oltretutto riscontriamo anche analogie con lo Sciamanesimo.

Comunque, quando queste entità assumono la consistenza materiale con la quale talvolta li vediamo, è forse possibile che si “sintonizzino” sul nostro livello o piano di frequenze come quando ci si muove o ci si sposta su una determinata stazione radio cercando il segnale, oppure si mostrano in forma ectoplasmatica, spettrale, cioè pur apparendo concretamente alla nostra vista rimangono in alcuni casi intangibili o quasi evanescenti… ma non significa che certi fenomeni siano effettivamente Immateriali dal luogo da dove essi provengono, per quanto sembrerebbero esserlo in questo Piano di Esistenza Materiale quando vi penetrano ma nel momento in cui ancora non si sono “Sintonizzati” sulla Frequenza apposita per divenire difatti “tangibili”, materialmente parlando.

L’etimologia della parola Parafisico che sta alla base di questa tesi, come accennato in precedenza, derivante dal greco Para ossia “vicino” o “di fianco” al fisico, ci suggerisce solo la provenienza extradimensionale delle Entità in questione, una realtà molto probabilmente sovrapposta alla nostra. Di questo concetto ce ne dà una idea anche la Teoria dell’Universo Ombra o “Specchio” di Neil Turok, uno dei più grandi fisici al mondo, nonché uno dei massimi esperti della Teoria delle Stringhe.

Ricollegandomi infine all’inizio del discorso, alla Psiche/Mente Umana, e tirando nuovamente dentro la questione dell’Energia, delle Frequenze e della Vibrazioni, è plausibile che la nostra mente sia la chiave d’accesso che queste Entità in qualche modo riescono ad “hackerare” come farebbero i “Trojan” in informatica, così distorcendo o alterando la percezione della realtà “Illusoria” che diversi testimoni venuti a contatto con “Loro” racconterebbero di aver sperimentato…in tutto ciò rientrano anche le Emozioni, poiché anche i Pensieri sono a loro volta parte di quella Energia che è Frequenza, e la Frequenza che è Energia, per questo si parla in alcuni casi anche di Positività o Negatività, Energie come è noto essere esistenti in Natura e la nostra materia grigia, come ci dicono le Neuroscienze, funziona ad impulsi elettrici.

Per quanto ad alcuni possa sembrare paradossale, tutto è collegato a.…tutto, nonostante da sempre ci abbiano indotto a considerare le cose come separate tra loro, quando sembrerebbero non esserlo affatto come affermavano sia Rol che Bohm, ma non solo loro.

Il colore verde, inteso come Verde Negativo, la più misteriosa delle vibrazioni facente parte delle energie sottili (o bio-energie) che si contrappone alla qualità del verde positivo, sembrerebbe essere correlato sia alle facoltà di Rol che ad un aspetto singolare degli UFO quando sono in forma di sfere luminose, quell’alone di luce smeraldina pulsante osservata circonfonderle durante determinate manovre, dove mostrano di saper dominare il verde negativo, contrapponendolo all’onda invisibile (neutra-grigia) dello “Spettro Vibrazionale”, allo scopo di spostare sé stessi nella nostra dimensione e mostrarsi in forma concreta.

La scoperta dell’esistenza del Verde Negativo avvenne all’inizio del 1930 grazie ai ricercatori francesi Chaumery e De Belizal in ambito dei loro studi sulla Radiestesia Fisica e sta anche alla base degli studi del chimico biologo Robert J.Gilbert compiuti sull’antica scienza della Bio Geometria, che governa la salute e la coscienza di tutti gli esseri viventi, le energie sottili che presiedono e sostengono sia lo sviluppo della vita biologica (questa onda verde l’abbiamo dentro, sposta energia ed invia ordini ai nostri organi) che tutte le altre manifestazioni energetiche “occulte” presenti in natura: energie telluriche, ambientali, cosmiche fino ad includere anche le energie psichiche. Anche l’Elettromagnetismo gioca il suo ruolo per il fatto che degli UFO ne vengono annotate proprio le caratteristiche elettromagnetiche.

Per tale ragione sui luoghi di contatti con Entità vengono registrate attività radioattive ed interferenziali su strumenti di bordo o elettrici. Mentre chi è entrato in contatto diretto con questi “oggetti”, ha riportato ustioni bizzarre e danni tipici da esposizione a fonti radioattive. Dunque, la Radionica, secondo la quale la nostra realtà sarebbe possibile non solo analizzarla ma anche manipolarla, potrebbe essere un ulteriore strumento a nostra disposizione per comprendere la vera natura del fenomeno UFO?

Nel discorso UFO e Parafisica, potrebbero rientrare anche le Apparizioni Celesti o le “presunte” Mariane, la cui natura/fonte di origine potrebbe celare l’intervento di queste Entità che decidono arbitrariamente chi può vedere e sentire, come accadde Fatima appunto o a Lourdes, mentre il resto della folla presente sul posto non vedeva né sentiva nulla, eccetto i Pastorelli o Bernadette, poiché anche il Male è capace di mostrarsi sotto mentite spoglie benevoli, oltre che compiere prodigi.

Non andrebbe esclusa del tutto nemmeno l’ipotesi che “Qualcosa” potesse agire attraverso Gustavo Rol, usandolo come tramite per consentirgli di compiere i suoi “esperimenti” prodigiosi.

Quel che Rol faceva non poteva ripeterlo a comando come e quando andava a lui o agli altri che gli chiedevano di eseguire esperimenti sul momento, anche soltanto qualche piccola dimostrazione e questo lo disse proprio lui stesso con queste testuali parole:

“Io debbo necessariamente agire con spontaneità, quasi sotto l’Impulso di un Ordine Ignoto, come disse Goethe. Mi sono definito la Grondaia che convoglia l’Acqua che cade sul Tetto.

Adesso, sostituiamo la parola Grondaia con “Canale”, e Acqua con “Energia” e riformuliamo in questo modo la frase:

“Io sono il Canale (o il Tramite) che convoglia (o Incanala) l’Energia che opera o agisce (cade) tramite/attraverso di me (sul tetto).”

Se è pur vero che le “Apparizioni Mariane” potrebbero essere un Inganno della Dimensione Psichica, la cosiddetta Dimensione Spirituale potrebbe manifestarsi inevitabilmente in quella Psichica e il Fenomeno Mariano è singolare, perché se la Madonna è l’Immacolata Concezione secondo la Religione Cattolica, allora sarebbe l’unica Entità Spirituale che non si macchierebbe per l’abbassamento ai Livelli Inferiori e quindi sarebbe comunque davvero Lei a manifestarsi Inevitabilmente nella Dimensione Psichica perché è Fenomenologica, mentre quella Spirituale avrebbe delle connotazioni diverse e ben più complesse da poter essere comprese e spiegate in modo chiaro e semplificato.

La Dimensione Spirituale non potrebbe scendere a Livelli più “bassi” eccetto per una figura che agisca con funzione intermediaria e questa potrebbe essere la cosiddetta Vergine Maria che nella Dimensione Spirituale sarebbe l’Immacolata Concezione.

Per concludere, tutti i Simboli comunque avrebbero delle Gerarchie e il Simbolo Spirituale è inequivocabile, man mano che viene interpretato sui Gradi Sottostanti prende significato sempre più Duale. I Simboli sarebbero l’unico modo affinché il cosiddetto Mondo Spirituale riesca a “comunicare” con questo.

Ricollegandoci al discorso dell’Entanglement, e alla Natura del Cosmo e della Realtà in generale, come ci ricordava una figura leggendaria quale Hermes Trismegistus:

“Ciò che è in Basso, è come ciò che è in Alto, e ciò che è in Alto è come ciò che è in Basso, per compiere il Prodigio di Una Cosa Sola. Come tutte le cose sono emanazioni di un Unica e Sola Cosa, per volere e comando dell’Uno, così tutte le cose si sono formate per adattamento di questa Unica Cosa, secondo l’Ordine della Natura.”

Mentre Giordano Bruno ci diceva che:

“L’Altezza è Profondità, l’Abisso è Luce Inaccessa, la Tenebra è Chiarezza, il Magno è Parvo, il Confuso è Distinto, il Dividuo è Individuo, l’Atomo è immenso. Tutti gli Esseri Viventi sono fenomeni diversi di un’unica Sostanza Universale; traggono dalla medesima Radice Metafisica, e la loro differenza è Quantitativa, non Qualitativa.”

Per ultimo, ma non meno importante, il geniale David Bohm (1917 – 1992) ci lasciò questa considerazione, sulla quale invitiamo il lettore a riflettere:
“Lo Spazio non è Vacuo, è Pieno, opposto al Vuoto. Ed è il Terreno per l’Esistenza di ogni Cosa. L’Universo non è separato da questo Mare Cosmico di Energia.”

QUALI INTELLIGENZE SI CELANO DIETRO AL FENOMENO DEI CONTATTI CON L’ALDILA’? “ET, telefono…casa…”

Il dottor Douglas Scott Rogo (1950 – 1990) uno dei più rispettati parapsicologi statunitensi, indagò su vari aspetti riconducibili al suo settore di competenza, tra cui le infestazioni, i poltergeist e le esperienze di pre-morte. Il suo approccio allo studio era improntato su una mentalità aperta che lo portò a ritenere possibile la sopravvivenza della coscienza dopo la morte.

Rogo si interessò anche di miracoli, di ufologia e di altri fenomeni inconsueti. Nel suo libro The Haunted Universe (L’Universo Infestato), scritto nel 1977, ipotizzò che UFO e creature criptoologiche potessero essere in realtà proiezioni psichiche prodotte dalle menti degli osservatori stessi, che per effetto di forze paranormali causerebbero la materializzazione e la smaterializzazione di oggetti ed entità. Nel 1979, con il collega Raymond Bayless, portò avanti una ricerca che venne condensata in un saggio intitolato Telefonate dall’Aldilà, che analizzava il fenomeno paranormale in cui le persone riferiscono di avere ricevuto telefonate semplici, brevi e di solito una sola volta da spiriti di parenti, amici o estranei deceduti.

Già nel 1976, per pura curiosità, lui e Bayless cominciarono a raccogliere ed investigare casi di telefonate di natura spettrale per capire se questo tipo di fenomeni meritassero uno studio serio e quello che scoprirono li colpì così profondamente da incoraggiarli a proseguire la loro ricerca. Quando iniziarono a raccogliere questa tipologia di casi telefonici, i due autori avevano in mente due scopi, raccogliere quanto più materiale possibile e non limitarsi solo a catalogarlo cercando di dare risposte ai quesiti che sollevavano; in primo luogo, quale fosse la natura dell’intelligenza che si trova dietro a queste chiamate e come vengono prodotte meccanicamente nell’apparecchio telefonico. Al principio della ricerca, avanzarono una serie possibili spiegazioni sulle quali svilupparono il loro ragionamento.

Supponendo che queste chiamate fossero davvero provocate mentalmente da persone defunte durante tentativi di mettersi in contatto con le persone care e quindi la spiegazione andava ricercata nella tesi spiritista o quella in della sopravvivenza dell’anima dopo la morte che ci vedrebbe trasformati in una qualche forma di energia, non poterono escludere la possibilità che qualche altro tipo di Essere Parapsichico o extradimensionale – forse esseri invisibili che coesistono sovrapposti a noi sulla Terra o esistenti in una realtà parallela – tentassero di interagire con noi tramite questi strumenti di uso comune come appunto il telefono, oppure, nel caso della Metafonia, registratori ed apparecchi radiofonici. Questi esseri potrebbero essere dotati della facoltà di manipolare questi apparecchi ed imitare le voci dei defunti.

Rogo e Bayless basarono questa possibilità proprio sugli studi di John Keel, del biologo naturalista Ivan Terence Sanderson e di Brad Steiger. Keel in particolare, si ritrovò a sperimentare il fenomeno in prima persona nel periodo della sua indagine sul caso di Point Pleasant in West Virginia, venendo molestato da chiamate sconcertanti che non smisero nemmeno quando di fatto sarebbero state tecnicamente impossibili.

Veniva interrotto costantemente mentre era in conversazione da suoni estranei sulla sua linea che andavano da fischi assordanti o qualcosa che sembrava una chitarra monocorde, musiche strane, voci metalliche. Dopo avere esposto una serie di lamentele alla compagnia telefonica, ottenne il permesso di esaminare con un tecnico la sua linea direttamente alla centralina constatando con i suoi occhi l’impossibilità che qualcuno l’avesse sabotata. Scoprì invece che alla base delle molestie c’era un’interferenza e quel disservizio gli era costato bollette astronomiche che si rifiutò di pagare e di conseguenza gli venne staccata la linea, nonostante ciò, il suo telefono continuava a ricevere chiamate bizzarre dove voci all’apparenza umane gli comunicavano incidenti che puntualmente si verificavano ma non nella data che esse indicavano.

Anche Keel raccolse molte testimonianze da diversi testimoni che avevano sperimentato lo stesso inquietante fenomeno e nei suoi libri ne riporta alcune. Alle otto del mattino del 24 marzo 1961, due donne di Prospect, una cittadina di trecento abitanti nell’Oregon, stavano parlando al telefono quando una voce maschile si intromise sulla linea e disse con voce secca: “Svegliatevi, laggiù”.

Una delle due donne si offese e cominciò a replicare a tono. La voce si mise a parlare rapidissima, in una lingua che in apparenza sembrava spagnolo. Nessuna delle due donne riusciva a sentire l’altra. Poi l’uomo smise di parlare e la linea tornò normale.

Il giorno seguente, alla medesima ora, le donne erano di nuovo al telefono e nuovamente la strana voce le interruppe con il suo “Svegliatevi, laggiù”. Stavolta le due donne rimasero ad ascoltare in silenzio, mentre la voce proseguiva in una lingua straniera e poi continuava a ripetere i numeri 40 e 25. Nessuno a Prospect parlava lo spagnolo, e non venne mai trovata una spiegazione per l’incidente.

Un uomo, nel Southwest, affermò di essere stato svegliato di soprassalto da una voce che diceva: “Svegliati, numero 491”.

Una donna nell’Ohio sentì una voce mentre stava guidando, che diceva: “873… Tu sei 873”.

Nell’ipnosi è presente una tecnica denominata “Suggestione Post-Ipnotica”. L’ipnotista può dire al soggetto in questione che quindici minuti successivi alla sua uscita dalla trance sentirà di colpo l’input a salire sulla sedia e a cantare come un gallo. Quando il soggetto esce dalla trance, si comporta normalmente per un quarto d’ora, dopo di che sale su una sedia e canta di nuovo come un gallo. Il soggetto non sa spiegarsi perché lo abbia fatto, al momento gli sembrava una azione razionale.

Esiste una qualche sorta di Suggestione Post-Ipnotica in molti fenomeni inerenti al Paranormale e all’Ufologia. Il soggetto viaggia su una strada a tarda notte, sente un Beep e cade in Stato di Trance… come se fosse stato pre-condizionato a perdere coscienza a quel segnale.

Più tardi si risveglia al suono di un’altra serie di Beep, trovandosi a una certa distanza dal punto d’origine, domandandosi cosa sia accaduto nei minuti o nelle ore trascorse. Il soggetto non ha più ricordi di nessun tipo.

Possono manifestarsi parecchie differenti varianti della Tattica ad Induzione Ipnotica. Alcuni soggetti vedono un oggetto volante che si avvicina con sopra numeri ben visibili. Nel mentre che osservano codesti numeri, cadono subito in Trance. Dopo mesi, se non anche anni di distanza, lo stesso individuo può rivedere la stessa combinazione numerica su un oggetto, o anche sopra un cartello, cadendo nuovamente in Trance.

Dunque, le telefonate o le manifestazioni di voci metafoniche possiamo interpretarle unicamente in chiave spiritista, nel desiderio di contatto tra le persone trapassate e i loro cari a scopo di rassicurazione? Oppure abbiamo trovato in esse una delle chiavi che innescano le condizioni mentali favorevoli alle abduction? È così che funziona quando un addotto si sente spinto a tornare nei luoghi dove avvenne quello che visse come rapimento da parte di esseri dello spazio? Questo è il modo in cui la tipologia di vittime note come Repeaters viene “attivata” per rispondere alle chiamate?

PUO’ LA SCIENZA DI FRONTIERA ESSERE UNA RISORSA FONDAMENTALE IN SUPPORTO AD UNO STUDIO PIU’ CONSAPEVOLE DEI FENOMENI PARAFISICI E DELLE EXTRADIMENSIONI?

«Non solo Dio gioca a dadi, ma li getta laddove non possiamo vederli» – Richard Feynman, Premio Nobel per la Fisica (1918 – 1988)

Originariamente la Quantistica era considerata una semplice branca della filosofia e un tempo veniva definita come filosofia naturale. Grazie alla codifica del metodo scientifico di Galileo Galilei, negli ultimi trecento anni si è talmente evoluta e sviluppata ed ha conseguito risultati di tale importanza da avere messo in ombra la filosofia stessa, con cui però mantiene un legame profondo. I fisici studiano in generale il comportamento e le interazioni della materia attraverso lo spazio e il tempo. Nella visione affermatasi con la teoria della Relatività Generale, spazio e tempo sono considerati anch’essi fenomeni fisici, e non semplicemente lo scenario in cui questi avvengono.

Alcuni dei più geniali e lungimiranti fisici-quantistici del secolo scorso, per quanto alcuni di loro non si siano mai occupati direttamente e in modo esplicito della questione UFO, aprendo la strada alla Fisica Moderna sembrerebbe che possano essere più efficaci nel dare qualche risposta concreta. Il Nobel per la Fisica 2022, assegnato agli scienziati Alain Aspect, John F. Clauser e Anton Zeilinger per i loro esperimenti con l’entanglement dei fotoni, che hanno permesso di stabilire la violazione delle diseguaglianze di Bell e per i lavori pionieristici nel campo della scienza dell’informazione quantistica, ha evidenziato come la scienza, nella sua evoluzione moderna più rivoluzionaria e coraggiosa, stia nobilitando il lavoro di grandi pionieri a loro tempo snobbati ed emarginati dal Gotha della comunità scientifica a causa delle loro idee ritenute troppo azzardate per il tempo in cui vennero proposte e quindi, non apprezzandone l’innovatività vennero bocciate senza appello.

Tra questi pionieri a torto bistrattati, spicca sicuramente la figura di David Bohm che in questo premio conferito ad Aspect, Clauser e Zeilinger, di riflesso, vede riconosciuto anche il suo lavoro sull’Universo Olografico ritenuto all’epoca (erano gli anni 50) fin troppo pionierisco.

Gli esperimenti portati a capo dai tre Nobel usando stati di entanglement quantistico, in cui due particelle si comportano come un’unità singola anche quando sono separate, hanno aperto la strada ad una nuova tecnologia basata sull’informazione quantistica, dimostrando che è possibile studiare e controllare particelle che si trovano in uno stato di entanglement (“intreccio”): ovvero che sono correlate a distanza, così che quello che succede a una di esse determini quello che accade all’altra, anche se si trovano a grandi distanze.

Quello dell’entanglement, che Einstein chiamava “spaventosa azione a distanza”, è uno dei fenomeni più dibattuti della meccanica quantistica. Prevede che due particelle distanti ma correlate possano scambiarsi immediatamente, come in un abbraccio, informazioni sul loro stato, in una forma molto particolare di “teletrasporto”. Per quanto possa sembrare un campo di indagini molto teorico e filosofico, ha in realtà applicazioni pratiche, avendo aperto la strada a potenti e velocissimi computer quantistici, a sistemi di misurazione più precisi e a metodi di crittografia ancora più sicuri.

Ciò che abbiamo esposto in questa relazione, pone in rilievo quanto sia stato finora poco proficuo tentare un approccio di studio degli UFO impostandolo sotto un profilo che si basa sulla Scienza cosiddetta ufficiale. Nonostante oggi, rispetto ad un tempo, vediamo molti più scienziati aperti e disponibili a prendere in considerazione seriamente questi argomenti e alcuni di loro con coraggio, stanno anche tentando di arrivare ad una qualche spiegazione, ma la natura elusiva e complessa di tale fenomenologia richiederebbe strumenti altrettanto non convenzionali e l’ambito della Fisica Teorica, offre sicuramente molti più sviluppi che possano portare a comprendere concetti come l’Extradimensionale che sta alla base delle tesi dei padri della parafisica.

LA TEORIA DI KALUZA-KLEIN

Il concetto Extradimensionale, non lo ha concepito l’ufologia ma la Fisica, un’ovvietà per chi la studia, un po’ meno scontato per chi non se ne interessa e magari immagina qualcosa come le Dimensioni Superiori uscite dalla fantasia di scrittori o sceneggiatori ma questi concetti nascono dalla mente degli scienziati. Il matematico Theodor Kaluza, si vide bocciare la sua teoria, nota come Kaluza-Klein, nientemeno che da Albert Einstein, il quale, dopo un’iniziale sottovalutazione, incoraggiò il giovane scienziato a curarne la pubblicazione, cosa che avvenne per la prima volta nel 1921.

Questa tesi rappresenta un tentativo di unificazione del campo gravitazionale, descritto dalle equazioni della relatività generale, con il campo elettromagnetico, descritto dalle equazioni di Maxwell, attraverso l’introduzione di una quinta dimensione spaziale in aggiunta alle quattro, tre spaziali e una temporale, previste dalla relatività generale. I tentativi di fondare una teoria di unificazione consistente hanno dato luogo a un lungo lavoro teorico ancora lontano dal concludersi. Tra i percorsi teorici esplorati, nessuno coronato dal successo, vi è la Teoria delle stringhe che, fattasi strada dagli anni ’60, ha inaspettatamente recuperato la congettura delle dimensioni aggiuntive “nascoste” dell’universo facendo tornare in auge i pionieristici lavori precedenti.

Nella moderna teoria delle stringhe e nella contigua M-teoria si ipotizza l’esistenza di sei dimensioni spaziali aggiuntive, compattificate non in semplici cerchi, sfere o ipersfere, ma nell’infinita varietà di forme topologicamente più esotiche e polimorfiche degli spazi di Calabi-Yau compatti.

Vediamo di seguito perché e in che modo la Fisica Quantistica potrebbe essere una risorsa preziosa in grado di metterci sulla strada giusta e lo facciamo continuando ad illustrando le teorie più note di alcuni brillanti scienziati, dopo Theodor Kaluza è la volta del già citato David Böhm che introduciamo brevemente ai lettori poco familiari con questi argomenti complessi che tenteremo di rendere comprensibili per quanto possibile, pur rendendoci conto che questa parte potrà risultare ostica a chi di voi è poco avvezzo a cimentarsi nello studio della materia.

Oltre alla sua Natura Illusoria questo Universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le Particelle Subatomiche è solo apparente, ciò significa che ad un livello più profondo, tutte le Cose sono Infinitamente Collegate. Gli Elettroni di un Atomo di Carbonio nel Cervello Umano sono Connessi alle Particelle Subatomiche che costituiscono ogni Salmone che nuota, ogni Cuore che batte e ogni Stella che brilla nel Cielo. Tutto compenetra tutto.

Ogni suddivisione risulta necessariamente Artificiale e tutta la Natura non è altro che una Immensa Rete Ininterrotta” Con queste ispirate e poetiche considerazione, David Böhm ci spiegava le meraviglie dell’Universo dalla prospettiva dei suoi studi, basati sull’Ordine Implicato che per certi versi ricorda moltissimo l’Inconscio Collettivo di Carl Gustav Jung, molto del quale non può essere reso manifesto a livello conscio. Per esempio, gli Archetipi non possono essere direttamente appresi ma solo sottoforma di simboli che appaiono nell’arte, nei sogni e in varie culture.

Sembra allora che l’opera di questo scienziato rappresenti uno sforzo per rendere filosoficamente e, in prospettiva, scientificamente, ciò che Jung aveva intuito nella sua attività di psicologo analitico, uno sforzo che per altre vie aveva intrapreso anche il fisico Wolfgang Pauli, ma che Bohm sviluppò su una scala più vasta dal punto di vista concettuale. Scienziato tanto brillante quanto purtroppo poco noto al grande pubblico, pur essendo riconosciuto come una delle menti e uno dei pensatori più grandi, profondi ed originali del ‘900, David Joseph Böhm, nato a Wilkes-Barre in Pennsylvania nel 1917. Scoprì il suo interesse per la Scienza, in particolare la Cosmologia e la Fisica in generale, da bambino e già in tenera età formulava intuizioni sulle Leggi fondamentali della Fisica e sulla Natura della Realtà, oltre ad essere un talentuoso inventore. Le molte domande sulla natura dell’universo che si poneva, lo portarono ad applicarsi allo studio della Meccanica Quantistica frequentando il Pennsylvania State College, dove inizierà a rafforzare il suo interesse per la Fisica del Regno Subatomico. Finendo poi per laurearsi nel 1939, sotto la supervisione di Robert Oppenheimer.

Passato un anno nel CalTech (“California Institute of Technology”), si applica nella ricerca alla UC Berkeley (“University of California”), presso il Lawrence Radiation Laboratory, conseguendo ed ottenendo il Ph.D. (il dottorato) in fisica teorica.

Dal 1947 fino al 1951, insegnò presso la Princeton University, applicandosi nella ricerca sulla Fisica dei Plasmi, alla Meccanica Quantistica, alla teoria degli Elettroni nei Metalli e alla Fisica delle Particelle Elementari. Sempre nel 1951 pubblicò “Quantum Theory”, quello che verrà definito il miglior trattato mai scritto sulla Meccanica Quantistica, dove Böhm analizzava l’Interpretazione della Teoria e dell’Esperimento Mentale EPR, collocandosi tra i Critici dell’Interpretazione di Copenaghen. Motivazione che lo porterà poi a regalare una copia del libro all’amico e collega Albert Einstein, il quale aveva ammirazione per lui.

A differenza dei suoi colleghi, i quali prendevano in considerazione una “visione” Indeterministica nonché Probabilistica della teoria, David Böhm cominciò a partorire l’idea di una possibile Interpretazione Causale (detta anche “Meccanica Böhmiana”), dove rappresenta le Particelle Elementari come delle Entità che, superficialmente, a prima vista, si spostano in modo “deterministico”, attraverso la direttiva di quello che lui definirà con il termine di “Potenziale Quantico”. Dopo l’esperimento sulla correlazione quantistica di Aspect del 1982, in cui fu verificato il teorema di Bell, rivelando una comunicazione istantanea a distanza fra fotoni, Bohm, che si era già confrontato con lo stesso problema durante la sua riformulazione del paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen, ribadì che non esisteva alcuna propagazione di segnale a velocità superiori a quella della luce, ma si trattava di un fenomeno non riconducibile a una misurazione spaziotemporale.

Il legame tra fotoni generati da una medesima particella sarebbe dovuto all’ordine implicito, nel quale ogni particella non è separata o “autonoma”, ma fa parte di un ordine atemporale e a-spaziale universale, l’Olomovimento, il cui modello matematico implica un insieme di variabili nascoste. Bohm scrisse che “dobbiamo imparare a osservare qualsiasi cosa come parte di un’Indivisa Interezza” (Undivided Wholeness), cioè che tutto è uno. Come pochi altri nella storia, Böhm da sempre si interessò alle Problematiche Filosofiche che la Scienza in sé sollecita, e alle questioni ed implicazioni Spirituali che culminarono con il suo incontro con Jiddu Krishnamurti, filosofo apolide che nella lucidità delle proprie asserzioni ha sempre rifiutato missioni salvifiche e illuminazioni pseudo-spirituali, ritrovandosi nel pensiero dello scienziato capace com’era di produrre una idea nuova dell’Universo e delle forze che lo attraversano. Due uomini divisi e diversi per e da percorsi di vita e formazioni culturali, ma uniti e convergenti sull’interpretazione di tematiche eterne, quali coscienza, verità, realtà e illusione.

Con più coraggio di ogni altro, al pari soltanto di Nikola Tesla, David Böhm sfidò il mondo accademico ortodosso della Scienza, quella stessa Comunità Scientifica che lo aveva inizialmente spinto per giungere al Premio Nobel, che poi lo rinnegò nell’istante in cui “uscì” fuori dai ranghi, in quanto, bacchettando il Mondo della Scienza, era stato il solo a comprendere ciò di cui la Fisica era ed è priva: un quadro generale che possa mantenere in unione tutti i frammenti del Creato in una sola e grande Legge Unificatrice.

La genialità della scoperta di Böhm risiede nell’intuizione che dietro a quel Mondo che possiamo Osservare, che possiamo Toccare della Fisica Classica, c’è un Ordine Sottostante a cui diede la definizione di “Ordine Implicato” e quest’ultimo, come spiegheremo più avanti, chiama a sé le Cose e gli Eventi in modo globale, assoluto, totale.

Riguardo la possibilità di una Variante della Meccanica Quantistica di stampo ortodosso: Albert Einstein, del quale Böhm divenne amico negli anni in cui egli insegnava all’Università di Princeton, anni in cui Einstein dopo essersi impegnato per un lungo periodo nel cercare ma senza successo, un’alternativa alla visione generalmente accettata della Meccanica Quantistica, affermò: “Se qualcuno potrà riuscirci, questi è Bohm.” E così fu, David Böhm ideò quella versione alternativa alla Meccanica Quantistica generalmente accettata.

Vediamo in breve le basi sulle quali si fondavano le sue intuizioni illustrando, per iniziare, il Cervello Olonomico. Stando al Modello Olografico (del Cervello Olonomico) da lui ideato e sviluppato (proposto anche dal neurofisiologo Karl Pribram), il nostro Cervello si comporterebbe allo stesso modo di un Ologramma. In pratica, simile ad un Sistema capace di bypassare le “Frequenze Naturali” eterogenee che proverrebbero da una Dimensione al di là dello Spazio e del Tempo, la quale caratterizzata da una sorta di “Contenitore” di Informazione e di Memoria. Basandosi su questo, la Memoria non sarebbe quindi collocabile nel Cervello, il quale fungerebbe solo come un tramite che attraverso gli Impulsi Nervosi che convergono in Esso ad ogni istante consentirebbe di ricavare codesta Informazione e di trasmutarla in una qualche Immagine, Forma o Configurazione che possa “Esplicarsi” verso quel Dominio sia dello Spazio che del Tempo.

Il nostro Cervello, quindi, funzionerebbe solo come una sorta di Trasduttore o “Sensore” nei confronti di un tipo di Informazione o/e Frequenza, la quale troverebbe Origine da una Zona A-Spaziale ed A-Temporale capace di captare così come di propagare Informazioni in modo Non-Locale. Il principio di località risulterebbe perciò falso. Poiché Bohm riteneva che l’universo fosse un sistema dinamico in continuo movimento, mentre il termine ologramma solitamente si riferisce a un’immagine statica, Bohm preferiva descrivere l’universo utilizzando il termine, da lui creato, di Olomovimento.

IL PRINCIPIO OLOGRAFICO DELL’UNIVERSO

Nello specifico: Ciò che intendiamo come “Ologramma”, è in realtà una Superficie Bidimensionale (2D), ma nell’istante in cui ne Osserviamo l’immagine, ciò che ci si presenta davanti è una Figura Tridimensionale (3D). Le informazioni di cui necessiteremmo, in modo da poter ricomporre l’immagine, si troverebbero ripartite sull’intera Superficie. Dunque, l’Oggetto in Terza Dimensione si manifesterebbe soltanto se la Luce venisse proiettata sull’Ologramma.

Da qui, la convinzione che le Dimensioni dello Spazio non ricoprano l’importanza di cui siamo così tanto certi. Dal momento che, le informazioni di cui necessitiamo, per dar forma ad un Oggetto Tridimensionale (3D), se possono essere circoscritte soltanto in una Bidimensione, è allora probabile che siano le informazioni ad avere un ruolo di significativa importanza, e non l’aspetto a livello dimensionale.

La quantità di informazioni presenti, ad esempio, all’interno di una Scatola, secondo la logica comune, avrebbero origine dal suo Volume. Questo non è quel che ci dice, però, la Fisica Teorica, dove la Quantità, invece, parrebbe derivare solamente dalla Superficie della Scatola in sé.

Codesta ipotesi prende il nome di “Principio Olografico”, avanzando la possibilità che il nostro Universo si comporti come un “Perfetto Ologramma”. Le informazioni sufficienti per descriverlo sarebbero collocate su tutta la Superficie, che a sua volta, lo avviluppa.

Oggi, c’è motivo di ritenere, sempre di più, che questa Teoria dell’Universo Olografico, scaturendo dal punto d’incontro tra Relatività Generale e Meccanica Quantistica, applicate agli studi e alle ricerche sulle Proprietà dei Buchi Neri, descriva, a tutti gli effetti, l’Universo nel quale abitiamo ed esistiamo.

Secondo Bohm, i fenomeni psichici e altri eventi bizzarri di natura elusiva, sono espressione di un ologramma (ribadiamo e sottolineiamo, attenzione: non inteso come la tecnologia ludica che proietta immagini 3D tramite appositi apparecchi, ma proprio nel senso stretto della sua tesi appena illustrata) Il suo obiettivo era quello di giungere alla formulazione di un modello matematico, ma prima di ciò, era necessario comprendere bene tutti gli aspetti del problema. Potrebbe essere che uno dei prossimi passi della fisica teorica sia proprio quello di sviluppare meglio i calcoli della topologia algebrica al fine di creare la vera teoria del tutto, quella che considerando osservatore ed osservato, pensatore e pensiero come un tutt’uno compartecipante, possa permettere di sviscerare il concetto di Coscienza non come un ente separato dall’universo ma come un fattore interconnesso alla materia e all’energia, proprio come la fotosintesi clorofilliana delle piante è il risultato dell’interazione della luce con la materia biologica.

Anche questa potrebbe essere una metafora che, appresa direttamente dai fenomeni naturali, ci insegna che la luce è il miglior simbolo in grado di rappresentare il concetto di Coscienza. Ma se la coscienza è quel principio generatore che provenendo dall’ordine implicato (ordine avvolto e non è direttamente misurabile, ma dedotto) crea interconnessione con l’ordine esplicato della nostra palese realtà, se l’ordine è il regno dove opera il potenziale quantico, e se tale potenziale opera in maniera non-locale (ovvero: istantanea) mettendo l’universo nella sua interezza in comunicazione con sé stesso, allora la coscienza, agganciandosi a tutte le creature, può funzionare come mezzo di comunicazione tra tutti gli esseri dell’universo attraverso un processo di “compartecipazione” che coinvolge tutto l’essere e, dove il pensiero e la sfera emotiva si compenetrano in maniera completa.

E’ in questa luce che i cosiddetti “poteri psichici” come ad esempio la sincronicità, la chiaroveggenza, la visione remota, la telepatia e la psicocinesi, possono essere considerati come manifestazioni di quella coscienza universale che risiede nell’ordine implicato, e infatti Bohm, nella seconda parte della sua vita, specialmente durante il suo sodalizio con il filosofo, oratore e mistico indiano Krishnamurti e in parallelo al suo sforzo con le tecniche di topologia algebrica per creare una trattazione quantitativa dell’Olomovimento, li prese in considerazione come possibili “evidenze sperimentalizzabili” di fenomeni non-locali generati direttamente dal potenziale quantico, dove l’innesco del fenomeno psichico ha luogo a dei livelli di realtà in cui le coscienze interagenti sembrano comportarsi come due elettroni in un sistema quantistico. È importante sottolineare che per Bohm i cosiddetti “fenomeni paranormali”, seppure apparentemente inconoscibili secondo il paradigma della fisica standard, non fanno parte della sfera dell’irrazionale ma possono essere compresi dalla scienza nell’ambito del modello olografico, Infatti, Bohm rifiutava l’esistenza dell’irrazionale, proprio perché andava contro la cognizione di ordine informativo dell’universo. Quello “irrazionale della materia” che era stato identificato da Wolfgang Pauli, soprattutto quando studiava insieme a Jung il fenomeno della sincronicità, era secondo Bohm spiegabile nell’ambito di un modello ampiamente esaustivo dell’universo, un modello che comporta una sua “casualità” che si esplica nell’azione di un potenziale quantico e i suoi effetti non-locali.

Quindi, anche i fenomeni psichici, seppure in maniera più complessa di quella standard della meccanica dei quanti, si snodano dal mondo implicato, per quanto non tramite il determinismo di stampo Newtoniano. Il 27 Ottobre 1992, poco prima di lasciare il suo ufficio, Bhom telefonò alla moglie ed era piuttosto eccitato, dicendogli in tono entusiasta: “Sento di essere sull’orlo di qualcosa…” Ebbe molto probabilmente un’”illuminazione” sul momento…ma riguardo cosa, mai lo sapremo. Böhm purtroppo morì quello stesso giorno di attacco cardiaco, mentre si trovava a bordo di un taxi e la sua scomparsa lasciò un vuoto incolmabile nella Comunità Scientifica-Filosofica, ancora oggi molto sentito.


NIKOLA TESLA E IL POTERE DELLA MENTE QUANTICA

“Il Dono del Potere della Mente proviene da Dio, Essere Divino, e se concentriamo le nostre Menti su quella verità, noi ci sintonizziamo con questa Grande Potenza. Ogni Atomo misurabile è differenziato da un fluido tenue, che riempie l’intero Spazio meramente con un moto rotatorio, proprio come fa un Vortice di Acqua in un lago calmo. Mettendo in movimento questo fluido, ovvero l’Etere, esso diviene Materia allo stato grossolano. Non appena il suo movimento viene arrestato, la Sostanza Primaria regredisce al suo Stato Ordinario. Quindi, può allora accadere che, se riesce a imbrigliare questo fluido, l’Uomo possa innescare o fermare questi Vortici di Etere in movimento in modo da creare alternativamente la formazione o la scomparsa della Materia. Dunque, al suo comando, quasi senza sforzo da parte sua, i Vecchi Mondi svanirebbero, ed i Nuovi Mondi entrerebbero nell’esistenza. Così l’Uomo potrebbe alterare le Dimensioni di questo Pianeta, controllare le sue Stagioni, aggiustare la sua distanza dal Sole, guidarlo nel suo Viaggio Eterno lungo l’Orbita di sua scelta, attraverso le profondità dell’Universo. Egli potrebbe far collidere i Pianeti e Creare i suoi Soli e le sue Stelle, il suo Calore e la sua Luce, egli potrebbe dare Origine alla Vita in tutte le sue Infinite Forme. Dare origine alla Nascita e alla Morte della Materia sarebbe il più grande degli Atti Umani, cosa che darebbe all’Uomo una Conoscenza Profonda della Creazione Fisica; tutto questo gli permetterebbe di compiere il suo Destino Ultimo.”

Così dichiarò Nikola Tesla (1856 – 1943) in un’intervista rilasciata al New York Times nel 1908 Visionario, Genio-Mistico, Sommo Scienziato, questi erano alcuni degli aggettivi che l’opinione pubblica dell’epoca gli attribuiva e che ancora oggi lo caratterizzano perfettamente. Personaggio estremamente popolare, noto anche a chi di scienza non si occupa, non ha bisogno di presentazioni, un uomo di scienza fuori dal comune, dalla personalità straordinaria, precursore dei tempi e figura per certi versi ancora oggi ammantata da un’aura di mistero, non lasciò indifferente chi ebbe il privilegio di conoscerlo.

Lo scrittore Julian Hawthorne, dopo essere rimasto fortemente colpito dall’incontro con Nikola Tesla, parlò di lui descrivendolo con queste testuali parole: “Era come se fosse immerso in un sogno ad occhi aperti, in preda a Visioni negate al resto dell’Umanità… stare con Tesla è come penetrare in Regno di Libertà persino più assoluta della stessa solitudine, perché l’orizzonte si espande a! dismisura.” Chiunque conobbe Tesla era concorde riguardo la “Forza Magnetica” che la sua persona sembrava emanare. Franklin Chester, il 22 agosto del 1897, scriveva nei suoi confronti che: “…è impossibile fissarlo negli occhi senza poterne avvertire la loro intensità.”

Dorothy F. Skerrit, sua stretta collaboratrice, sosteneva che Tesla sembrasse in grado di leggere gli altri nel pensiero.

Altri che lo conobbero, affermavano che il suo sguardo fosse magnetico, penetrante, quasi ipnotico, o che i suoi occhi fossero quelli di un veggente, di un Veromante.

Ci sono aneddoti riguardo sue premonizioni presunte, come nel 1890 in quel di Philadelphia. Alcuni suoi conoscenti avrebbero dovuto prendere un treno per poi partire nella notte, ma Tesla non aveva delle buone sensazioni in merito, tant’è che li persuase a rimandare la loro partenza. Il giorno dopo si seppe che il treno su cui sarebbero dovuti salire deragliò, Nikola Tesla aveva forse avuto una possibile premonizione? Resta il fatto che salvò loro la vita.

Successivamente nel 1912, causa di una possibile altra “premonizione”, Tesla persuase il banchiere J.P. Morgan a non salpare sul Titanic, quest’ultimo avendo grande fiducia nelle capacità percettive di Nikola Tesla, si convinse a restituire il biglietto per l’imbarco. Non andarono allo stesso modo le cose per John Jacob Astor, amico di vecchia data di Tesla, che non diede ascolto alle remore di quest’ultimo, e andò incontro alla morte.

Nikola Tesla pensava sempre su scala globale, probabilmente è grazie a questo che sembrava dare l’impressione di essere un uomo di rango superiore, manifestando quella Forza Interiore che gli altri sembravano proprio percepire in lui. Dai 19 anni fino alla fine della sua esistenza, Tesla non dormiva più di 2 ore a notte, aveva acquisito la capacità di amministrare il sonno, di addormentarsi e svegliarsi al momento stabilito, in maggior parte lavorava come se fosse posseduto, queste parole dello stesso rendono ben chiara la sua volontà quasi sovrumana, dedita al lavoro: ”Sono logoro, ma ciononostante non posso smettere coi miei lavori, i miei esperimenti sono così importanti, bellissimi e ammirabili, che non posso smettere nemmeno per mangiare. E quando cerco di dormire, penso costantemente ad essi, penso che non mi fermerò fino a che non morirò per sfinimento.”

Uno saggista di nome Jiulian Godern, commento così il suo incontro privato con Nikola Tesla:” l’Energia Psichica di Tesla era spaventosa, era quasi un suono, e la mia pelle rabbrividiva.”

Quando suo fratello morì, Nikola Tesla, ancora giovane, cominciò ad avere incubi notturni che sostituì poi tali visioni spaventose con immagini altre “Ho avuto visioni tutta la mia vita, e le ho ricevute come tutti gli altri fenomeni che ci circondano”. Inizialmente si trattava di immagini del Mondo in cui aveva fino ad allora vissuto, mentre, in un secondo momento, iniziò a viaggiare attraverso i Confini della Realtà conosciuta: “Così iniziarono le mie escursioni mentali, dapprima annebbiati e poi sempre in modo più definito, iniziai a vedere posti, città, paesi, vissi lì, incontrai altra gente, feci nuovi amici. Ciò è difficile da comprendere, ma mi sono cari come la mia famiglia, ed esattamente ugualmente reali.”

Ancor più sconcertante è quanto annotò riguardo il suo primo esperimento: “Ho combattuto per anni con questo problema, era una questione di vita o di morte, e sapevo che sarei morto se non avessi trovato la soluzione, il mio cervello era teso fino ai confini, e in un istante successe l’impensabile. “Sentivo il rumore dell’orologio a tre stanze di distanza, l’atterraggio di una mosca sul tavolo fece un profondo e rimbombante eco nelle mie orecchie, nell’oscurità possedevo la sensibilità di un pipistrello, potevo dire dove si trovavano gli oggetti grazie ad un particolare formicolio della fronte, i raggi del Sole premevano così forte sul mio cervello, quasi da perdere coscienza, una carrozza fece scuotere il mio corpo, e all’improvviso vidi un lampo… un lampo come un piccolo Sole, e in un momento la Verità si mostrò, era uno Stato di Assoluta Felicità, i pensieri scorrevano in una Infinita Corrente ed io quasi non riuscivo a comprenderli.”

Nikola Tesla sembrava che avesse facoltà di lasciarsi andare in Stati Modificati della Percezione, accedendo ad informazioni (non per merito di fantomatici extraterrestri dello spazio) le quali non sono comunemente raggiungibili. Ciò gli permetteva di scoprire ed osservare il Mondo da una prospettiva differente da ogni altro individuo. Per merito di ciò, facendo ritorno allo Stato Normale della Realtà, comprendeva pienamente le informazioni assimilate che grazie alla sua smisurata genialità poteva tramandare il tutto agli altri, con soli scopi benefici per la Specie Umana.

Per farci una idea in proposito, riguardo a quanto Tesla apprendeva, eccolo detto tramite le sue parole:

“La mia mente è solamente un ricevitore, nello Spazio Cosmico c’è il Nucleo dal quale ognuno attinge il Sapere, le Forze e l’Ispirazione. Non sono ancora penetrato nei suoi segreti ma so per certo che esiste.”

Ed è proprio qui, attraverso le esperienze di Tesla sull’energia psichica, che troviamo dei punti di congiunzione con le tesi elaborate da David Böhm sul Principio Olografico dell’Universo, poiché lui parlava del Potenziale Quantico, un immenso Campo di Forza Universale. Uno Stato di Meta-Coscienza, o più precisamente, lo “Spirito” della Materia Vivente e Non-Vivente, una sorta di Ente Infinito e provvisto di Coscienza che avrebbe la capacità di formare, plasmare e modellare (in apparenza) dal Nulla e di guidare il Mondo della Materia e dell’Energia stessa, unendosi alle Particelle più microscopiche, alla più profonda Struttura della Realtà. Mentre Tesla parla di Nucleo dell’Universo, come una sorta di Ritorno alla Sorgente. Differenti metodi, ma stessa sostanza come possiamo comprendere dalla descrizione della tesi sul Principio Olografico dell’Universo Ciò che intendiamo come “Ologramma”, è in realtà una Superficie Bidimensionale (2D), ma nell’istante in cui ne Osserviamo l’immagine, ciò che ci si presenta davanti è una Figura Tridimensionale (3D).

Le informazioni di cui necessiteremmo, in modo da poter ricomporre l’immagine, si troverebbero ripartite sull’intera Superficie. Dunque, l’Oggetto in Terza Dimensione si manifesterebbe soltanto se la Luce venisse proiettata sull’Ologramma.

Da qui, la convinzione che le Dimensioni dello Spazio non ricoprano l’importanza di cui siamo così tanto certi. Dal momento che, le informazioni di cui necessitiamo, per dar forma ad un Oggetto Tridimensionale (3D), se possono essere circoscritte soltanto in una Bidimensione, è allora probabile che siano le informazioni ad avere un ruolo di significativa importanza, e non l’aspetto a livello dimensionale.

La quantità di informazioni presenti, ad esempio, all’interno di una Scatola, secondo la logica comune, avrebbero origine dal suo Volume. Questo non è quel che ci dice, però, la Fisica Teorica, dove la Quantità, invece, parrebbe derivare solamente dalla Superficie della Scatola in sé.

Codesta ipotesi prende il nome di “Principio Olografico”, avanzando la possibilità che il nostro Universo si comporti come un “Perfetto Ologramma”. Le informazioni sufficienti per descriverlo sarebbero collocate su tutta la Superficie, che a sua volta, lo avviluppa.

Oggi, c’è motivo di ritenere, sempre di più, che questa Teoria dell’Universo Olografico, scaturendo dal punto d’incontro tra Relatività Generale e Meccanica Quantistica, applicate agli studi e alle ricerche sulle Proprietà dei Buchi Neri, descriva, a tutti gli effetti, l’Universo nel quale abitiamo ed esistiamo. L’informazione, appunto.


“Il più grande Segreto della nostra Esistenza rimane ancora da comprendere, addirittura la Morte può non essere la Fine.”


J. ALLEN HYNEK DAL BLUE BOOK ALLA PARAFISICA

Colui che viene considerato il padre dell’ufologia modera era uno scienziato, l’astrofisico americano Joseph Allen Hynek, figura arcinota nel panorama ufologico mondiale e da scienziato ebbe il suo primo approccio con la questione UFO. Ciò di cui molti non sono a conoscenza però è del suo cambio di rotta sul concetto di UFO ed extraterrestri che ad un certo punto del suo percorso professionale lo portò a rivedere molte delle sue convinzioni sviluppate in anni e anni di studio del fenomeno dalla parentesi del Blue Book Project in poi e che lo vide collaborare con Jacques Vallee nella stesura del saggio UFO: La Realtà di un Fenomeno uscito nel 1975, ma già nel 1967, il professor Hynek, in alternativa all’ipotesi Extraterrestre, aveva formulato tre ipotesi diverse molto lontane dalla tesi fisica materiale, secondo le quali gli UFO potrebbero essere spiegati nei seguenti modi:

Come possibili “Dispositivi di Osservazione” di presunti Abitanti di un presunto “Altro Universo” che si materializzerebbero nel nostro Mondo / Pianeta.

Proiezioni Psichiche create da una qualche “Intelligenza Extradimensionale” di una qualche Realtà Parallela / Alternativa.

Elementali / Spiriti della Natura (della Tradizione Esoterica Occidentale), o comunque “Esseri Eterici” che fluirebbero sulla Terra e sarebbero alla Base del fenomeno UFO. Nell’ottobre 1976, Hynek si espose pubblicamente condividendo i suoi dubbi con la comunità ufologica sollevando perplessità nei più accesi sostenitori della tesi extraterrestre.

“Comincio a sostenere sempre meno l’idea che gli UFO siano nella loro fisicità astronavi da altri pianeti. Vi sono troppe cose che depongono contro questa teoria. A me sembra ridicolo che intelligenze superiori viaggino per lunghissime distanze siderali per fare cose relativamente stupide come fermare le macchine, raccogliere campioni di terreno, e spaventare la gente. Credo che dobbiamo cominciare a riesaminare l’evidenza. Dobbiamo guardare più vicino a casa.”

Iniziò a riferirsi ad una possibile connessione tra alcuni casi singolari di avvistamenti UFO da lui studiati e fenomeni psichici; dato che molti resoconti sembravano adattarsi maggiormente a fenomeni di poltergeist e ad altri tipi di manifestazione psichica, piuttosto che, come era solito dire “oggetti solidi fatti di ferraglia, con bulloni e scocche saldate. Questa è una delle ragioni del perché io non posso accettare la spiegazione ovvia degli UFO come visitatori dallo spazio più esterno”

Josef Allen Hynek fu anche un appassionato ed esperto di Esoterismo, non a caso, già da ragazzo, leggeva testi al riguardo, in particolare sui Rosacroce. Il noto gruppo di ricerca e di studio costituito da Scienziati ed istituito dallo stesso Hynek, dove entrò a farne parte anche Jacques Valleé, e che prese il nome de “Il Collegio Invisibile”, in un rimando tipicamente di stampo esoterico-rosacrociano.

“Il ridicolo non è parte del metodo scientifico e la gente non dovrebbe ricevere l’insegnamento che si possa agire così. Il costante flusso di avvistamenti, spesso effettuato da un insieme di testimoni affidabili, solleva imperativi di dovere scientifico e responsabilità.”

ammoniva Hynek, mettendo in guardia quella stessa comunità scientifica della quale faceva parte.

Vallée, divenuto negli anni suo buon amico, scrisse che un giorno gli confessò di essere diventato astronomo

“per scoprire i veri limiti della scienza, i punti in cui era venuta meno, i fenomeni che non aveva spiegato”.

Di fronte al coraggio, alla mente aperta, all’intuito e all’instancabile lavoro di questi straordinari scienziati che hanno anteposto l’amore per la conoscenza al conformismo borghese di una scienza che imbriglia per convenzione le sue menti più brillanti, facendo loro pagare il prezzo del coraggio con l’ostracismo, fa sorridere quasi con tenerezza l’ottuso e irremovibile scetticismo di noti gruppi di Debunker che negano a prescindere qualsiasi cosa esuli dalle nozioni scientifiche di base per il puro gusto di negare, saldamente aggrappati alle gonne di una scienza cattedratica e polverosa, troppo impegnata a guardarsi compiaciuta l’ombelico per avere lo stimolo di sapersi rinnovare, pavoneggiandosi nel suo sapere rimasto fermo a concetti che la scienza più moderna e coraggiosa, scoperta dopo scoperta, sta rendendo oggi sempre più superati obsoleti ed inadeguati alle nuove sfide che la ricerca impone, messa di fronte a fenomeni che richiedono un approccio differente. La vera scienza non pone limiti né confini alla sete di sapere e non sono solo i libri di storia a dover essere riscritti.

Dove sta andando oggi la ricerca in ambito ufologico?

Sono passati ormai 60 anni da quando lo studio in chiave parafisica del fenomeno UFO venne introdotto dai fondatori della New Ufology, sei decenni scanditi da alti e bassi che hanno portato la ricerca a ripiegarsi su sé stessa senza giungere mai ad una vera soluzione, continuando però ad insistere ostinatamente su strade che in tutti questi anni non hanno portato a risposte che possano andare oltre a quell’interpretazione materiale alimentata ad arte dalla cinematografia di genere che ha impresso un marchio indelebile tanto nell’immaginario collettivo quanto nell’approccio degli stessi ricercatori di impronta classica e J Allen Hynek, fu in tal senso piuttosto esplicito:

“Per vendere un Prodotto e Convincere il Pubblico bisogna proporlo e riproporlo senza imporlo e con Tecniche Occulte e persino Subliminali. Hollywood, sapientemente Pilotata, è servita magnificamente allo Scopo, anche per gli Alieni. Ecco così le Produzioni Orientate o O.P. in Campo Cinematografico e Televisivo. Con esse l’Establishment informa e forma l’Opinione Pubblica come ai tempi di quelle realizzate con palesi Finalità di Propaganda nel Periodo Bellico. Film come: Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo ed E.T. l’Extraterrestre non sono stati fatti a caso…”

A suo tempo, nel corso di quel momento di stasi ed autocritica attraversata sessant’anni fa, vennero forniti strumenti validi sui quali provare ad impostare una nuova linea di ricerca alternativa e quasi nessuno volle prenderli in seria considerazione, tornando a ripetere gli stessi errori del passato, così ancora oggi ci si ritrova in pratica con le stesse domande fondamentali rimaste senza risposta e nella medesima situazione di dubbio in cui si dibattevano gli ufologi in piena Dark Age. L’apparente volontà di Disclosure che sta caratterizzando questi ultimi quattro anni, ha dapprima disorientato e poi entusiasmato, dopo anni e anni di porte chiuse, in molti si sono convinti di vederci finalmente quell’apertura attesa da sempre e non dubitando della buona fede nessuno si è fatto domande scomode, nonostante appaia evidente che tra tante presunte dichiarazioni “esplosive” nessuno di questi whistleblowers ex militari di rango più o meno alto, con le mani in pasta nel fior fiore del top secret, abbia ancora portato almeno una prova a suffragio concreto di ciò che va rivelando, malgrado ne venga fatta sempre e soltanto una questione di sicurezza nazionale che tali rivelazioni potrebbero pregiudicare. Vediamo questi signori ospiti nei telegiornali e talk show americani, sorridenti e rilassati, rilasciare interviste come celebrità, sganciando con nonchalance dichiarazioni bomba come se parlassero del tempo… mettendoci un po’ di spirito critico, anche senza avere mai fatto il ricercatore in vita propria e quindi mai patita la frustrazione da muro di gomma sugli UFO da governi ed Intelligence, come non può sorgere almeno qualche dubbio intuendo che qualcosa in effetti non quadra? Abbiamo ottenuto parole fino ad ora, non fatti e a monte ci trasciniamo dietro una lunga fase di tesi della cospirazione che sembra uscita dai migliori film di genere.

Nella vita reale, il coraggioso Julian Assange ha portato prove concrete sulle malefatte di governi e militari, difatti è stato perseguitato e distrutto. Questi protagonisti di un disclosure a salve, ex graduati militari, che rivelano il possesso del governo di intere astronavi aliene invece continuano indisturbati a gettare briciole fatte di “la sparo grossa ma non ti mostro”, probabilmente avranno garantita una vecchiaia serena, nessun Men in Black verrà a bussare alla loro porta minacciandoli.

A costo di risultare impopolari, da un’attenta e lucida osservazione della situazione attuale, riteniamo che l’Ufologia stia vertendo verso una Falsa Disclosure, pari a quella del Blue Book in passato, per giungere ad un nulla di fatto. In parte per coprire Tecnologie Sperimentali Militari-Terrestri, avanzando così la scusa di comodo degli Extraterrestri (quale migliore copertura?) dall’altra per giungere al tanto famigerato Nuovo Ordine (e Religione) Mondiale, attraverso una “Messinscena Extraterrestre”, con la conseguente Unione dei Popoli della Terra, per la prima volta nella Storia del Genere Umano, contro un Nemico Inesistente.

Causa-Effetto / Creare il Problema-Offrire-la-Soluzione, e in tutto questo teatrino rientra il Gioco delle Parti, del Debunker di turno da un lato, e dall’altro il Portatore della Verità attraverso dichiarazioni eclatanti. Ma ognuno di questi personaggi sembra essere membro dello stesso Club.
Ribadiamo l’importanza di non farsi fuorviare dalla situazione in corso e l’urgenza da parte di tutti i ricercatori di un approccio più aperto alla questione, quello unicamente scientifico soprattutto se segue gli schemi rigidi e limitanti della scienza ortodossa, è destinato a fallire nei suoi obiettivi come abbiamo potuto constatare dall’analisi qui esposta, in quanto l’ampia gamma di fenomeni correlati agli UFO richiede di estendere lo studio in ambiti che spaziano in molteplici campi che esulano da quello strettamente scientifico ortodosso, a meno di non basarsi sulla Fisica Quantistica. La scienza dogmatica non spiega gli UFO, con buona pace di chi vede con eccitazione l’apertura di alcuni scienziati. Attualmente, uno dei pochi che potrebbe affrontare la questione da un punto di vista più libero e coraggioso è il professor Michio Kaku, la cui apertura mentale lo predispone a guardare oltre al bordo della cattedra con più curiosità e meno voglia di compiacere ad ogni costo la comunità scientifica.

Se sembra essere così facile per la gente comune, così come per i ricercatori affezionati al concetto di ET dello spazio, accettare l’idea per la quale possano esistere individui intelligenti biologicamente simili a noi che da un altro mondo viaggiano per il cosmo su mirabolanti astronavi e grazie agli Stargate giungono sulla Terra allo scopo di esplorazione e conquista, oppure ci mandano sonde di esplorazione senza pilota, in base a quale criterio questo altro mondo dovrebbe essere solamente e rigorosamente quello fisico della nostra dimensione spazio-tempo? A nessuno è mai venuto logico che se fossero presunti astronauti alieni o sonde del passato, per quale motivo la loro tecnologia è palesemente rimasta praticamente invariata nel corso della Storia Umana, presentandosi sempre in forme geometriche estremamente semplici e sempre uguali a quelle sfere, triangoli, cubi e oggetti sigarformi che vedevano e dipingevano nelle caverne i nostri antenati? È così difficile smarcare Il Vimanika Shastra dalla pittoresca teoria del paleocontatto alla luce delle nuove scoperte archeologiche che ci parlano chiaramente di Popoli Pre-Diluvio che sembrano essere stati in possesso di conoscenze architettoniche e probabilmente anche tecnologiche, avanzate? Gli antichi abitanti della Terra non erano degli idioti coperti di pelli d’orso che si prendevano a randellate con la clava.

Come si possono inoltre attribuire con sicurezza matematica a tali presunte entità biologiche di altri pianeti, le stesse attitudini, difetti, inclinazione alle esplorazioni cosmiche viziate da robusti appetiti di conquista e prevaricazione che sono lo specchio esatto dei nostri? Su quali fonti basare questa interpretazione che li vede in pratica uguali a noi, difetti compresi? Gli affezionati alla narrativa più amata, quella degli Antichi Astronauti che oggi è in pieno revival, hanno la risposta pronta: “perché ci hanno creato loro ibridandoci” e se gli domandi quali prove a suffragio di ciò possono portare, lo giurano su…Zecharia Sitchin, la cui mancanza di conoscenze o studi specifici sull’archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico (era laureato in economia), unita ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, ha prodotto traduzioni errate e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà, ma ancora oggi le sue libere interpretazioni, così come quelle di altri autori suoi omologhi, sono pop, convincono e piacciono molto, quindi vengono tenacemente credute autentiche senza approfondire nessun aspetto di prima mano, prendendole per valide facendole proprie e senza valutare minimamente la possibilità che gli “Dei” di cui parlano questi antichi popoli della Terra possano fare riferimento non ad extraterrestri ma ad esseri umani di un tempo molto remoto dell’Era Pre-Diluvio Universale, precedenti quindi anche ai Sumeri, che raggiunsero il culmine della loro civiltà, i cui superstiti scampati alla catastrofe che portò alla glaciazione del nostro pianeta, riportata da tutti i racconti delle civiltà antiche, possano averci voluto tramandare il loro sapere allo scopo di non estinguersi completamente.

Dopotutto, anche ai giorni nostri, noi civiltà tecnologicamente evoluta, conviviamo sullo stesso pianeta con tribù indigene allo stato primitivo che non hanno contatti diretti tranne quando li andiamo a disturbare nelle foreste più sperdute dove vivono, ignari della nostra esistenza. Non è dunque così assurdo che i cacciatori-raccoglitori possano avere interagito con queste civiltà evolute al tramonto della loro esistenza finendo per integrarsi a loro. I riscontri ce li sta dando l’archeologia ad ogni scavo, Göbekli Tepe non ci racconta Star Trek e il lavoro di Graham Hancock è di grande supporto ad una ricostruzione più plausibile e meno fantascientifica di cosa accadeva sulla Terra in quel tempo remoto. Un recente studio congiunto dell’Università del Wisconsin-Madison e dell’Università della California a Davis, pubblicato su Nature (da noi riportato sul National Geographic) ha portato ad accertare che le variazioni genetiche rilevabili nell’Homo sapiens risalgono a molto prima della grande migrazione partita dall’Africa e che i primi esseri umani si sono incrociati con una “popolazione fantasma”.

La tesi che vuole questa “popolazione fantasma” di provenienza extraterrestre ci sta fuorviando dalla vera natura del fenomeno presente in questo mondo da millenni, e ci allontana dal comprendere quella che potrebbe essere la reale storia del genere umano.

Naturalmente nessuno ritiene che il fenomeno UFO non sia reale, lo è e questa è l’unica certezza che abbiamo in mano finora, sarebbe puerile oggi negarlo affermando il contrario. Pur non essendo mai state prodotte prove tangibili da parte delle gole profonde, la concretezza dei fenomeni in sé è riscontrabile attraverso il molto materiale video fotografico raccolto, esaminato e ritenuto autentico da esperti multi-settore in anni e anni di ricerca sul campo. Le aeronautiche civili e militari di tutto il mondo hanno registrato tantissimi “oggetti” non convenzionali di ignota natura e provenienza, che compiono movimenti inconsueti a velocità impossibili, le casistiche esposte in questa relazione sono soltanto la microscopica parte di un totale complessivo davvero voluminoso. Tuttavia, pur decretando la loro reale esistenza a livello di fenomeno, non costituiscono una prova che certifichi senza alcun dubbio come univoca la validità della loro natura fisica come velivoli di tecnologia superiore alla nostra che vengono a farci visita da qualche pianeta lontano.

Lo studio sugli UFO basato unicamente su ipotesi materialiste/tecnologiche è un grosso limite che nel tempo ha dimostrato concretamente tutta la sua inefficacia; tuttavia, viene ancora ritenuto l’unica via percorribile e così la maggior parte dei ricercatori insistono ancora imperterriti a considerare l’insieme di fenomeni ad essi correlato come a sé stanti e scissi l’uno dall’altro, per questo non progredisce e gira su sé stesso da decenni, pur essendoci stati grandi ricercatori che già da molti anni indicavano ulteriori strade da seguire. Tanto ora come 60 anni fa, gli ufologi continuano a fissare quel dito e non il cammino che esso indica.

Tenendo presente che da migliaia di anni le religioni di tutto il mondo ci parlano di una dimensione spirituale al di fuori di quella materiale, non ha alcun senso continuare ad ignorare se non escludere a prescindere l’ipotesi che gli UFO siano creature parafisiche provenienti da altre dimensioni o differenti piani astrali paralleli al nostro, oppure entità spirituali metafisiche. Ai giorni nostri, come abbiamo illustrato in questo nostro excursus analitico della questione, la cosiddetta scienza di frontiera sta dimostrando in modo tangibile con nuove scoperte sul multiverso, le stringhe e i mondi paralleli, ciò che fino a pochi decenni fa era ritenuto pura teoria persino dagli stessi scienziati. Un pensiero scientifico non deve per forza essere rigidamente avverso alla possibilità che esistano ambiti del reale di carattere invisibile non ancora esplorati ed indagati in maniera approfondita.

Dunque, adottare una maggiore apertura mentale accogliendo senza pregiudizi anche l’ipotesi parafisica nello studio degli UFO, sarebbe quanto mai importante e necessario, oltre che urgente. Abbiamo perso fin troppo tempo, la ricerca deve smarcarsi da tutto ciò che l’ha bloccata a girare su sé stessa, è il momento di ricominciare daccapo con più coraggio riesaminando il consistente materiale a nostra disposizione da altri punti di vista.

“Non perché non vediamo qualcosa, ciò vuol dire che essa non esiste” questo ce lo dice Piergiorgio Odifreddi, matematico, ateo, persona lontana anni luce da ogni forma di superstizione e fantasia. Da non atei ma nemmeno bigotti superstiziosi, nonché consapevoli che la verità non ce l’ha in tasca nessuno, prendiamo in prestito questa sua frase e ne facciamo il nostro motto. La nostra ricerca continua, la verità potrebbe non essere là fuori come diceva Fox Mulder, ma molto più vicina a noi di quanto abbiamo finora pensato.

“A volte penso che questo pianeta sia sotto un incantesimo” disse Elias. “Stiamo dormendo, o siamo in trance, e qualcosa ci fa vedere quello che vuole farci vedere e ricordare e pensare quello che vuole farci ricordare e pensare. Il che significa che noi siamo ciò che questa ‘Cosa’ vuole. Il che a sua volta significa che non possediamo una vera esistenza. Siamo in balia di una volontà capricciosa”.

(Philip K. Dick, Divina Invasione, 1981)

Uno studio di Nina Ventura & Alex De Angelis – Seguili sui loro social. Nina Ventura – Alex De Angelis

Segui Omega Click sui Social per rimanere aggiornato.

Clicca su una stella per votare

Voto medio 4.7 / 5. Totale voti: 68

Nessun voto. Vota questo articolo.

Omega Click Newsletter

Omega Click

Iscriviti per ricevere le notifiche dei nuovi articoli direttamente nella tua casella di posta.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Condividi

8 commenti su “UFO – L’ipotesi Parafisica | Dossier Completo”

  1. tutto ciò che c’è qua in certi limiti non è invalido. la questione semplicemente è che la Scienza Sacra da millenni tratta di ciò, puramente e semplicemente. gli yoga d’oriente, tantra e vedanta e tutto, la Qabbalah, l’alchimia, sono finalizzati alla trasmutazione della mente, la quale trasmutazione consiste nei consentire di bypassare i limiti fisici ordinari. il mondo occidentale, compreso questo articolo che spiega argomenti razionalisticamente, è invece fondato sulla pretesa che la ristretta mente ordinaria debba poter conoscere tutto.
    se non si supera le mente ordinaria si resta girini nella pozzanghera, tutto qua.

  2. Complimenti per studio Nina Ventura & Alex De Angelis , completo e approfondito come mai mi è capitato di leggere!
    Grazie anche a OmegaClick per aver dato a loro spazio

  3. Rocco Manzi: UFO e Potere delle Tenebre, uscito nel 1979.
    Piero Mantero: Satana, lo strattagemma della Coda.
    Alfredo Lissoni: socio del CUN.

    Appunti per i webnauti.
    Roba grossa Omega!! Grazie della dedizione con cui ci informi!!

  4. L’ipotesi parafisica non mi ha mai convinto, se non altro perché non mi convince l’assioma principale che “dato che gli UFO e gli episodi correlati esibiscono proprietà esoteriche (un termine più o meno valido), non hanno avuto origine nell’universo fisico”. Senz’altro esiste questo aspetto del fenomeno, ma non ho ragione di credere che non sia frutto di un avanzamento tecnologico – in pratica, ne fanno uso anche se non è la loro origine, salvo probabilmente per gli esseri di luce menzionati e affini.
    Lo stesso Gustavo Rol citato dagli autori dell’articolo mi sembra uno degli esempi migliori che evidenziano la debolezza generale dell’ipotesi parafisica: quasi senza dubbio era un essere umano, non un essere superiore proveniente da un’altra dimensione o realtà. Il fatto che fosse umano non gli ha impedito di fare le sue accuratissime ricerche e a, per così dire, “sbloccare” (anche se da quanto ricordo affermava di non saperle controllare completamente) le capacità psichiche che esibiva.
    I programmi di entrainment mentale dell’Istituto Monroe sono un altro esempio in tal senso: il fatto che i partecipanti esibiscano capacità psichiche simili (pur se solitamente in misura ridotta, anche se, stando allo stesso Monroe, agli albori dell’istituto, durante i primi Gateway i partecipanti hanno creato con successo un bagliore rosso in cielo, sebbene la seconda volta era apparso solo in fotografia e non a occhio nudo, e in tempi recenti il programma MC² attrae sempre molti partecipanti, intrigati dall’idea di piegare cucchiai con la mente e accendere tubi al neon) dimostra che non c’è bisogno di un origine extradimensionale per apprendere ed utilizzare queste abilità. Stessa cosa gli esperimenti di Marcel Vogel con i cristalli, grazie ai quali alterava l’acqua diminuendone la tensione superficiale, qualcosa che si potrebbe definire un abbozzo di tecnologia esoterica.
    Per quanto riguarda le antiche leggende tanto care a Vallée, le trovo un parallelo un po’ troppo forzato, anche e soprattutto perché non c’è modo di indagare e di contattare gli autori originali. Soprattutto, nei vari incontri con il Piccolo Popolo che menziona, parte dei quali che sembrano rientrare nella casistica adduttiva, non c’è modo di stabilire se i ricordi riportati siano effettivamente corretti, essendo stati presi essenzialmente come oro colato. Per esempio, Valerio Lonzi ricordava, dall’esperienza al campeggio, a freddo, che durante il secondo incontro, verso le 11:30 di sera, punta il fascio di luce della sua torcia contro le tre sfere in avvicinamento e queste scompaiono, mentre l’ipnosi rivela tutt’altra cosa, come era lecito sospettare dalle cicatrici sulla schiena e dal missing time di 45 minuti. In virtù di ciò è lecito chiedersi, quanto sono corretti i ricordi che sembrano rientrare nella casistica adduttiva ma contornati da questi dettagli mitologici? Quanto sono corretti, a tal proposito, i ricordi di Padre Madau e tal Ghasim Faili, conoscendo la loro abitudine di alterare ricordi e percezioni?
    Sono interessanti i dati sulla visione a distanza delle basi aliene. Un dettaglio mi fa propendere per la genuinità dei rapporti: il fatto che Price abbia interrotto la visione a distanza nel sito australiano perché era stato scoperto. Pur se non è chiaro come sia stato scoperto o cosa ciò abbia comportato, sono portato a pensare che se quella e le altre basi descritte erano una finzione mentale, allora gli esseri avrebbero avuto tutte le ragioni del mondo a fargli credere di non essere stato scoperto, servendogli falsità dopo falsità per gettargli fumo negli occhi.
    C’è anche un altro dettaglio di questo caso che me lo fa pensare. La visione a distanza funziona, molto semplicemente, estendendo dal proprio campo energetico uno pseudopodo (come lo chiama Barbara Brennan), essenzialmente un tubicino fatto di energia con un sensore in punta, e guidandolo fisicamente nel luogo che si desidera osservare. Per poterlo influenzare, gli esseri dovevano tenerlo d’occhio più o meno costantemente, intervenendo dunque direttamente su di lui o sul suo sensore remoto per inserire percezioni fasulle, oppure intervenendo in ritardo non appena scoperto, cosa che però è successa solo nella base australiana. Anche in quest’ultimo caso, però, ricordi e percezioni sono consistenti tra le varie basi. È anche interessante il dettaglio tecnico dell’uso dei campi elettromagnetici, che come evidenziato da Paul R. Hill nel suo Unconventional Flying Objects nota e dimostra che ne fanno uso.
    In sostanza, trovo che ci siano molte più prove a sostegno di un’origine extraterrestre del fenomeno che a sostegno di un’origine parafisica. Gli UFO sono oggetti solidi, fisici: lasciano tracce al suolo che ne decretano la solidità e permettono di calcolare la massa (da alcuni calcoli basati sul volume di uno degli oggetti e sulle impronte che ha lasciato, Paul Hill stima una densità di massa media di 965 kg/m³ per quell’UFO, quindi complessivamente poco più leggero dell’acqua). I reperti, per quanto estremamente rari, mostrano, quando esaminati, percentuali isotopiche non terrestri, vedi il magnesio di Ubatuba, o gli impianti di Roger Leir e Derrel Sims (The Alien and the Scalpel). Alcuni avvistamenti di astronauti riportano UFO ad altezze di 300-350 km, configurandoli potenzialmente come veicoli spaziali. Sovente all’interno delle navi la gravità è ridotta o assente.
    Viceversa, l’origine parafisica trova a sostegno solamente congetture sulle (innegabili) caratteristiche esoteriche del fenomeno e su miti, leggende e vecchi racconti, una base che mi sembra molto, molto debole.

    1. La tua tesi è condivisibile. Ma spesso dissociamo la metafisica dalla scienza, come se fossero cose diverse. Non abbiamo alcuna certezza che sia così. Bilocazione, telecinesi, spiritismo, addirittura predizione, ecc… potrebbero tranquillamente essere spiegabili scientificamente, semplicemente da una scienza che ancora non conosciamo.
      Per assurdo, prendendo spunto dalla fisica quantistica, siamo portati a credere a questa tesi, piuttosto che alla medicina ordinaria e odierna, tanto per fare un esempio.

  5. Antonio Di Stadio

    Ottica molto affascinate e studio redatto e sviscerato in modo eccellente. È un piacere leggere i tuoi articoli e seguire l’evoluzione delle nuove ipotesi e teorie. 5 stelle meritatissime. Complimenti Omega.

  6. Letto tutto d’un fiato..devo dire di aver piacevolmente preso atto di una visione più ampia e articolata del fenomeno ufo. Non conoscevo la storia della sparizione dei tre F-14, al di là di tutto Nina complimenti, grande articolo, ben scritto e dai contenuti estremamente interessanti che approfondirò…. Grazie. Un grazie a te Omega per la creazione di questo sito fonte inesauribile di informazioni ❤️.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto