Vita dopo la morte – Cosa c’è dopo?

Omega Click 30/06/2023

La scienza della morte

Sin dalla scoperta della morte, l’essere umano si è sempre chiesto cosa ci fosse dopo, questo dogma ha stimolato il filone narrativo principale di ogni religione e da qualche anno a questa parte è diventata materia di studi per gli scienziati. Cosa succede al nostro cervello quando moriamo? Bella domanda vero ? E bene, oggi cari lettori vi parlerò di un nuovo studio che potrebbe assolutamente darci indicazioni utili per rispondere a questa domanda.

Nessuno sa realmente cosa accada dopo la morte e soprattutto se questa esperienza sia uguale per tutti. Tuttavia, ci sono persone che a causa di un malattia, un intervento o un evento traumatico si sono avvicinate all’aldilà per poi tornare e raccontare cos’hanno provato. Sono le così dette esperienze di pre-morte, che trovano correlazioni simili in ogni parte del mondo. Come può una persona che ha sperimentato un’esperienza di pre-morte in Cina per esempio, raccontare le stesse cose di una persone in Italia? Qualcosa di vero ci deve essere e anche se nonostante alcuni scienziati attribuiscano le esperienze di pre-morte a determinate sostanze che vengono rilasciate in determinate situazioni dal tuo cervello come per esempio la DMT, altri stanno muovendo veri e propri dipartimenti per scoprire che cosa succede al tuo cervello, alla tua coscienza quando muori e i risultati sono molto promettenti.

A livello scientifico, durante la morte l’ossigeno che affluisce al cervello viene trattenuto facendo chiudere i circuiti cerebrali e portando la persona nell’incoscienza. Quando il cuore si ferma, il sangue non fluisce più al cervello e i processi vitali si interrompono, ma è tutto qui ? Non c’è bisogno di essere cattolici per credere a un qualcosa dopo, attenzione. In una ricerca del 2013 dell’Università del Michigan, è stato scoperto che i ratti avevano una maggiore attività cerebrale subito dopo la morte “fisica”. E che le onde gamma del cervello apparivano più sincronizzate rispetto al normale stato di veglia.

Da ciò si è dedotto che, tra morte clinica e morte cerebrale, i ratti possono sperimentare “qualcosa”. sono state sollevate le seguenti domande: cos’è quel qualcosa? Succede la stessa cosa negli esseri umani? E se tramite le onde gamma del cervello avessimo di fatti percepito l’anima che abbandona definitivamente la carne? Queste non sono domande sollevate da me ma da varie università che si stanno adoperando per capire che cosa hanno scoperto.

Com’è possibile che quei ratti avessero una maggiore attività cerebrale subito dopo la morte? Parliamo di un paradosso scientifico non trovate? Sono proprio i paradossi, quelli che a volte sembrano paradossi a farci progredire. Un nuovo studio infatti pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Science”, ha rivelato le prime prove di onde gamma associate all’attività cerebrale correlate alla coscienza in prossimità della morte. Vi lascio il link diretto alla pubblicazione scientifica che presenta lo studio.

Esperienze di pre-morte

Le esperienze di pre-morte sono state documentate nel corso della storia sin dai tempi antichi e spesso implicano descrizioni sorprendentemente simili, come incontri con una luce brillante, visite di persone care defunte e allucinazioni uditive. E queste recenti scoperte fanno luce sulla natura enigmatica delle esperienze di pre-morte, suggerendo che potrebbe esistere un meccanismo naturale alla base di questo fenomeno ampiamente riportato. Fino a che si parla di storielle e racconti è un conto, ma quando la scienza inizia a portare evidenze pratiche relative al meccanismo cerebrale della morte e allora c’è bisogno di indagare.

Il dr. George Mashour, coautore dello studio e professore di neuroscienze presso l’università del Michigan ha detto che queste nuove scoperte sfidano il paradosso neuroscientifico perchè potrebbero seriamente indicarci la via nella direzione della vita dopo la morte. Nel fascicolo viene scritto nero su bianco dagli scienziati dell’università del Michigan qualcosa di veramente incredibile, viene scritto che:

Le prove empiriche presentate in questo studio suggeriscono fortemente che il cervello umano morente può essere attivato“.

Le scoperte più rivoluzionarie della storia e gli studi più assurdi di sempre fanno il giro del mondo e in Italia non ne parla nessuno. Io personalmente, se non mi andavo a leggere riviste americane, di questo studio non ne avrei mai conosciuto l’esistenza. La motivazione principale degli scienziati è la sorprendente mancanza di comprensione scientifica per quanto riguarda il cervello durante il processo di morte. Il laboratorio dell’università del Michigan studia il cervello morente dal 2013 quando incredibilmente scoprì le oscillazioni gamma nel cervello dei ratti e sulla base di queste intuizioni passate, i ricercatori hanno analizzato i segnali dell’elettroencefalogramma e dell’elettrocardiogramma nei quattro pazienti morenti in coma prima e dopo la rimozione del supporto respiratorio, così per capire cosa sarebbe successo e impiegando strumenti computazionali avanzati, hanno scoperto che dopo la rimozione del supporto del respiratore due dei pazienti hanno mostrato un aumento della frequenza cardiaca e un aumento dell’attività delle onde gamma nel cervello mentre l’ipossia globale si intensificava e le condizioni cardiache dei pazienti si deterioravano.

Le onde cerebrali signori per chi non lo sapesse sono oscillazioni ritmiche o ripetitive di attività elettrica del tessuto nervoso nel sistema nervoso centrale e sono suddivise in: Delta, Theta, Alfa, Beta e Gamma. Tutte le onde cerebrali sono associate ad un determinato stato e le oscillazioni delle onde gamma sono associate all’attività cerebrale più veloce associata alla coscienza e si ritiene che svolgano un ruolo vitale in vari processi cognitivi, tra cui percezione, attenzione, memoria e coscienza.

Woman walking through a dark tunnel.

I ricercatori hanno anche notato che l’ondata di attività gamma è stata rilevata nella “zona calda” dei correlati neurali della coscienza, situata nella regione corticale posteriore del cervello e tutto questo scientificamente parlando, proprio a livello neurologico, carte ufficiali alla mano dimostra un esplosione della coscienza in punto di morte. Ma non è tutto, attenzione, perchè i risultati non suggeriscono solo che l’ondata di attività gamma osservata nei precedenti modelli animali può verificarsi anche negli esseri umani morenti. Che se ci pensate è già parecchio ma inoltre, i risultati stessi sollevano la possibilità secondo l’università del Michigan che i pazienti che sono clinicamente morti, attenzione eh, no che stanno morendo, ma quelli clinicamente morti, possano ancora possedere un certo livello di coscienza nascosta non rilevabile. In poche parole, vita dopo la morte.

La scienza si sta avvicinando sempre di più alla risposta : “La coscienza sopravvive alla morte fisica?” sembrerebbe di si.

Il Progetto Gateway

I veterani del mio canale YouTube si ricorderanno il fascicolo del “Progetto Gateway” attualmente presente sulla Reading Room ufficiale del FOIA della CIA, documento ufficialmente presente nell’archivio del governo americano dove, un distaccamento di intelligence dell’esercito mise in piedi questo mega studio, prima Top Secret e poi declassificato dove si riassume in 30 pagine in che modo sfruttare le potenzialità nascoste del cervello umano.

Portai alla luce questo studio 2 anni e mezzo fa per la prima volta in Italia e forse anche nel mondo in un video di traduzione di un ora e mezzo dove tradussi per la prima volta nella storia integralmente il fascicolo in cui mi sono casualmente imbattuto esplorando la sezione “Stargate” del sito della CIA.

Ecco, nel paragrafo intitolato “qualità della coscienza” signori, in questo studio ufficiale governativo del 1983, viene praticamente raccontata la vita dopo la morte in termini metafisici e mi è tornato alla mente questo paragrafo perchè penso che abbia molte correlazioni con i nuovi studi di cui ho scritto oggi.

“Quando l’energia ritorna ad uno stato di totale riposo nell’Assoluto, ritorna al continuum della coscienza nel pool di percezioni illimitate e senza tempo che vi risiede. Quindi più complesso è un sistema energetico nello stato materiale, più consapevolezza possiede per mantenere la sua realtà. La nostra coscienza, quindi, è quell’aspetto differenziato della Coscienza universale che risiede nell’Assoluto. Nell’Universo in cui viviamo viene rappresenta l’organizzazione dei pattern di energia che costituiscono il corpo fisico, ma che hanno una forma distintamente separata e superiore ad esso.

Poiché la coscienza esiste al di fuori della realtà, oltre i limiti dello spazio tempo, essa, come l’Assoluto, non ha né inizio né fine. La realtà ha sia un inizio che una fine, perché è limitata dentro allo spazio tempo. Ma il quanto fondamentale di energia e la sua coscienza associata è eterna. Quando la realtà finisce, la sua energia costituente ritorna semplicemente all’infinito nell’Assoluto”.

Vi lascio il fascicolo completo scaricabile qui e il link diretto all’archivio della CIA per consultare la fonte principale.

E se con l’incremento delle onde gamma come spiega il nuovo studio abbiamo letteralmente rilevato la coscienza che, come spiega il Gateway torna nell’assoluto? E se, attraverso gli strumenti della scienza avessimo rilevato il comportamento dell’anima? Non prendere troppo alla leggera questo articolo. Qui in questo studio si parla di viaggi fuori dal corpo e di comportamenti nascosti della coscienza umana su documenti ufficiali di intelligence legalmente
rilasciati e pubblicamente consultabili.

Conclusione

Gli alti livelli di attività cerebrale organizzata che rimangono nei pazienti apparentemente in coma, spiega il nuovo studio, suggeriscono che c’è ancora molto da imparare sul cervello umano e mentre i risultati indicano un’ondata di attività gamma in alcuni pazienti vicini alla morte, i ricercatori avvertono che due dei quattro pazienti non hanno mostrato lo stesso aumento della frequenza cardiaca o dell’attività gamma, evidenziando la necessità di prudenza nel trarre conclusioni affrettate a causa del piccolo campione misurato.

Nessuno dei pazienti è sopravvissuto, quindi è anche impossibile accertare se abbiano avuto esperienze soggettive di pre-morte ma abbiamo centinaia di migliaia di testimonianze di sopravvissuti in giro per il mondo che attestano determinate esperienze fuori dal corpo arrivati in punto di morte e queste esperienze, confrontandole con i nuovi studi, devono per forza essere correlate ad un aumento dell’attività delle onde gamma nel cervello.

Tuttavia, suggeriscono gli scienziati che questi risultati supportano la necessità di studi multicentrici più estesi che coinvolgano pazienti in unità di terapia intensiva che sono stati sottoposti ad un apposito monitoraggio e sono sopravvissuti all’arresto cardiaco. Allargando la lente di ingrandimento e prendendo in esame migliaia di campioni sarebbe possibile scrivere una vera e propria scienza in merito al cervello morente e forse, alla sopravvivenza della coscienza.

Tali studi potrebbero fornire ulteriori approfondimenti e dati per determinare se queste esplosioni di attività gamma potrebbero indicare una coscienza nascosta vicino al momento della morte e i ricercatori scrivono che:

“Questo studio pone le basi per ulteriori indagini sulla coscienza nascosta durante l’arresto cardiaco, che può servire come sistema modello per esplorare i meccanismi della coscienza umana”

In definitiva, mentre i limiti dello studio devono essere riconosciuti, le potenziali implicazioni sono profonde, molto profonde. Ulteriori ricerche in questo settore possono aprire la strada a progressi negli interventi medici per i pazienti morenti e una più profonda comprensione del fenomeno enigmatico delle esperienze di pre-morte.

Siamo sul punto di scoprire il legame tra coscienza ed esperienze di pre-morte e capire così se gli antichi mistici, avevano ragione. Nel prossimo futuro le esperienze di pre-morte saranno sicuramente chiarite.

Per supportare questo sito internet valuta, commenta e condividi l’articolo. Grazie.

Seguimi sui social per rimanere aggiornato.

Clicca su una stella per votare

Voto medio 4.4 / 5. Totale voti: 29

Nessun voto. Vota questo articolo.

Omega Click Newsletter

Omega Click

Iscriviti per ricevere le notifiche dei nuovi articoli direttamente nella tua casella di posta.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Condividi

4 commenti su “Vita dopo la morte – Cosa c’è dopo?”

  1. Contrariamente a come la racconta da millenni la Chiesa tradizionale, in cui ha adottato da culture religiose precedenti il concetto di un’anima che sopravvive dopo la morte, la Bibbia non sostiene questa idea. Infatti spiega che quando una persona muore, cessa semplicemente di esistere. Fin dall’inizio spiega quale sarebbe stato l’esito della disubbidienza: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!” (Gen. 3:19). Il profeta Ezechiele afferma che un’anima può essere punita con la morte (Eze. 18:4). “I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla, perché nella Tomba, il luogo in cui andrai, non si lavora ne si fanno piani, e non ci sono né conoscenza né sapienza” (Eccl. 9:5, 10). La persona morta è in uno stato di inattività, di incoscienza. Per questo la Bibbia la paragona metaforicamente a uno che “dorme” (Giov. 11:11-14). Quando qualcuno che amiamo muore, vogliamo avere risposta a domande come: Dove si trova? In che condizione è? Sta soffrendo? È confortante sapere che non soffrono più. Il fatto che non riusciamo a concepire che la vita finisca, e che la coscienza continui a esistere in qualche altra forma è dovuto in parte anche all’innato desiderio di vivere per sempre che Dio ha instillato dentro di noi (Eccl. 3:11). Comunque, la Bibbia spiega che c’è una speranza anche per chi è morto (Giov. 5:28, 29; Atti 24:15).

  2. Da alcuni anni c’è un gruppo di ricercatori che tenta di costruire ed affinare un dispositivo per consentire la comunicazione con le “persone post-materiali”, come le definiscono, e la ricerca a tal riguardo procede da quindici anni (https://www.thesoulphonefoundation.org).
    A quanto pare gli esperimenti controllati hanno dato frutti interessanti, che dimostrano che i defunti effettivamente continuano ad esistere e possono interagire fisicamente con i vari strumenti utilizzati per gli esperimenti, per quanto debolmente. L’idea, almeno in questa fase, è di costruire un sensore “booleano”, che semplicemente rileva il segnale della PPM che interagisce, non di trasformare il loro segnale in voci o immagini. In pratica, dagli esperimenti, quando alla PPM viene chiesto di interagire con un dispositivo, effettivamente si verifica questa interazione, e per escludere una possibile influenza dei ricercatori gli esperimenti sono stati svolti anche in totale assenza di persone, semplicemente lasciando aperta una diapositiva in Power Point con le istruzioni.
    In sintesi, viene registrata luce fisica nel caso di un fotomoltiplicatore al silicio; viene rilevato un segnale con un misuratore di campo elettromagnetico; un raggio laser subisce un lieve rallentamento; le sfere al plasma mostrano ad un esame accurato che la scarica statica proveniente dal centro si concentra dove lo spirito interagisce; un interferometro dinamico a micromovimenti d’aria rileva uno spostamento d’aria; un alone grigio-biancastro è visibile in alcuni fotogrammi quando uno sfondo nero viene ripreso con una telecamera ad altissima velocità, 64000 fotogrammi al minuto (secondo i medium che hanno partecipato al progetto, questa informazione viene direttamente da David Bohm, il quale ha spiegato che gli spiriti sono effettivamente visibili all’occhio umano, ma solo per uno o due fotogrammi su migliaia, quindi nella maggior parte dei casi il cervello non lo registra, e l’esperimento della telecamera sembra andare a sostegno della veridicità di questa informazione); infine mostrano la capacità di chiudere un circuito elettrico.
    I risultati di due degli esperimenti sono stati pubblicati nel 2020 su Explore: The Journal of Science and Healing (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S155083071930552X?via%3Dihub).

  3. Ciao Omega. Colgo l´occasione per salutarti e complimentarmi con te. Vorrei lasciare qui un consiglio per sfruttare la AI per fare un riassunto, per esempio alcuni documenti scannerizzati della CIA, con il testo salvato come immagine in PDF. Io ho fatto cosí, ho usato un convertirore OCR on-line gratuito su https://pdfsimpli.com/ e poi ho copiato il paragrafo che mi interessava su ChatGpt, ho chiesto alla AI di fare un riassunto e poi di tradurre in Italiano. Segnalo che la versione 4 di Chat GPT ha anche l´opzione di riassumere grafici, immagini e diagrammi anche complessi. Inoltre ci sono delle AI che fanno riassunti anche di video youtube. PS. vivo in Brasile. Adieuuu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto